22 giugno 2026

Anac, Mef e Consip: intesa per rafforzare interoperabilità, digitalizzazione e circolarità dei dati nei contratti pubblici

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e
Consip hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa volto a rafforzare la collaborazione
interistituzionale nel settore dei contratti pubblici.
L’accordo consolida un percorso già avviato con l’obiettivo di rafforzare la digitalizzazione del
ciclo di vita dei contratti pubblici, favorendo interoperabilità delle piattaforme, circolarità dei dati e delle informazioni, cultura della trasparenza e della legalità.
Un modello collaborativo orientato a rendere più efficace il funzionamento del sistema degli
acquisti pubblici attraverso utilizzo dei dati, integrazione tra strumenti digitali e presidio dei
processi. 
Tra i principali ambiti di collaborazione previsti:
• il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati e piattaforme digitali per la gestione dei
contratti pubblici
• lo sviluppo di soluzioni tecniche e di processo a supporto del principio di unicità dell’invio
dei dati e delle informazioni relative agli acquisti pubblici
• la collaborazione su ambiti di innovazione del procurement, tra cui le evoluzioni del
Fascicolo Virtuale degli Operatori Economici e la semplificazione dei micro-affidamenti
• la promozione della cultura del dato e della legalità, anche con riferimento alle
autorizzazioni al subappalto e al monitoraggio dei contratti. 
Il Protocollo ha durata triennale e conferma l’impegno condiviso di ANAC, MEF e Consip nel promuovere un sistema degli acquisti pubblici sempre più moderno, digitale, trasparente e orientato all’efficacia dell’azione amministrativa.

Fonte: Anac

Partecipazioni pubbliche, prorogato al 3 luglio 2026 il termine per la rilevazione dei dati

È prorogato al 3 luglio 2026 il termine per la trasmissione dei dati relativi alla revisione periodica delle partecipazioni pubbliche stabilita dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (Tusp) e al censimento delle partecipazioni e dei rappresentanti negli organi di governo di società ed enti riferito al 31 dicembre 2024.

La proroga è stata confermata in seguito alle numerose richieste di supporto pervenute nei giorni scorsi. Tutte le indicazioni operative e le informazioni relative all'adempimento sono disponibili nell'avviso pubblicato il 10 marzo in occasione dell’avvio della rilevazione.

Leggi la comunicazione sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze

19 giugno 2026

Impianti natatori: i beneficiari dei contributi per il 2026

Sono ufficialmente partite le procedure per l’erogazione dei contributi destinati alle associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti natatori. 

Con il Dpcm dell’8 maggio 2026 sul riparto del Fondo unico per il sostegno al potenziamento del movimento sportivo italiano, si mettono a disposizione 5 milioni di euro a fondo perduto per compensare gli aumenti dei costi energetici sostenuti dai gestori delle piscine.
Il contributo sarà riconosciuto automaticamente ai soggetti che hanno già beneficiato dello stesso sostegno nel 2025, senza necessità di presentare nuove domande o comunicazioni. 
L'elenco dei beneficiari è stato pubblicato dal Dipartimento per lo Sport precisando che gli importi sono stati rimodulati in proporzione a quanto percepito lo scorso anno, in base alle risorse disponibili.

Il provvedimento prevede anche ulteriori risorse per il settore: altri 4,4 milioni di euro saranno destinati alle ASD e SSD che gestiscono impianti natatori attraverso uno specifico avviso pubblico che sarà pubblicato nei prossimi mesi.

15 giugno 2026

Al via Cultura Missione Comune 2026: plafond da 50 milioni per interventi di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico

L'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A rafforza il supporto agli Enti territoriali attraverso un Plafond da 50 milioni di euro dedicato a interventi di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico. Con l’iniziativa “Cultura Missione Comune 2026”, la Banca punta ad attivare oltre 130 milioni di euro di investimenti nei territori, accompagnando Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni nella realizzazione di progetti capaci di generare crescita, occupazione, attrattività territoriale.

L'iniziativa è realizzata grazie al supporto del Ministero della Cultura, attraverso le risorse del Fondo per la Cultura, gestito da ICSC, che consentono l'integrale abbattimento degli oneri finanziari sui finanziamenti concessi agli Enti territoriali.

