16 dicembre 2025

Whistleblowing, approvate le Linee Guida sui canali interni di segnalazione

Con delibera n. 478, approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, Anac ha approvato le Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione, dando indicazioni sulle modalità di gestione dei canali interni di segnalazione. L’obiettivo è garantire un’applicazione uniforme ed efficace della normativa sul whistleblowing e indirizzare ulteriormente i soggetti tenuti a dare attuazione alla stessa. 

Considerati anche gli esiti della consultazione pubblica e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, nelle Linee Guida sono approfonditi i profili relativi a: il canale interno di segnalazione, le modalità di effettuazione della segnalazione e le ipotesi sanzionatorie; il gestore e la sua attività; i doveri di comportamento del personale dei soggetti sia del settore pubblico che privato; la formazione del personale; il ruolo di sostegno svolto dagli Enti del Terzo Settore.

Con delibera n. 479 approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, l’Autorità ha poi apportato modifiche ed integrazioni alle Linee guida sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, così da assicurare la coerenza dei contenuti con le indicazioni presenti superando alcune criticità segnalate dai soggetti tenuti ad applicare il d.lgs. n. 24/2023. 


Fonte: ANAC

15 dicembre 2025

Indennità dei sindaci, fissata la scadenza per la certificazione dei contributi

La procedura telematica per la certificazione dell’onere sostenuto dai comuni delle regioni a statuto ordinario, relativo all’incremento delle indennità di funzione di sindaci e amministratori locali per l’anno 2024, resterà aperta fino al 2 marzo 2026.
Lo ha comunicato sul sito istituzionale il Dipartimento per gli Affari Locali 

I comuni possono utilizzare il certificato disponibile nell’area TBEL del sito del Dipartimento.
 Mediante il sistema è possibile acquisire i dati necessari per rendicontare l’utilizzo del contributo statale previsto dalla legge di bilancio 2022 (articolo 1, commi 583-587, legge n.234/2021).

Per approfondire, collegarsi sul sito Dait

Personale degli Enti locali, online il censimento 2024

Si è concluso il censimento generale del personale in servizio presso gli enti locali, curato annualmente dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - Direzione centrale per le Autonomie, con il contributo della Direzione centrale per i Servizi Elettorali.

Nella pubblicazione, disponibile a questo indirizzo https://dait.interno.gov.it/node/103960 , sono contenuti i dati di maggiore interesse relativi al personale degli enti locali e alla data del 31 dicembre 2024.

La pubblicazione dedica una prima parte alla normativa che regola il rapporto di lavoro del personale degli enti locali con un focus sulle specifiche disposizioni per gli enti in condizioni di dissesto, riequilibrio finanziario pluriennale e strutturalmente deficitari.

Una specifica attenzione viene rivolta anche alle disposizioni relative ai vincoli assunzionali, in particolare per l’individuazione dei criteri di quantificazione del budget a disposizione degli enti per l’assunzione di personale.

Nelle note dei singoli capitoli vengono richiamati gli aggiornamenti normativi intervenuti fino al mese di novembre del corrente anno.

Anche nell’anno 2024, la maggior parte degli enti locali (95%) ha dichiarato di aver rispettato l’equilibrio di bilancio. Si è registrato un lieve aumento del personale in servizio a tempo indeterminato (1,6%) e del personale a tempo determinato (8%). In aumento le unità di personale dirigenziale in servizio (4,5%).

Il 15% del personale in servizio ha svolto la propria attività lavorativa avvalendosi dell’istituto del lavoro agile.

Fonte: Ministero dell'interno 

13 dicembre 2025

Fondo investimenti stradali Piccoli Comuni: domande entro il 15 dicembre

È online l’Avviso pubblico, per l’anno 2025, recante le modalità di accesso al «Fondo investimenti stradali nei piccoli Comuni», rivolto ai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti per il finanziamento di interventi di messa in sicurezza e manutenzione di strade comunali fino a 150.000 euro.  

La dotazione del Fondo per l’anno 2025 ammonta a 12 milioni di euro.
I Comuni potranno presentare istanza attraverso la piattaforma dedicata al seguente link: https://istanzedigitali.mit.gov.it a partire dalle ore 12.00 del 14 novembre 2025 e fino alle ore 12 di lunedì 15 dicembre 2025.

Il Fondo – introdotto dal Ministro Salvini quale misura di attenzione nei confronti dei comuni più piccoli e al contempo più virtuosi nell’utilizzo delle risorse – ha permesso, negli anni 2023 e 2024, di finanziare interventi in 326 comuni, per un valore complessivo di 39,5 milioni di euro.

