12 ottobre 2026

Anac, attestazioni OIV 2024: rinvio del termine al 31 ottobre 2026 per la compilazione del questionario

In seguito all’avvio da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione di un’attività di monitoraggio in merito all’acquisizione nel 2025 delle attestazioni OIV/ODV riferite all’annualità 2024 di cui alla comunicazione del 3 agosto scorso, sono pervenute numerose richieste di chiarimenti.

Per tale ragione e, in particolare, per consentire all’Autorità di riscontrare quanto più compiutamente possibile le richieste pervenute, nonché per assegnare agli Enti che – in una fase iniziale, per problematiche tecniche – non hanno ricevuto tempestivamente la comunicazione, un congruo termine per lo svolgimento delle necessarie verifiche e per la compilazione del questionario, si ritiene opportuno prorogare il termine al 31 ottobre 2026 per la compilazione dell’apposito questionario, accessibile dal link presente nella comunicazione trasmessa dall’Autorità tramite messaggio PEC.
Gli Enti/Amministrazioni che hanno già provveduto alla compilazione del questionario non devono svolgere ulteriori attività.
L'Anac ha precisato anche che l’estrazione dei soggetti destinatari delle richieste di regolarizzazione è stata effettuata in modo automatizzato e ha riguardato le seguenti tre casistiche: 
1. Soggetti inadempienti in fase di monitoraggio, ossia i soggetti che non hanno superato le criticità o non hanno completato le procedure di adeguamento a seguito di un monitoraggio nel quale persistevano inadempienze. Le inadempienze possono riguardare sia problematiche relative al formato di pubblicazione dei documenti, sia criticità sulla completezza dei dati pubblicati per totale o parziale omissione delle informazioni; 
2. Soggetti inadempienti in fase di rilevazione non andati a monitoraggio; si tratta degli enti che, pur avendo presentato una rilevazione iniziale carente che avrebbe richiesto un intervento correttivo, non hanno attivato o concluso il percorso di monitoraggio; 
3. Soggetti presenti in anagrafica che non hanno presentato alcuna attestazione per l’anno 2025.
Le richieste più numerose sono pervenute dagli enti appartenenti al primo gruppo, che spesso hanno ritenuto di essere stati erroneamente destinatari della comunicazione, rilevando una assenza di criticità in sede di monitoraggio. Sul punto, si chiarisce che l’estrazione ha riguardato tutte le anomalie segnate dall’OIV, comprese quelle contenute nella colonna “PUBBLICAZIONE”. Pertanto, anche qualora la completezza dei dati all’esito del monitoraggio sia stata attestata al 100%, una eventuale pubblicazione in sezione diversa da Amministrazione Trasparente rilevata dall’OIV ha comportato l’inserimento dell’ente tra i soggetti destinatari della comunicazione. 
Sono risultati inadempienti i soggetti che hanno inserito, per quegli obblighi che non sono di competenza, valori non congrui, tipicamente “Non pubblicato” o “0%” piuttosto che il valore corretto di “Non Applicabilità (N/A)”. In tali situazioni, il soggetto può segnalare il caso utilizzando l’opzione “altro” sul questionario ed inserendo contestualmente una nuova scheda di monitoraggio con i valori corretti.
Relativamente alla compilazione del questionario, si comunica che non è richiesto alcun codice di accesso, essendo lo stesso già incluso nel link inviato via PEC. Un eventuale non corretto funzionamento di tale link potrebbe essere stato causato dal sistema di ricezione della PEC che potrebbe aver accidentalmente troncato la URL producendo un link malformato. In tali casi, è possibile copiare il link completo (da “https://...” fino a “...&lang=it” incluso) nell’apposita casella del web browser.
Si precisa che la presente news non riguarda le tempistiche stabilite dalla delibera Anac n. 168 del 15 aprile 2026 recante “Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione riferiti all’annualità 2025” (c.d. Delibera OIV 2026).

Fonte: Anac

24 settembre 2026

ARAN, contributi 2026: gli Enti locali non beneficiari di trasferimenti statali dovranno pagare su PagoPA

Con un comunicato stampa congiunto, l’ARAN e il Ministero dell’Interno comunicano che per l’anno 2026, il contributo dovuto dagli Enti locali non beneficiari di trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno sarà richiesto direttamente dall’ARAN, tramite avviso di pagamento PagoPA, inviato dall’indirizzo PEC incassi.enti.bper@pec.gruppobper.it alla PEC istituzionale di ogni singola Amministrazione, come già preannunciato con nota prot. n. 0007620 del 21/09/2026.

