20 maggio 2026

Cassazione: convenzioni tra comuni: nessuna nuova personalità giuridica

 

La Corte di Cassazione ha affrontato di recente il tema della natura giuridica delle convenzioni tra enti locali previste dall’art. 30 del Testo unico degli enti locali.

La decisione (ordinanza n. 32560 del 13 dicembre 2025), che ha cassato con rinvio una pronuncia della Corte d’Appello di Napoli (Corte d’Appello di Napoli), chiarisce che la gestione associata di funzioni e servizi tra Comuni non dà vita a un nuovo soggetto di diritto dotato di personalità giuridica autonoma.

La convenzione rappresenta, secondo i giudici, una forma di coordinamento organizzativo secondo la quale gli enti locali mantengono la titolarità delle funzioni, mentre al Comune capofila viene affidata una delega per l’esercizio accentrato e operativo delle attività.

Il modello previsto dal TUEL non comporta alcuna “fusione” o creazione di un ente distinto, ma solo una modalità di esercizio congiunto e semplificato delle funzioni amministrative.

 

Fabbisogni standard: il nuovo questionario FC100 per comuni e unioni

Sul portale OpenCivitas è disponibile il nuovo questionario unico FC100 rivolto ai comuni, alle unioni di comuni e alle comunità montane delle regioni a statuto ordinario, oltre che ai comuni e alle unioni di comuni della Sicilia, per il monitoraggio e la revisione dei fabbisogni standard relativi alle funzioni fondamentali degli enti locali.

Lo ha reso noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il decreto del 30 aprile 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 18 maggio.

Il questionario rappresenta uno strumento necessario per raccogliere dati strutturali e contabili utili all’aggiornamento dei criteri di determinazione dei fabbisogni standard.

Gli enti interessati dovranno compilare e restituire integralmente il modello FC100 esclusivamente per via telematica entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Le modalità operative per l’invio saranno rese note sul portale dedicato.

Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale

 

19 maggio 2026

Amministrative 2026: i Comuni del Lazio che andranno al voto

Sono 901 i comuni italiani che andranno al voto per rinnovare sindaco e consiglio, di questi 37 sono nel Lazio. Si voterà il 24 e il 25 maggio 2026, il primo giorno si potrà votare dalle 7 alle 23, il secondo dalle 7 alle 15. 
Nel Lazio, si voterà in nove comuni aventi popolazione superiore a 15 mila abitanti che, quindi, potrebbero essere interessati da eventuali ballottaggi nel caso in cui nessun candidato raggiunga la maggioranza del 50% più uno dei voti. In questi casi il secondo turno di voto sarà il 7 e l'8 giugno.

Nella Città metropolitana di Roma andranno a votazione 17 comuni, sette dei quali con possibilità di ballottaggio: Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Ariccia, Colleferro, Genzano di Roma, Santa Marinella e Zagarolo. I restanti dieci, con popolazione inferiore a 15 mila abitanti e che quindi eleggeranno il sindaco al primo turno sono Arcinazzo Romano, Camerata Nuova, Marano Equo, Montelanico, Palombara Sabina, Percile, Riofreddo, Roiate, San Gregorio da Sassola e Vicovaro.

In provincia di Viterbo si voterà a Civita Castellana, con eventuale ballottaggio, Blera e Bomarzo.
Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, sono nove i comuni interessati dalle amministrative, tutti con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti: Belmonte Castello, Boville Ernica, Cervaro, Fontana Liri, Guarcino, Patrica, Pontecorvo, Ripi, Trevi nel Lazio. 

Nella provincia di Rieti si voterà in sette comuni, tutti sotto i 15 mila abitanti: Castelnuovo di Farfa, Cottanello, Fara in Sabina, Marcetelli, Montebuono, Montenero Sabino e Poggio Bustone. 
Infine, in provincia di Latina, si voterà solo nel comune di Fondi, con eventuale turno di ballottaggio.


18 maggio 2026

Elezioni amministrative 2026: le indicazioni del Ministero dell'interno per le procedure di voto

Il Ministero dell’Interno ha diffuso una serie di chiarimenti relativi alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, al fine di indirizzare gli elettori tra procedure, documenti e modalità di voto.

Particolare attenzione è dedicata alla tessera elettorale: chi ha esaurito gli spazi disponibili per la certificazione del voto dovrà richiederne il rinnovo presso l’ufficio elettorale del proprio Comune di residenza. 
Per gli italiani residenti all’estero non è previsto il voto per corrispondenza alle amministrative: sarà necessario rientrare in Italia e votare nel Comune di iscrizione elettorale. Chi invece lavora in un Comune diverso da quello di residenza non potrà votare fuori sede.
Ampio spazio è riservato alle misure per garantire il diritto di voto alle persone con disabilità. Gli elettori impossibilitati a muoversi autonomamente o dipendenti da apparecchiature elettromedicali potranno richiedere il voto domiciliare entro i termini stabiliti. Chi necessita di assistenza fisica nella cabina elettorale potrà invece essere accompagnato da un altro elettore, purché in possesso della documentazione prevista o del riconoscimento sulla tessera elettorale.

