Le aree interne, con le loro criticità e potenzialità, sono state al centro del secondo Meeting nazionale organizzato da ALI Autonomie Locali Italiane nei giorni scorsi, a San Donato Val di Comino.
La giornata, ricca di dibattiti e confronti, ha visto la partecipazione di più di 160 amministratori, politici, rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, che si sono interrogati sul futuro di tale aree che sono tra le più fragili del nostro Paese, ma che, al tempo stesso, racchiudono potenzialità e risorse strategiche.
Dopo i saluti istituzionali da parte del sindaco di San Donato Val di Comino e direttore di ALI Lazio, Enrico Pittiglio, del presidente del ALI Lazio, Luca Abbruzzetti, e del segretario generale di ALI, Valerio Lucciarini De Vincenzi, il dibattito è entrato nel vivo con una serie di testimonianze riportate da sindaci di comuni appartenenti alle aree interne del nostro Paese, da rappresentanti di associazioni territoriali, GAL, docenti universitari ed esponenti della politica nazionale.
Significativo l'intervento del presidente di ALI e sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha ribadito la necessità di una politica nazionale stabile per le aree interne, che preveda risorse certe, servizi di qualità e opportunità di sviluppo. Sulla stessa linea anche il discorso di Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del PD, che ha fatto leva sull'impegno da mettere in campo come partito, per dare risposte concrete e immediate su scuola, trasporti, sanità, tpl in queste aree. La Bonafoni ha illustrato anche le tre proposte di legge a firma PD, in cui cruciale è il tema del diritto a restare e il diritto a tornare, puntando, quindi, sulle nuove generazioni contro il rischio di spopolamento.
Nel corso dell'iniziativa, ALI ha presentato i 10 impegni concreti per trasformare la Strategia Nazionale delle Aree interne in una politica stabile, che sia in grado di garantire diritti, servizi, sviluppo e nuove opportunità. La proposta dell'Associazione si rivolge al Governo con l'obiettivo di rafforzare la coesione territoriale e costruire le basi per il futuro dei territori più fragili del Paese.
Il primo impegno consiste nell'obiettivo di trasformare la SNAI in una politica permanente della Repubblica, ovvero una politica ordinaria che sia in grado di garantire continuità agli interventi. A tal fine, occorre una programmazione pluriennale, risorse certe e una governance stabile per superare la frammentazione delle politiche territoriali. Per ALI, soltanto una strategia permanente può assicurare ai Comuni strumenti adeguati per programmare lo sviluppo e affrontare le sfide demografiche, economiche e sociali.
Recuperare in tempi brevi il ritardo nell'attuazione della Strategia.
E' questo il secondo impegno da portare a termine. Nell'ambito della Programmazione 2021-2027 sono state approvate soltanto 22 Strategie d'Area rispetto alle 124 previste. La richiesta, da parte di ALI, è di accelerare l'attuazione mediante un cronoprogramma pubblico, in tempi certi e strumenti di monitoraggio trasparenti.
Costruire una politica unitaria per i territori fragili.
Il terzo punto riguarda la necessità di superare la frammentazione normativa che, ad oggi, causa sovrapposizioni e contraddizioni, ne è un esempio la revisione e la riclassificazione dei Comuni montani. Pertanto, aree interne, montagna, Piccoli comuni e territori rurali, per ALI, devono essere parte di un'unica politica nazionale di riequilibrio territoriale.
Rafforzare la capacità amministrativa dei Comuni.
Per ALI, è necessario un Piano nazionale straordinario per il personale dei Comuni, che comprenda nuove assunzioni, formazione continua e valorizzazione delle competenze tecniche e digitali. Occorre rafforzare la progettazione, sostenere le gestioni associate e introdurre incentivi per investire su personale qualificato.
Riformare il sistema delle autonomie locali.
Il quinto impegno presentato da ALI riguarda una revisione organica del sistema delle autonomie locali. Nello specifico, le Province dovrebbero tornare a svolgere una funzione strategica di coordinamento, diventando hub di servizi a supporto dei Comuni. E' necessario anche incentivare e rafforzare le fusioni e le forme associative tra enti locali.
Garantire servizi essenziali come diritti di cittadinanza.
Di fondamentale importanza, per ALI, è garantire scuola, mobilità, connettività digitale e servizi sociali quali diritti fondamentali, che non siano valutati soltanto in base ai costi. Puntare al contrasto alla spopolamento investendo su medici, insegnanti e personale sanitario, che scelgano le aree interne come luoghi di lavoro. La telemedicina, l'assistenza territoriale, nuovi modelli di scuola sono fattori da rafforzare.
Valorizzare il contributo delle aree interne allo sviluppo sostenibile.
Le aree interne producono beni pubblici di valore nazionale: tutela del paesaggio, risorse idriche, biodiversità, agricoltura di qualità e patrimonio culturale. Un contributo che, per ALI, deve essere riconosciuto anche nella distribuzione delle risorse nazionali. Secondo l'Associazione, servono strumenti permanenti per sostenere i servizi ecosistemici, la gestione forestale e le filiere agroalimentari di qualità.
Rendere le aree interne un laboratorio nazionale dell'innovazione.
Per ALI, le piattaforme condivise, la gestione intelligente dei dati e servizi digitali possono rafforzare la capacità dei Comuni. Inoltre, il digitale e l'intelligenza artificiale possono contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare la qualità della vita.
Integrare la Strategia con l'Agenda 2030 e la politica europea di coesione.
Le aree interne sono una risorsa strategica per costruire un modello europeo basato sulla coesione territoriale. possono essere il principale laboratorio italiano del principio
europeo del Right to Stay, il diritto di restare.
Una politica di coesione efficace significa ridurre le
disuguaglianze e promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile.
Fare del diritto di rimanere una politica
della Repubblica
Nessuno deve essere costretto ad abbandonare il
proprio territorio per mancanza di servizi, lavoro o opportunità.
Per rendere effettivo il diritto di rimanere servono, secondo la proposta di ALI, incentivi alle imprese, sostegno ai giovani, politiche per l'abitare e nuove opportunità
occupazionali.
Garantire la libertà di restare significa dare piena
attuazione ai principi di uguaglianza, solidarietà e coesione sanciti dalla
Costituzione, si legge nell'ultimo punto della proposta di ALI Autonomie Locali Italiane.