17 marzo 2026

Fondo di solidarietà comunale 2025: disponibile il decreto sull'utilizzo dell’accantonamento

Sul sito del Ministero dell’Interno è stato pubblicato il decreto relativo all’utilizzo dell’accantonamento sulla dotazione del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2025, disposto dopo le verifiche sui valori utilizzati nel riparto delle risorse.

Nel decreto viene isciplinato l’utilizzo delle somme accantonate nella dotazione del Fondo di solidarietà comunale 2025, come previsto dall’articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 aprile 2025.

Leggi il decreto in Gazzetta Ufficiale 

16 marzo 2026

Ministero dell’Interno, la EU Disability Card diventa documento valido ai seggi elettorali

La Carta europea della disabilità potrà essere utilizzata come documento valido per accedere al voto assistito nei seggi elettorali. 
Ciò è quanto chiarito dalla circolare n. 32 del 13 marzo 2026 del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno. Il documento introduce indicazioni operative per semplificare le procedure e uniformare le prassi durante le operazioni di voto.

Questa nuova circolare arriva dopo diverse segnalazioni di associazioni e cittadini con disabilità che hanno evidenziato difficoltà operative in alcuni seggi, dove veniva richiesto sistematicamente il timbro “AVD” sulla tessera elettorale anche nei casi in cui l’impedimento fosse evidente o fossero presenti altre forme di certificazione. 
In alcuni casi questo tipo di prassi ha rallentato o complicato l’accesso al voto.

Nel verbale delle operazioni elettorali dovrà comunque essere annotato il ricorso al voto assistito, ad esempio con la dicitura “Voto assistito con EU Disability Card – A”, evitando però l’indicazione di dettagli sanitari, nel rispetto della privacy.

Leggi la Circolare DAIT n.32/2026

Referendum 2026, nella Guida operativa il ruolo degli uffici provinciali

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il manuale operativo per le consultazioni referendarie del 2026, in cui sono definite le linee guida per gli uffici provinciali per il referendum. 
Questi organismi, costituiti presso i tribunali dei capoluoghi di provincia, garantiscono un passaggio cruciale per la validazione dei voti prima della trasmissione definitiva alla corte di Cassazione.
Leggi la Pubblicazione n. 3 - Referendum ed. 2026

11 marzo 2026

Piccoli comuni a vocazione turistica, tutti i numeri nel rapporto di Demoskopica

 

I piccoli comuni italiani a vocazione turistica rappresentano oggi uno degli snodi più rilevanti e, al tempo stesso, meno valorizzati del sistema turistico nazionale.

Secondo le stime Demoskopika, in uno scenario di rafforzamento delle politiche di riequilibrio dei flussi, queste realtà potrebbero accogliere nel 2026 oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% rispetto al 2025) e circa 79,9 milioni di presenze (+6,9%), mantenendo stabile la permanenza media a 3,7 giorni. Il dato assume un significato strategico se letto in chiave comparativa. Nel 2024, cinque sole grandi città, Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli, hanno concentrato complessivamente oltre 23 milioni di arrivi e 72,1 milioni di presenze. Nello stesso periodo, l’insieme degli oltre 2.600 piccoli comuni italiani a vocazione turistica ha registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze. Un raffronto che rende evidente come pochi grandi poli urbani assorbano volumi di domanda turistica analoghi a quelli generati da una rete territoriale ampia e diffusa, mettendo in luce il potenziale strategico dei piccoli comuni nella redistribuzione dei flussi e nella riduzione delle pressioni legate all’overtourism.

Il turismo nei comuni turistici sotto i 5mila abitanti, inoltre, rappresenta circa il 14% degli arrivi complessivi e il 15,3% delle presenze totali in Italia. Una quota tutt’altro che marginale, che colloca l’“area dell’undertourism” come fenomeno strutturale e non residuale, in grado di intercettare una domanda orientata verso esperienze più sostenibili, diffuse e integrate con le comunità locali. E, ancora. Nel 2026 la dinamica dei flussi turistici nei piccoli comuni confermerebbe il ruolo trainante della componente estera rispetto a quella domestica. Gli arrivi stranieri salirebbero a oltre 10,2 milioni, con una crescita dell’8,0% rispetto al 2025, mentre le presenze raggiungerebbero i 40,3 milioni, in aumento del 10,0%. Più moderata, la dinamica del mercato italiano: 11,2 milioni di arrivi (+3,0% sul 2025) e 39,6 milioni di presenze (+4,0%). Un andamento che consolida il contributo decisivo della domanda internazionale alla crescita complessiva dell’undertourism. Sul piano economico, la spesa turistica generata dai piccoli comuni potrebbe raggiungere nel 2026 un valore stimato di 16,2 miliardi di euro, pari all’11% della spesa turistica complessiva nazionale e con un incremento del 10,1% rispetto ai dodici mesi dell’anno precedente. La spesa media per soggiorno si attesterebbe intorno ai 760 euro, segnalando una crescente capacità di intercettare domanda a maggiore valore aggiunto e di trattenere sul territorio una quota più elevata di ricchezza turistica. Dal lato dell’offerta, infine, gli oltre 2,6 mila piccoli comuni turistici del Belpaese concentrano complessivamente 47.065 esercizi ricettivi, tra alberghiero ed extra-alberghiero, e 1.175.750 posti letto, pesando rispettivamente il 17,7% e il 21,4% sul totale del sistema ricettivo italiano.