"Finanziare la cultura in modo capillare, dal centro alle periferie, attraverso gli enti locali
- ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli - significa investire nella vitalità dei territori e nella loro capacità di valorizzare il patrimonio che custodiscono. Grazie a questo progetto, che si inserisce nel quadro del Piano Olivetti, l'immenso patrimonio culturale italiano può rafforzare il proprio ruolo di motore di crescita economica e sociale. L’iniziativa sosterrà inoltre il recupero delle nostre bellezze artistiche attraverso le risorse messe a disposizione dall'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, partner strategico del Ministero in questa importante azione a favore delle comunità locali
", ha concluso il Ministro.

“Cultura Missione Comune è una iniziativa di collaborazione tra il Ministero della Cultura e ICSC: una partnership istituzionale fondata sulla condivisione di obiettivi strategici e sulla capacità di integrare risorse, competenze e strumenti finanziari al servizio della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, riconosciuto come una componente strutturale della capacità di crescita del Paese
”- ha dichiarato Antonella Baldino, Amministratore Delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale - “La sinergia con il Ministero si traduce in una architettura di policy, capace di orientare gli investimenti culturali verso obiettivi di competitività territoriale di lungo periodo, rafforzando il legame tra patrimonio, comunità e sviluppo. È in questo quadro che ICSC conferma il proprio ruolo di piattaforma finanziaria di sistema: partner delle amministrazioni locali e degli enti territoriali nella progettazione e nell'attuazione di interventi ad alto moltiplicatore economico e sociale
”.

La misura finanzia interventi di tutela, protezione, conservazione, recupero, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico materiale e immateriale. Cultura Missione Comune 2026 si integra, inoltre, con gli altri strumenti di sostegno agli investimenti disponibili per gli Enti territoriali, tra cui i bandi regionali, i contributi per investimenti e le opere pubbliche destinate allo sviluppo del patrimonio culturale.

Attiva fino al 30 settembre, l'iniziativa consente agli Enti territoriali di accedere a mutui a tasso fisso con integrale abbattimento del tasso d'interesse per finanziamenti fino a 10 anni. È prevista inoltre la possibilità di estendere la durata del piano di rimborso fino a 25 anni, favorendo la sostenibilità economico-finanziaria anche degli interventi di maggiore dimensione.
Gli importi massimi finanziabili sono
definiti in funzione della tipologia e della dimensione dell'ente beneficiario: fino a 2 milioni di euro per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, fino a 4 milioni di euro per i Comuni di medie dimensioni, le Unioni di Comuni e i Comuni in forma associata e fino a 6 milioni di euro per Comuni capoluogo, Città Metropolitane, Province e Regioni.
Una iniziativa che mira a valorizzare la collaborazione tra istituzioni locali e sistema finanziario, e che, negli anni, ha dimostrato di rappresentare una leva efficace a supporto delle politiche di investimento pubbliche nei territori. Tra il 2021 e il 2025, attraverso Cultura Missione Comune, ICSC ha contribuito alla realizzazione di oltre 300 milioni di euro di investimenti destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale generando benefici sociali stimati complessivamente in oltre 1 miliardo di euro.

9 giugno 2026

Anac: inconferibilità tra politica locale e vertici delle società di trasporto

L'incarico di vicepresidente in una società di autoservizi e mobilità non può essere conferito a chi ha un incarico anche in consiglio provinciale e nel consiglio comunale del medesimo territorio. 
Lo ha stabilito ANAC con la delibera n. 172 del 6 maggio 2026, primo intervento di vigilanza sull’applicazione delle nuove norme in materia di inconferibilità previste dall’articolo 6 del d.lgs. 201/2022.
L'Anac specifica che la disciplina introdotta dal legislatore nei servizi pubblici locali punta a rafforzare il sistema di incompatibilità e trasparenza, con l’obiettivo di separare in maniera netta le funzioni di regolazione e controllo da quelle di gestione dei servizi. 
Nel caso oggetto della delibera, la sovrapposizione di ruoli è stata ritenuta critica: gli enti locali soci della società partecipano infatti alle decisioni strategiche dell’Agenzia, approvano i bilanci e incidono sull’indirizzo delle risorse. Al contempo, la società di trasporto opera attraverso contratti di servizio finanziati proprio dagli enti stessi.
L'ANAC ha specificato che un amministratore che sia anche rappresentante politico degli enti coinvolti si trova nella condizione potenziale di influire sia sulle scelte di finanziamento sia su quelle di gestione del servizio, concretizzando quindi quella commistione tra “controllore e controllato” che la normativa vuole evitare.

Secondo quanto specificato nella delibera, questo caso rientra nella inconferibilità, poiché mina il principio di separazione soggettiva tra chi definisce le regole e chi è chiamato ad attuarle nell’ambito dei servizi pubblici locali a rilevanza economica.