Le modalità di voto variano in base alla dimensione del Comune. Nei centri fino a 15mila abitanti il voto è più semplice e diretto, mentre nei Comuni più grandi è ammesso anche il voto disgiunto e, in assenza di un vincitore al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio il 7 e 8 giugno.

15 maggio 2026

Sport e Periferie 2026: pubblicato il bando da 100 milioni

È stato pubblicato l'Avviso "Sport e Periferie 2026" per promuovere lo sviluppo di infrastrutture sportive e favorire l’inclusione sociale, il benessere e la coesione delle comunità locali.
L’iniziativa, su impulso del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, mira a valorizzare l’importanza dello sport quale strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita, il benessere e l’inclusione. In particolare, le erogazioni sono finalizzate a ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, migliorare la qualità urbana ed il tessuto sociale, ed incrementare la sicurezza, contribuendo a diffondere, pertanto, la cultura del rispetto e della giustizia sociale.
Al riguardo, è stato stanziato un finanziamento complessivo pari ad euro 100 milioni, di cui € 30.000.000 per la realizzazione di nuovi impianti e € 70.000.000 per la rigenerazione e/o recupero di impianti preesistenti e dal 4 giugno p.v. sarà possibile caricare le proposte progettuali nella Piattaforma dedicata.
L’Avviso, al pari dell’edizione precedente, è rivolto a tutti i Comuni italiani ed offre soluzioni differenziate sulla base delle esigenze degli enti locali; in particolare, le candidature saranno oggetto di valutazione sulla base di specifici criteri di merito, legati alla qualità delle proposte presentate.
Nello specifico, l'Avviso prevede differenti tipologie di interventi quali:
a) La realizzazione di nuovi impianti sportivi con destinazione all’attività agonistica;
b) La demolizione e ricostruzione dell’impianto sportivo, a energia quasi zero (nZEB);
c) opere destinate alla manutenzione straordinaria, alla messa in sicurezza, all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’adeguamento o miglioramento sismico, attraverso lavori di ristrutturazione, adeguamento funzionale, nonché demolizione/ricostruzione degli impianti sportivi, ivi inclusa la fornitura di attrezzature sportive necessarie per l’allestimento di strutture e impianti, nei limiti del 10% del contributo richiesto
d) opere finalizzate all’efficientamento energetico, messa a norma dell’impiantistica, installazione e messa in opera di sistemi di building automation, ed ulteriori interventi strumentali e connessi all’impianto sportivo, attraverso lavori di risanamento, recupero e adeguamento degli impianti tecnologici.
I contributi massimi attribuibili sono i seguenti:
• importo massimo di euro 3.000.000,00, per tutti i Comuni a prescindere dalla numerosità della popolazione residente (fermo restando la soglia dei 5.000 abitanti, raggiungibile anche per i Comuni più piccoli con un accordo tra Comuni confinanti), per la realizzazione di nuovi impianti sportivi dedicati all’attività agonistica.importo massimo di euro 3.000.000,00, per tutti i Comuni a prescindere dalla numerosità della popolazione residente (fermo restando la soglia dei 5.000 abitanti, raggiungibile anche per i Comuni più piccoli con un accordo tra Comuni confinanti), per la demolizione e ricostruzione di un intero impianto sportivo. 
Nel caso particolare di demolizione integrale di tendostrutture o tensostrutture e relativa ricostruzione, l’importo massimo assentibile è di euro 500.000,00 (cinquecentomila/00), per tutti i Comuni, a prescindere dalla numerosità della popolazione residente;importo massimo di euro 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila/00) per i Comuni con un numero di abitanti superiore ai 50.000 (secondo il censimento ISTAT al 1° gennaio 2025);importo massimo di euro 1.000.000,00 (unmilione/00) per i Comuni con popolazione residente oltre i 15.000 e fino a 50.000 abitanti (secondo il censimento ISTAT al 1° gennaio 2025);importo massimo di euro 800.000,00 (ottocentomila/00) per i Comuni con popolazione residente fino a 15.000 abitanti (secondo il censimento ISTAT al 1° gennaio 2025).È, in ogni caso, prevista una quota di cofinanziamento a carico del Comune richiedente pari ad almeno il 15% del contributo, qualora il contributo richiesto sia d’importo superiore ad euro 1.000.000,00, e ad almeno il 10% del contributo, qualora il contributo richiesto sia d’importo pari o inferiore ad euro 1.000.000,00.
La presentazione delle domande potrà essere effettuata a partire dalle ore 12:00 del 4 giugno 2026 e fino alle ore 12:00 del 25 giugno 2026, esclusivamente sull’apposita Piattaforma messa a disposizione dal Dipartimento per lo Sport raggiungibile all’indirizzo: https://avvisibandi.sport.governo.it/
Per eventuali richieste di supporto scrivere a: supporto.avvisibandi@coninet.it  per chiarimenti sulla piattaforma;
impiantisticasportiva@governo.i per chiarimenti sull’Avviso.