È quanto emerge dalla nota previsionale “I piccoli comuni nel sistema turistico italiano: scenario 2026» di Demoskopika, che ha stimato i principali indicatori turistici – arrivi, presenze e spesa turistica – dei comuni italiani a vocazione turistica sotto i 5mila abitanti. «Il fenomeno dell’undertourism – commentano i ricercatori dell’Istituto Demoskopika – indica uno spazio concreto di politica turistica su cui fare leva. Oggi poco più di un turista su dieci sceglie di trascorrere le proprie vacanze e pernottare in uno dei circa 2,6mila piccoli comuni italiani a vocazione turistica: un dato che segnala un potenziale di crescita ancora ampio, su cui Governo e amministrazioni regionali possono intervenire per riequilibrare i flussi e rafforzare la competitività del sistema turistico nazionale. In questa direzione, assume rilievo il rafforzamento degli strumenti già avviati, anche alla luce delle misure introdotte nella recente Legge di Bilancio 2026.

Accanto all’incremento e alla proroga del Fondo per i piccoli comuni a vocazione turistica oltre il 2025 - precisano gli analisti di Demoskopika – risulterebbe proficuo affiancare nuove linee di intervento mirate: accordi territoriali pubblico-privati (DMO) per la gestione integrata delle destinazioni minori; meccanismi premiali legati alla capacità dei comuni di attrarre flussi nei periodi di bassa stagione; strumenti di fiscalità di vantaggio per investimenti orientati alla rigenerazione turistica dei borghi.

A ciò si potrebbero aggiungere altri interventi mirati, per rendere i piccoli comuni più accessibili, garantire servizi digitali di base per imprese, amministrazioni e turisti, oltre a potenziare la capacità amministrativa locale attraverso modelli di governance multilivello più stabili e orientati ai risultati. La sfida dei flussi – concludono i ricercatori di Demoskopika – si gioca sulla capacità delle istituzioni di riconoscere nei piccoli comuni non una periferia del turismo, ma uno dei principali asset strategici su cui costruire una politica di riequilibrio, competitività e sostenibilità del sistema turistico italiano».

 

Fonte: Demoskopica

10 marzo 2026

Sport missione comune 2026, 250 milioni per rilanciare impianti sportivi pubblici

L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale rinnova il proprio impegno a sostegno degli investimenti sul territorio con l’Iniziativa Sport Missione Comune 2026, dedicato allo sviluppo e alla riqualificazione dell’impiantistica sportiva pubblica.
ICSC ha stanziato un plafond complessivo di oltre €250 milioni, destinato alla concessione di mutui a tasso fisso con integrale abbattimento del tasso d’interesse per finanziamenti di durata fino a 10 anni*. Nel caso in cui il mutuo abbia una durata superiore a quella massima agevolabile, il contributo concesso sarà distribuito sull’intera durata del finanziamento.
Inoltre, si potrà usufruire, qualora ne sussistano le condizioni, di un finanziamento con provvista BEI (Banca Europei per gli Investimenti) a condizioni di vantaggio (estinzione anticipata all’1%) fermo restando che i contratti di finanziamento contengano specifiche clausole volte ad accertare la sussistenza dei requisiti previsti da BEI per il finanziamento degli investimenti.
Il Bando è rivolto a Enti Locali, Province e Regioni e prevede la possibilità di finanziare interventi relativi a:
• Costruzione, ampliamento, ristrutturazione, efficientamento energetico, completamento e messa a norma di impianti sportivi e/o strumentali all’attività sportiva, anche scolastici;
• Acquisto degli immobili e delle aree destinate o da destinare all’attività sportiva;
• Il cofinanziamento di bandi PNRR, Bandi Regionali, Bando Sport e Periferie, contributi per investimenti, contributi ai Comuni per la realizzazione di opere pubbliche;
• Realizzazione di piste ciclabili
• Copertura di maggiori spese dovute a variazioni di prezzo in aumento dei materiali da costruzione e copertura dei costi per perizie suppletive, prescrizioni o adeguamenti normativi.
Importi massimi agevolabili
L’importo massimo agevolabile per ciascuna istanza è pari a:
• €2 milioni per i Comuni fino a 5.000 abitanti;
• €4 milioni per i Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 100.000 abitanti, le Unioni di Comuni e i Comuni in forma associata;
• €6 milioni per i Comuni con oltre 100.000 abitanti, Comuni capoluogo, Città Metropolitane, Province e Regioni.
Modalità e scadenza
Le istanze, complete della documentazione prevista per l’ammissione al contributo (compreso il parere favorevole del CONI), dovranno essere presentate tramite il Portale Clienti ICSC entro il 30 settembre 2026.
*grazie ai contributi in conto interessi stanziati dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali dell’Istituto.