Nel comunicato è precisato anche che l’importo del contributo è pari a € 3,10 per dipendente, moltiplicato per il numero complessivo dei dipendenti in servizio al 31 dicembre 2024, come risultante dall’ultimo Conto Annuale pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Per eventuali chiarimenti sulla quantificazione dell’importo dovuto, è possibile contattare direttamente l’Agenzia al seguente indirizzo e-mail: riscossionecontributi@aranagenzia.it

Consulta la Tabella Enti locali 2026

Fonte: ARAN

23 settembre 2026

Anac, stazioni appaltanti: 3.967 qualificate a metà 2026

Al 30 giugno 2026 il totale delle amministrazioni qualificate è pari a 3.967, con il 20,5% per “Lavori”, il 21,8% per “Servizi e forniture” e il 57,7% per entrambi i settori. In termini assoluti, per il settore dei “Lavori” il numero di amministrazioni qualificate si attesta a 3.104 unità (di cui 813 solo per “Lavori” e 2.291 per entrambi i settori) mentre il totale per il settore “Servizi e forniture” si attesta a 3.154 unità (di cui 863 solo per “Servizi e forniture” oltre alle 2.291 per entrambi i settori).
È quanto emerge dall’ultimo Report trimestrale di Anac sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, con dati aggiornati al secondo trimestre dell’anno in corso: analisi, in cui non sono inclusi i soggetti qualificati di diritto, elaborata in base alle istanze pervenute al 30 giugno 2026 e con scadenza successiva a tale data. L’analisi fotografa quindi lo stato dell’arte al primo anno del nuovo biennio di qualificazione per la fase di progettazione e affidamento, dopo la chiusura del primo biennio “fisso” scaduto infatti il 30 giugno 2025. 

Alla metà del 2026, le istanze sono state 4.471 per “Lavori” e 4.725 per “Servizi e forniture”, testimoniando che il numero di domande di qualificazione è più alto per questo secondo settore. Le istanze che appartengono ad amministrazioni qualificate “con riserva” sono 59 (25 per “Lavori” e 34 per “Servizi e forniture”), comprendendo 45 enti distinti. La percentuale delle domande che ricevono come esito “non qualificata” è tra il 9,7 % (“Lavori”) e il 13,7% (“Servizi e forniture”) del totale: dato sostanzialmente in linea con quanto registrato al 30 giugno 2024, cioè un dopo l’entrata in vigore del primo biennio. 

Analizzando i livelli di qualificazione, il Report permette di osservare risultati simili tra i due settori anche in questo periodo di riferimento: per quanto riguarda il settore “Lavori”, il 58,3% delle amministrazioni (1.810 sul totale di 3.104 enti qualificati) ha il livello massimo, che è ottenuto nel 54,8% dei casi per il settore “Servizi e forniture” (1.728 amministrazioni sul totale di 3.154 qualificate); il livello intermedio è raggiunto rispettivamente nel 27,5% e 25,3% dei casi, e quello minimo nel 14,2% e 19,9%. La percentuale relativa al livello massimo di qualificazione sale rispettivamente all’80,1% e al 75,3% nel caso dei soggetti che svolgono funzioni di centralizzazione delle committenze, che sono il 13,8% (428 su 3.104) delle amministrazioni qualificate nel settore “Lavori” e il 12,3% (388 su 3.154) di quelle nel settore “Servizi e forniture”. Risultati simili tra i due settori si registrano anche per quanto riguarda i soggetti qualificati per i contratti di partenariato (44% nel caso dei “Lavori” e 42% in quello dei “Servizi e forniture”). 

L’analisi sugli enti che hanno presentato domanda sia nel primo sia nel nuovo biennio, mostra che, di 3.271 stazioni appaltanti e centrali di committenza nel settore “Lavori”, circa 2.619 hanno lo stesso risultato di “qualificata”, ma 92 precedentemente qualificate nel vecchio biennio sono ora non qualificate. Risulta anche in questo periodo di analisi un alto numero di enti (204) che precedentemente non erano qualificati ma ora lo sono. 
Nel settore “Servizi e forniture”, di 3.668 stazioni appaltanti e centrali di committenza, 3.049 hanno il risultato di “qualificata” in entrambi i bienni ma, rispetto al settore “Lavori”, un numero maggiore di qualificate nel precedente biennio è ora non qualificato (275). Dato che può essere spiegato con il fatto che non c’è stato un allargamento del perimetro delle gare, ai fini dell’ottenimento di punteggi per l’esperienza, come invece avvenuto in quello dei “Lavori” per il quale vengono ora considerati i Cig sopra 150mila euro, mentre nel precedente biennio si consideravano solo quelli sopra 500mila euro. Analizzando le due aree di valutazione che sono rimaste uguali - in termini di punteggi massimi attribuibili - tra i due bienni, il Report osserva come sia l’esperienza nelle gare, rispetto a formazione e competenze del personale, la leva su cui le stazioni appaltanti fanno più affidamento in sede di attribuzione dei punteggi. 
Quanto alla qualificazione per l’esecuzione, introdotta dal Correttivo al Codice dal 1° gennaio 2025, al 30 giugno 2026 sono 6.510 le stazioni qualificate, con il 14,3% per “Lavori”, il 17,2% per “Servizi e forniture” e il 68,5% per entrambi i settori. Poche amministrazioni chiedono un livello più elevato di qualificazione per la fase di esecuzione rispetto a quello ottenuto per progettazione e affidamento. La Lombardia è la regione nella quale si presentano più domande di qualificazione per l’esecuzione (circa il 23% del totale) seguita da Veneto, Piemonte e Emilia-Romagna.

