15 giugno 2026

Al via Cultura Missione Comune 2026: plafond da 50 milioni per interventi di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico

L'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A rafforza il supporto agli Enti territoriali attraverso un Plafond da 50 milioni di euro dedicato a interventi di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico. Con l’iniziativa “Cultura Missione Comune 2026”, la Banca punta ad attivare oltre 130 milioni di euro di investimenti nei territori, accompagnando Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni nella realizzazione di progetti capaci di generare crescita, occupazione, attrattività territoriale.

L'iniziativa è realizzata grazie al supporto del Ministero della Cultura, attraverso le risorse del Fondo per la Cultura, gestito da ICSC, che consentono l'integrale abbattimento degli oneri finanziari sui finanziamenti concessi agli Enti territoriali.

"Finanziare la cultura in modo capillare, dal centro alle periferie, attraverso gli enti locali
- ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli - significa investire nella vitalità dei territori e nella loro capacità di valorizzare il patrimonio che custodiscono. Grazie a questo progetto, che si inserisce nel quadro del Piano Olivetti, l'immenso patrimonio culturale italiano può rafforzare il proprio ruolo di motore di crescita economica e sociale. L’iniziativa sosterrà inoltre il recupero delle nostre bellezze artistiche attraverso le risorse messe a disposizione dall'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, partner strategico del Ministero in questa importante azione a favore delle comunità locali
", ha concluso il Ministro.

“Cultura Missione Comune è una iniziativa di collaborazione tra il Ministero della Cultura e ICSC: una partnership istituzionale fondata sulla condivisione di obiettivi strategici e sulla capacità di integrare risorse, competenze e strumenti finanziari al servizio della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, riconosciuto come una componente strutturale della capacità di crescita del Paese
”- ha dichiarato Antonella Baldino, Amministratore Delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale - “La sinergia con il Ministero si traduce in una architettura di policy, capace di orientare gli investimenti culturali verso obiettivi di competitività territoriale di lungo periodo, rafforzando il legame tra patrimonio, comunità e sviluppo. È in questo quadro che ICSC conferma il proprio ruolo di piattaforma finanziaria di sistema: partner delle amministrazioni locali e degli enti territoriali nella progettazione e nell'attuazione di interventi ad alto moltiplicatore economico e sociale
”.

La misura finanzia interventi di tutela, protezione, conservazione, recupero, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico materiale e immateriale. Cultura Missione Comune 2026 si integra, inoltre, con gli altri strumenti di sostegno agli investimenti disponibili per gli Enti territoriali, tra cui i bandi regionali, i contributi per investimenti e le opere pubbliche destinate allo sviluppo del patrimonio culturale.

Attiva fino al 30 settembre, l'iniziativa consente agli Enti territoriali di accedere a mutui a tasso fisso con integrale abbattimento del tasso d'interesse per finanziamenti fino a 10 anni. È prevista inoltre la possibilità di estendere la durata del piano di rimborso fino a 25 anni, favorendo la sostenibilità economico-finanziaria anche degli interventi di maggiore dimensione.
Gli importi massimi finanziabili sono
definiti in funzione della tipologia e della dimensione dell'ente beneficiario: fino a 2 milioni di euro per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, fino a 4 milioni di euro per i Comuni di medie dimensioni, le Unioni di Comuni e i Comuni in forma associata e fino a 6 milioni di euro per Comuni capoluogo, Città Metropolitane, Province e Regioni.
Una iniziativa che mira a valorizzare la collaborazione tra istituzioni locali e sistema finanziario, e che, negli anni, ha dimostrato di rappresentare una leva efficace a supporto delle politiche di investimento pubbliche nei territori. Tra il 2021 e il 2025, attraverso Cultura Missione Comune, ICSC ha contribuito alla realizzazione di oltre 300 milioni di euro di investimenti destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale generando benefici sociali stimati complessivamente in oltre 1 miliardo di euro.

