Migranti, cosa prevede il nuovo capitolato sui costi dei centri di accoglienza

Di Maria Enrica Rubino

I servizi forniti ai migranti ospitati nel nostro Paese subiranno presto tagli considerevoli. 
Verranno meno i fondi per l'insegnamento della lingua italiana e per il sostegno psicologico, ovvero le figure di psicologi nei centri di accoglienza, per l'inclusione sociale e lavorativa. E fin qui nulla di nuovo, dato che il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha espresso da sempre la volontà di tagliare i finanziamenti relativi all'accoglienza dei migranti.

Ma la novità del provvedimento sta anche nella ripartizione dei fondi per ciascun migrante stabiliti nel capitolato sui costi dei centri di accoglienza elaborato dal Viminale e che verrà a breve trasmesso alle Prefetture. Il costo giornaliero scenderà a 21 euro per migrante ospitato nei centri più piccoli e 26 euro per i centri più grandi. Stando a questa ripartizione, la cifra di 21 euro al giorno sarà erogata per ciascun migrante ospitato nei centri di accoglienza diffusa, quali case, parrocchie, Sprar, mentre percepiranno 26 euro al giorno per migrante le strutture più grandi, come i Cas (Centri di accoglienza straordinaria).

Stando al parere di alcuni amministratori locali che hanno seguito il sistema degli Sprar in questi ultimi anni, "la logica economica dovrebbe prevedere, viceversa, un finanziamento maggiore ai centri più piccoli e, quindi, all'accoglienza diffusa. E, non secondario, i tagli avrebbero conseguenze sull'integrazione e sulla sicurezza, venendo meno l'assistenza generica alle persone: verrebbero ridotte in maniera considerevole le prestazioni sanitarie minime, la presenza degli assistenti sociali e gli insegnanti di lingua italiana".       

Concessioni autostrade, qual è il motivo del contendere?

Di Maria Enrica Rubino


Il ministro Danilo Toninelli torna a parlare di autostrade. E lo fa con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, nella tarda mattinata di domenica dal titolo: “Autostrade, si cambia”.  “Abbiamo detto basta agli esorbitanti e ingiustificati profitti regalati ai privati” scrive Toninelli “e abbiamo aperto a una gestione pubblica delle autostrade”. Il ministro continua nel post: “mi sono impegnato con un grande sforzo dei miei uffici, per mettere a punto uno schema equilibrato ed efficace di convenzione per la gestione dell'autostrada A22 Brennero-Modena e della A4 Venezia-Trieste, le cui concessioni erano scadute”.

Ma la gestione pubblica delle autostrade sarebbe davvero un ‘cambiamento’? Risale a gennaio 2016 un protocollo d’intesa tra le Amministrazioni pubbliche territoriali e locali socie di Autostrada del Brennero S.p.A. e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che avrebbe dovuto chiudersi il 30 settembre 2018. Accordo concluso in seguito alle richieste giunte dall’Unione Europea: mettere a gara le concessioni alla scadenza della concessione della A22, il 30 aprile del 2014. Il protocollo d’intesa con la A22 stabiliva la messa a gara della concessione, a meno che i soci non fossero pubblici. Arriva, poi, con il Milleproroghe 2018 la proroga del termine dal 30 settembre al 30 novembre.

Ma il vero motivo del contendere sarebbe un altro, secondo il senatore PD, Vincenzo D’Arienzo. “Il disegno del ministro è conquistare poltrone e bloccare le opere, in particolare il tunnel del Brennero” dice il senatore dem e incalza: “Il grillino sta obbligando i gestori autostradali interessati ad accettare poltrone a carico del MIT e del MEF. Per la A/22, ad esempio, Toninelli pretende che nel Comitato di Indirizzo e Coordinamento siano nominati tre membri su sei da Roma, due del suo Ministero ed uno a carico delle Finanze e, addirittura, che uno del MIT ne sia il Presidente con diritto di veto sia sul piano economico finanziario sia sul ruolo della società in house”. D’altronde, la proposta di bloccarlo viene ‘da lontano’, secondo D’Arienzo: “Sospetto che l’obiettivo sia quello di tentare di bloccare il tunnel del Brennero. Lo aveva detto il Ministro grillino Fraccaro e la scelta del collega Toninelli favorisce questa evenienza sciagurata”.

Situazione di cassa dei Comuni: piove sul bagnato!

Di Francesco Fraticelli*

La situazione di cassa nei Comuni sta mostrando sempre più numerose criticità derivanti, in larga parte, da provvedimenti centrali e tali da farla assurgere, in moltissimi casi ormai, ad un vero e proprio problema Nazionale di carattere prioritario, le cui soluzioni non possono essere più procrastinate. Vogliamo sinteticamente riportare alcune considerazioni, peraltro alcune sono ben note da molto tempo.