12 dicembre 2025

Rifiuti, Rapporto Ispra 2025: nel 2024 + 2,3% di produzione rispetto al 2023

Nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. Nell’ultimo anno l’economia italiana ha fatto registrare una crescita del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali sul territorio nazionale, pari, per entrambi gli indicatori socioeconomici, allo 0,7%.

Complessivamente, nei 14 comuni con popolazione residente al di sopra dei 200 mila abitanti si registra un aumento della produzione di rifiuti urbani dell’1,8%.

Nel Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra 2025, viene fornita anche una mappatura della raccolta differenziata. Il Mezzogiorno continua a ridurre il divario con Centro e Nord. In aumento il dato nazionale, che attesta la raccolta differenziata al 67,7%, con percentuali del 74,2% al Nord, del 63,2% al Centro e del 60,2% al Sud.

Le percentuali più alte si registrano in Emilia-Romagna (78,9%) e in Veneto (78,2%). Seguono Sardegna (76,6%), Trentino-Alto Adige (75,8%), Lombardia (74,3%) e Friuli-Venezia Giulia (72,7%). Tra queste regioni, l’Emilia-Romagna è quella che fa registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con un incremento pari a 1,7 punti rispetto ai valori del 2023.

Superano l’obiettivo del 65% anche Marche (71,8%), Valle d’Aosta (71,7%), Umbria (69,6%), Piemonte (68,9%), Toscana (68,1%), Basilicata (66,3%) e Abruzzo (65,7%).

Nel complesso, più del 72% dei comuni ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. Nell’ultimo anno, l’89,7% dei comuni intercetta oltre la metà dei propri rifiuti urbani in modo differenziato.

Tra le città con oltre 200.000 abitanti, i livelli più alti di raccolta differenziata sono a Bologna (72,8%), Padova (65,1%), Venezia (63,7%) e Milano (63,3%). Seguono Firenze (60,7%), Messina (58,6%), Torino e Verona (57,4%). Più indietro, seppure in crescita, Genova (49,8%), Roma (48%), Bari (46%) e Napoli (44,4%).

Nel 2024 sono operativi 625 impianti per la gestione dei rifiuti urbani, oltre la metà dedicati alla frazione organica, anche se in alcune regioni le strutture restano insufficienti. Il recupero dell’organico avviene soprattutto negli impianti integrati anaerobico/aerobico (58,5% dei quantitativi trattati), seguiti dal compostaggio (34%) e dalla sola digestione anaerobica (7,5%). Il totale trattato biologicamente raggiunge circa 7,2 milioni di tonnellate, in aumento del 3,9% rispetto al 2023.

La percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani si attesta al 52,3%, in crescita rispetto a quella del precedente anno (50,8%) e al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020. L’obiettivo del 55% al 2025 richiede un’ulteriore crescita di 2,7 punti (al 2030 l’obiettivo è ancora più ambizioso e pari al 60%).

I rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica rappresentano il 14,8% dei rifiuti prodotti (in termini quantitativi, oltre 4,4 milioni di tonnellate, in calo del 3,7% rispetto al 2023).

L’Europa monitora con attenzione il flusso degli imballaggi, per i quali sono previsti obiettivi di riciclaggio molto ambiziosi al 2025 e 2030. Tutti i materiali di imballaggio hanno già raggiunto i target 2025: anche la plastica supera per la prima volta l’obiettivo, arrivando al 51,1% rispetto al 50% previsto.

Nel 2024 è stato esportato il 4,3% dei rifiuti urbani prodotti, 1,3 milioni di tonnellate, a fronte di 216 mila tonnellate di rifiuti importati. Campania, Lazio e Lombardia sono le regioni che esportano i maggiori quantitativi. Danimarca, Paesi Bassi, e Austria sono i Paesi cui destiniamo più rifiuti urbani.

Il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 214,4 euro/abitante (nel 2023 era 197) in aumento di 17,4 euro/abitante. Al Centro il costo più elevato con 256,6 euro/abitante, segue il Sud con 229,2 euro/abitante e infine il Nord con un costo pari a 187,2 euro/abitante.

Il PNRR ha destinato 2,1 miliardi di euro alla gestione dei rifiuti e a progetti di economia circolare. Il Rapporto analizza le iniziative finanziate. L’Istituto supporta il monitoraggio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti, una riforma chiave del PNRR, per verificarne l’attuazione e l’efficacia rispetto agli obiettivi.


Fonte: ISPRA