Ulteriori dati su centrali di committenza ed amministrazioni convenzionate, distribuzione delle amministrazioni qualificate per regione, punteggi riguardanti “competenze” e “formazione” del personale, nonché comparazione tra Comuni sotto e sopra i 15mila abitanti sono consultabili nel Report di Anac.

Fonte: Anac

21 settembre 2026

Mimit: altri 140 milioni di euro per innovazione e infrastrutture digitali

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy destina 140,2 milioni di euro al rafforzamento della capacità tecnologica e innovativa dell’Italia e allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi digitali. Le risorse sono state stanziate con decreto firmato dal ministro, sen. Adolfo Urso, e sono a valere sul Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020 - Area tematica “Digitalizzazione”.

“Con questo provvedimento incrementiamo gli investimenti nelle tecnologie strategiche e nell’innovazione, dagli Accordi per l’innovazione alle tecnologie quantistiche e biomedicali, fino al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi digitali, per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano”, ha dichiarato il ministro Urso.
La quota più rilevante, pari a 87,7 milioni di euro aggiuntivi, è destinata agli Accordi per l’innovazione, al fine di completare l’iter delle domande già ammesse alla fase istruttoria nell’ambito dello sportello attivato dal decreto del 4 settembre 2025. Altri 30 milioni di euro sono destinati a interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori delle tecnologie quantistiche, della bio-elettronica, dei radiofarmaci e della farmaceutica avanzata. Queste risorse potranno inoltre finanziare iniziative collegate alle tecnologie quantistiche e alla partecipazione italiana a bandi congiunti europei e internazionali.

Ulteriori 17,5 milioni di euro, a partire dal 2027, sono destinati a programmi strategici nel settore delle comunicazioni elettroniche e della gestione dello spettro radioelettrico. Nel dettaglio, le risorse sono ripartite in 5 milioni di euro per la risoluzione delle interferenze transfrontaliere, 5 milioni per la sperimentazione di sistemi Wireless Broadband destinati all’automazione evoluta dei data center nazionali e 7,5 milioni per lo sviluppo e la sperimentazione di un modello nazionale di gestione del patrimonio delle frequenze.
Completano il quadro le risorse destinate al Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI) e al Numero Unico Europeo 112 (NUE 112). 

In particolare, al SINFI sono assegnati 3,2 milioni di euro per l’estensione delle funzionalità di mappatura, monitoraggio e gestione delle informazioni relative alle infrastrutture sottomarine e ai cavi subacquei, mentre 1,8 milioni di euro sono destinati alle attività connesse al NUE 112, con particolare riferimento al servizio Next Generation eCall, che consente ai veicoli, in caso di incidente grave, di effettuare automaticamente una chiamata al 112, trasmettendo la posizione e i dati essenziali dell’emergenza.


Fonte: Mimit

18 settembre 2026

Viminale: l'impegno per il potenziamento della videosorveglianza negli Enti locali

Il Ministero dell’Interno ha reso disponibili ulteriori risorse economiche per supportare gli enti locali nella realizzazione e nel potenziamento dei sistemi di videosorveglianza.

L’obiettivo è rafforzare le attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di degrado e illegalità.
In particolare, i comuni presentano specifici progetti, alle competenti prefetture, che vengono poi esaminati in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Con i comuni le cui progettualità sono state valutate positivamente verranno poi sottoscritti i “Patti per la sicurezza urbana”, intese necessarie per accedere ai finanziamenti.
Le istanze saranno poi trasmesse, per la definizione dell’istruttoria, al Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, che provvederà anche a elaborare la relativa graduatoria.

Fonte: Viminale