9 giugno 2026

Anac: inconferibilità tra politica locale e vertici delle società di trasporto

L'incarico di vicepresidente in una società di autoservizi e mobilità non può essere conferito a chi ha un incarico anche in consiglio provinciale e nel consiglio comunale del medesimo territorio. 
Lo ha stabilito ANAC con la delibera n. 172 del 6 maggio 2026, primo intervento di vigilanza sull’applicazione delle nuove norme in materia di inconferibilità previste dall’articolo 6 del d.lgs. 201/2022.
L'Anac specifica che la disciplina introdotta dal legislatore nei servizi pubblici locali punta a rafforzare il sistema di incompatibilità e trasparenza, con l’obiettivo di separare in maniera netta le funzioni di regolazione e controllo da quelle di gestione dei servizi. 
Nel caso oggetto della delibera, la sovrapposizione di ruoli è stata ritenuta critica: gli enti locali soci della società partecipano infatti alle decisioni strategiche dell’Agenzia, approvano i bilanci e incidono sull’indirizzo delle risorse. Al contempo, la società di trasporto opera attraverso contratti di servizio finanziati proprio dagli enti stessi.
L'ANAC ha specificato che un amministratore che sia anche rappresentante politico degli enti coinvolti si trova nella condizione potenziale di influire sia sulle scelte di finanziamento sia su quelle di gestione del servizio, concretizzando quindi quella commistione tra “controllore e controllato” che la normativa vuole evitare.

Secondo quanto specificato nella delibera, questo caso rientra nella inconferibilità, poiché mina il principio di separazione soggettiva tra chi definisce le regole e chi è chiamato ad attuarle nell’ambito dei servizi pubblici locali a rilevanza economica.


8 giugno 2026

Legambiente: Marcetelli (RI) è il borgo più piccolo del Lazio e comune più boscoso d'Italia

Torna Voler Bene all’Italia, la storica campagna nazionale di Legambiente dedicata ai piccoli comuni. 

A Marcetelli, in provincia di Rieti, è stato presentato il rapporto “Foreste in Comune”: la prima indagine nazionale che analizza la presenza del patrimonio forestale nei comuni italiani e il suo rapporto con popolazione, economia e dinamiche territoriali. La ricerca è promossa da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM e Legambiente.

La scelta di Marcetelli come luogo di presentazione non è casuale: quello che, per popolazione è il più piccolo comune del Lazio, è infatti risultato dall’analisi, il comune più boscoso d’Italia, con il 98,49% del territorio coperto da foreste, primato che racconta valore ambientale, specificità, esigenze ed evidenze dei piccoli Comuni nel Lazio.

Tra i dati più significativi per il Lazio emerge inoltre la presenza di altri due comuni nella classifica nazionale dei territori con la maggiore presenza forestale: Percile e Rocca Canterano, entrambi in Città Metropolitana di Roma, rispettivamente terzo in Italia con il 96,99% del territorio coperto da boschi, e decimo con oltre il 95%. Tutti e 3 sono piccoli comuni; particolarmente significativo il caso di Marcetelli, dove il patrimonio boschivo genera un valore stimato di quasi 8 milioni di euro all’anno attraverso i servizi ecosistemici forniti dal bosco, dalla cattura della CO₂ alla tutela delle risorse idriche, dalla protezione del suolo alla conservazione della biodiversità.

Lo studio mostra un’Italia con sempre più foreste che hanno superato i 100.000 kmq di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale. Nel Lazio i boschi coprono il 35,6% del territorio, con un'estensione totale di oltre 614.256 ettari. I primi 3 comuni della regione per ettari assoluti di foresta sono Roma con 16.152 ha, Leonessa con 12.491 e Tolfa con 11.366.

“Il Lazio ha nel proprio patrimonio forestale e nei suoi Piccoli Comuni una sconfinata ricchezza ambientale e territoriale – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – è per questo che per la tappa nazionale di Voler Bene all’Italia si è scelto Marcetelli, il comune più piccolo del Lazio per popolazione e quello con maggior percentuale di territorio boscoso del Paese. Qui emerge chiaramente il ruolo strategico di piccoli comuni e aree interne per tutela della biodiversità, contrasto alla crisi climatica e produzione di servizi ecosistemici essenziali per tutti, ma anche l’evidenza di un’avanzata delle foreste che arrivano con la diminuzione della popolazione. Per valorizzare seriamente questo patrimonio serve una politica di sostegno ai piccoli comuni generativa di investimenti nella sana gestione forestale, così come strumenti capaci di riconoscere il valore socio-economico che i boschi che custodiscono: è così che si fanno rifiorire piccole grandi economie, anche grazie alle quali contrastare quel flusso inarrestabile che fa rigonfiare sempre di più di popolazione le aree urbane, puntando a far rinascere i piccoli borghi, capaci invece di garantire altissima qualità ambientale e di vita.”

