Ddl piccoli comuni, con l'ok del Senato è legge

Di Maria Enrica Rubino

E’ stata approvata all’unanimità dal Senato la legge che sostiene e valorizza i piccoli comuni italiani.
Il provvedimento prevede lo stanziamento di un fondo di 100 milioni di euro in sette anni, di cui 10 milioni nel 2017 e 15 l’anno dal 2018 al 2023, per investimenti di riqualificazione di immobili abbandonati, di infrastrutture, per lo sviluppo della banda larga e il mantenimento dei servizi nelle aeree interne a rischio di abbandono. Beneficiari saranno i Comuni fino a 5 mila abitanti oppure quelli istituiti grazie alla fusione di Comuni fino a 5 mila abitanti, per un totale di 5.567 Comuni, ovvero quasi il 70% del totale.
I finanziamenti potranno essere utilizzati dai Comuni anche per la riqualificazione di immobili in stato di abbandono e per l’acquisto di case cantoniere o stazioni ferroviarie abbandonate, da inserire nel circuito del turismo slow.   
La legge, approvata in via definitiva dal Senato questa mattina e già varato dalla Camera lo scorso settembre, porta la firma del Presidente della Commissione Ambiente, il deputato PD Ermete Realacci, il quale aveva presentato la proposta nel marzo 2013. Nei 17 articoli del provvedimento si fa riferimento alle misure utili a favorire la diffusione della banda larga, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta, itinerari di mobilità e turismo dolce.
«I nostri 5.567 Piccoli Comuni – ha commentato Realacci - amministrano più della metà del territorio nazionale e in essi vivono oltre 10 milioni di italiani. Non sono un'eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Un'idea ambiziosa di Italia passa anche dalla giusta valorizzazione di territori, comunità e talenti. E' il presupposto da cui parte questa legge a lungo attesa, che propone misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. Previsti anche semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi, opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell'ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori. Per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023».

«La dimensione demografica non è un difetto, lo spopolamento lo è. Ma lo spopolamento non è una sorte ineluttabile. Con l’approvazione di questa legge finalmente si sancisce la specificità dei piccoli Comuni, si fissa il principio basilare che questi centri hanno bisogno di politiche differenziate e di sostegno specifico rispetto alle loro peculiarità. E si mette un passo fondamentale per invertire la tendenza. Per quella agenda “controesodo” che l’Associazione dei Comuni ha lanciato durante i lavori dell’assemblea del 30 giugno a San Benedetto del Tronto». Questo è stato un primo commento a caldo del Presidente Anci, Antonio Decaro, che ieri ha seguito i lavori del Senato insieme ad un gruppo di sindaci di piccoli comuni.

"Un provvedimento fondamentale e azione di riequilibrio territoriale" è la definizione data dal responsabile PD enti locali, Matteo Ricci, al ddl. Il primo cittadino di Pesaro spiega in una nota: "L'approvazione della legge sui piccoli Comuni è un grande risultato di questa legislatura. Un provvedimento fondamentale e a lungo atteso, che ha rischiato negli anni di arenarsi, ma che oggi ha trovato finalmente conclusione. Il fondo strutturale da cento milioni di euro per finanziare gli investimenti nei Comuni sotto i 5 mila abitanti è un segnale forte e concreto" conclude, poi: "Ora, dopo questo passaggio servono ulteriori risorse costanti negli anni perché abbiamo bisogno di rafforzare tutti i Comuni italiani. Ma sicuramente questa legge va nella direzione giusta".