13 aprile 2026

Digitalizzazione degli archivi pubblici: al via i progetti pilota

Efficientare i servizi pubblici, salvaguardare il patrimonio storico-culturale del Paese, liberare spazi e valorizzare i beni immobiliari della pubblica amministrazione: sono questi alcuni degli obiettivi dell’iniziativa sostenuta dal Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei ministri e realizzata – attraverso una convenzione – dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) per la digitalizzazione e la dematerializzazione di archivi pubblici.
Oggi i progetti pilota avviati sono 11, e riguardano diverse tipologie di fondi documentali: dalla preservazione di materiali storico-culturali, a documentazione riguardante procedure amministrative, come per esempi le pratiche edilizie, passando per atti di natura sanitaria, come le cartelle sanitarie.
“Con la digitalizzazione degli archivi pubblici trasformiamo un patrimonio spesso frammentato in un’infrastruttura strategica di dati che sia davvero sicura e accessibile” sottolinea il Sottosegretario all’innovazione tecnologica Alessio Butti. “I progetti pilota avviati vanno esattamente in questa direzione: costruire modelli replicabili, valorizzare la memoria del Paese e, allo stesso tempo, migliorare concretamente i servizi per cittadini e imprese. Ancora una volta questo Governo investe sulla qualità della nostra amministrazione e sulla capacità dello Stato di mettere il dato al centro delle politiche pubbliche.”
"Il patrimonio documentale pubblico è parte integrante della memoria del Paese. Digitalizzarlo non significa soltanto rendere gli archivi più accessibili ed efficienti: significa proteggerli e restituirli ai cittadini, agli storici, ai ricercatori in una forma davvero fruibile. I progetti pilota avviati in convenzione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono il primo passo concreto di un impegno più ampio: costruire una Pubblica Amministrazione più trasparente, più sostenibile e più vicina ai cittadini" spiega Paolo Perrone, Presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Obiettivo dei progetti pilota
L’iniziativa, finanziata dal Piano nazionale complementare (PNC), mira a realizzare un numero qualificato di progetti pilota in tutto il territorio nazionale, coinvolgendo sia PA centrali che enti territoriali, raccogliendo così elementi qualitativi e quantitativi per costruire modelli, individuare buone pratiche per strutturare iniziative future.
Amministrazioni coinvolte
Le amministrazioni ad oggi coinvolte sono: il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l’Avvocatura dello Stato, la Regione Calabria, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Biella, la Provincia di Terni, la Provincia di Treviso, il Comune di Bologna, il Comune di Genova, il Comune di Reggio Calabria, il Comune di Torino e il Comune di Venezia. Ai nastri di partenza anche il Senato della Repubblica, Comune di Napoli e la Regione Marche.
Progetto di sistema
Vista la natura del progetto di sistema, oltre all’ingaggio di PA centrali - per l’individuazione delle iniziative a supporto delle PA territoriali - sono state coinvolte associazioni come la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Unione delle Province d’Italia (UPI). Un percorso che ha previsto anche un intenso dialogo collaborativo con la Direzione generale archivi del Ministero della cultura.

Fonte: Dipartimento per la trasformazione digitale 

31 marzo 2026

Mimit, la circolare che chiarisce le regole per le PMI

Sono stati pubblicati una serie di chiarimenti per l’attuazione dell’intervento “Sviluppo competenze” destinato alle piccole e medie imprese. Con la circolare direttoriale del 20 marzo 2026, n. 716, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è intervienuto per definire in modo più puntuale regole e modalità operative della misura prevista dal decreto del 4 settembre 2025.

Il provvedimento mira a sciogliere i principali nodi applicativi e accompagnare la fase operativa di uno degli strumenti chiave del Programma nazionale “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”. Sono circa 50 milioni di euro i fondi destinati a rafforzare le competenze del capitale umano nelle PMI.

La misura finanzia attività di formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale, con l’obiettivo di sostenere i processi di innovazione e transizione digitale ed ecologica. 
Più che di interventi generici, si tratta quindi di percorsi strutturati mirati a rafforzare le competenze tecniche e specialistiche all’interno delle imprese.

Oltre ai criteri di accesso, la circolare fornisce indicazioni pratiche anche sulla gestione dei progetti formativi, contribuendo a ridurre l’incertezza che spesso accompagna la fase iniziale di attuazione degli incentivi.

Leggi il comunicato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 

26 marzo 2026

Viminale: il decreto che ripartisce 220 milioni ai Comuni per l'aumento delle indennità

Il Ministero dell’Interno, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto che ripartisce 220 milioni di euro per il 2025 tra i Comuni delle regioni a statuto ordinario, che andranno a coprire i maggiori oneri legati all’aumento delle indennità di funzione degli amministratori locali.

Le risorse servono a sostenere gli enti locali nella necessità di rimodulare le indennità dei sindaci, dei vicesindaci, assessori e presidenti dei consigli comunali, i cui compensi sono collegati a quelli dei primi cittadini.

Il decreto, firmato il 5 febbraio 2026, è collegato alla normativa introdotta con la legge di bilancio 2022, che ha apportato una revisione dei compensi dei sindaci in rapporto a quelli dei presidenti di Regione, in base alla popolazione dei Comuni.

In particolare, i piccoli Comuni con una popolazione inferiore ai 3 mila abitanti ottengono risorse aggiuntive rispetto a quelle già assegnate con la precedente normativa. 

Aperta la consultazione pubblica sulle linee guida per l’AI nella PA

 

È online fino all’11 aprile la consultazione pubblica sulle nuove linee guida per l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, adottate con la Determinazione n.43/2026. L’iniziativa rientra nel Piano triennale per l’informatica nella PA 2024-2026 e segue l’iter previsto dall’articolo 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale.

Con le linee guida vengono forniti gli strumenti sia per lo sviluppo sia per l’acquisto di sistemi di IA, garantendo coerenza lungo tutto il ciclo di vita dei progetti.

Le novità introdotte riguardano livelli tecnologici e di autonomia dei sistemi, architettura logica di riferimento nella PA.

È possibile partecipare a Forum Italia inviando commenti e proposte di modifica, per contribuire a migliorare il testo sia dal punto di vista tecnico sia editoriale.

Consultazioni sulle Linee guida per lo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione.

25 marzo 2026

Anac: al via i dieci modelli standard per inconferibilità e incompatibilità

L’Anac ha approvato, con delibera, dieci moduli standardizzati per agevolare le dichiarazioni su inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, previste dal d.lgs. 39/2013. 
I nuovi modelli sono distinti per tipologia di ente: pubbliche amministrazioni, enti pubblici, società in controllo pubblico, enti del servizio sanitario. L'obiettivo è semplificare gli adempimenti per i soggetti interessati, supportare i responsabili anticorruzione (Rpct) nell’attività di controllo e favorire la responsabilizzazione.
In seguito a un confronto con Garante privacy, Istat, Agid e Conferenza unificata, gli schemi verranno sottoposti a una sperimentazione volontaria di dodici mesi, al termine della quale potranno essere perfezionati in base alle esperienze pilota. Oltre a uniformare le modalità di compilazione, i modelli puntano a migliorare la gestione della sezione “Amministrazione trasparente”, prevedendo l’oscuramento della firma autografa prima della pubblicazione.