La ricerca infatti evidenzia come il patrimonio forestale non rappresenti soltanto una risorsa ambientale, ma anche una leva per costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile, attrattività territoriale e qualità della vita nelle aree interne e montane, obiettivi che da oltre vent’anni sono al centro della campagna Voler Bene all’Italia promossa da Legambiente.

Leggi il Rapporto completo al link:

Fonte: Legambiente Lazio

5 giugno 2026

Unioni di comuni e comunità montane, novità dal Viminale sui contributi statali 2026

Il Ministero dell’Interno ha approvato le modalità di certificazione per l’assegnazione nel 2026 del contributo erariale destinato alle unioni di comuni e alle comunità montane che gestiscono servizi in forma associata. 

Nella Gazzetta Ufficiale del 4 giugno è stato pubblicato il provvedimento che stabilisce procedure, criteri e termini per l’accesso ai fondi statali.
Il contributo potrà essere richiesto dalle unioni di comuni e dalle comunità montane mediante una certificazione telematica disponibile sul Sistema certificazioni enti locali (Tbel).

Il contributo sarà determinato in base alle risorse disponibili e al numero delle richieste presentate. 
La certificazione dovrà essere compilata in formato informatico e firmata digitalmente sia dal rappresentante legale dell’ente sia dal responsabile del servizio finanziario e la trasmissione dovrà avvenire esclusivamente online entro le ore 24 del 30 settembre 2026: il termine è perentorio e il mancato rispetto comporterà la decadenza dal beneficio.

Leggi il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

3 giugno 2026

Anac, manodopera e ritocchi legittimi: ammessi purché non si alteri l'offerta iniziale

Con parere di precontenzioso n.161, approvato dal Consiglio dell’Autorità del 6 maggio 2026, Anac ha chiarito che è legittimo variare o modificare le giustificazioni rese in sede di offerte sui costi della manodopera a condizione che non si determini una modifica dell’offerta originariamente formulata.

“E’ accoglibile – scrive Anac nel parere approvato – una modifica delle giustificazioni delle singole voci di costo finalizzate a rimediare originari e comprovati errori di calcolo, sempre che resti ferma l’entità iniziale dell’offerta economica nel rispetto del principio dell’immodificabilità. E’ possibile, pertanto, apportare modifiche alle giustificazioni relative all’offerta economica, inclusi aggiustamenti e compensazioni tra voci di costo, purché l’offerta rimanga affidabile per l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto e che le modifiche, non portino a un’offerta completamente diversa da quella presentata inizialmente”.

Il principio di immodificabilità dell’offerta economica non riguarda infatti le giustificazioni economiche dell’offerta le quali possono essere variate: in altre parole, un concorrente può apportare modifiche alle spiegazioni relative alla composizione delle voci di costo dell’offerta, ma l’importo complessivo dell’offerta non può essere alterato. Le modifiche non possono essere, pertanto, considerate ammissibili se intaccano il principio dell’intangibilità sostanziale dell’offerta (economica, ma anche tecnica).

Nel caso concreto, riguardante un appalto integrato per lavori di manutenzione straordinaria di un immobile dell’Università degli Studi di Napoli, il costo complessivo della manodopera non risulta essere stato alterato, rimanendo sempre il medesimo. La rimodulazione del monte ore è apparsa coerente con la durata dell’appalto di 360 giorni. Anche dal punto di vista operativo, la composizione delle squadre di lavoro (coordinate dal capocantiere e composte dalle varie figure di operaio) è risultata coerente con l’offerta originaria anche nella nuova relazione giustificativa.

Pertanto, afferma Anac, non vi è stata illegittima alterazione del costo della manodopera, sia dal punto di vista economico, che tecnico. L’intangibilità dell’offerta, infatti, era stata posta come la principale condizione per il rinnovo procedimentale effettuato dalla stazione appaltante sulla base della delibera de qua, la cui attuazione, pertanto, anche da questo punto di vista risulta priva di criticità, quanto meno alla luce dei rilievi formulati dall’istante.

 Leggi il Parere di precontenzioso n. 161 del 6 maggio 2026