18 agosto 2026

Riforma fiscale, approvato il Testo unico su adempimenti e accertamento

È entrato in vigore nei giorni scorsi il provvedimento che dà attuazione al percorso di riordino e razionalizzazione della normativa tributaria avviato dal Governo, con l’obiettivo di concentrare in un unico testo le disposizioni relative agli adempimenti fiscali dei contribuenti e alle procedure di accertamento dell’Amministrazione finanziaria.

Il decreto legislativo 5 agosto 2026, n. 141, con cui viene approvato il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento, contiene inoltre disposizioni di coordinamento e correttive rispetto ai testi unici già adottati ai sensi dell’articolo 21, comma 1, della legge n. 111/2023, con l’obiettivo di assicurare maggiore coerenza sistematica tra le diverse parti della riforma.
Il provvedimento è stato emanato con la firma del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia.

Riforma Disabilità: INPS attiva i nuovi servizi digitali per il Progetto di vita

Nell’ambito della Riforma della Disabilità, l’INPS mette a disposizione due nuovi servizi online dedicati al Progetto di vita, il percorso personalizzato che parte dai bisogni, dalle aspettative e dagli obiettivi della persona con disabilità.

I servizi fanno parte del Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani (SISDA) e favoriscono lo scambio delle informazioni tra INPS, Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e altri Stakeholder, al fine di ridurre gli adempimenti e rendere il percorso più integrato, rapido e vicino alle esigenze della persona.
I nuovi servizi semplificano l’accesso al Progetto di vita, consentendo alle persone con disabilità di presentare l’istanza di avvio e mettendo a disposizione degli ATS e degli enti regionali gli strumenti necessari per la consultazione e la gestione delle richieste.

Con il servizio “Invalidità Civile – trasmissione istanze per il progetto di vita”, la persona con disabilità, residente nelle province interessate dalla sperimentazione della Riforma, può chiedere all’INPS di trasmettere la documentazione all’ATS competente per il comune di residenza. La trasmissione consente di avviare il procedimento per l’elaborazione del Progetto di vita.

Le istanze presentate vengono quindi rese disponibili, attraverso il servizio "Invalidità Civile – consultazione istanze per il progetto di vita", agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e agli altri enti eventualmente individuati dalle Regioni, che possono così avviare e gestire il procedimento di competenza secondo quanto previsto dalla normativa.

Dove è attiva la sperimentazione
• Dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia,
Salerno, Sassari e Trieste.
• Dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera,
Palermo, Teramo e Vicenza.
• Dal 1° marzo 2026: Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brindisi,
Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza,
Crotone, Cuneo, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Pavia,
Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Savona,
Sondrio, Terni, Torino, Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vibo Valentia.

Come accedere
Entrambi i servizi sono disponibili sul portale istituzionale dell’INPS. Le modalità di accesso,
i requisiti, le funzionalità e le istruzioni operative per l’utilizzo dei servizi da parte dei cittadini
e degli operatori degli ambiti territoriali sociali sono illustrate nel Messaggio numero 2550
del 4 agosto 2026 e nel Messaggio numero 2551 del 4 agosto 2026.
L’INPS prosegue il percorso di attuazione della Riforma della disabilità, ponendo il cittadino al centro dell’azione istituzionale e semplificando l’accesso alle misure di sostegno previste dalla normativa.


17 agosto 2026

Viminale, le regole per l'erogazione del Fondo 2026-2027

È stato adottato il decreto del Direttore centrale per la Finanza locale del 21 luglio 2026 che definisce le modalità operative per l’utilizzo del Fondo istituito dall’articolo 1, commi 772 e 773, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio di previsione dello Stato 2026-2028).

La dotazione complessiva del Fondo è di 68,7 milioni di euro per il 2026 e 67,75 milioni di euro per il 2027, finalizzato a finanziare misure in favore degli enti locali e interventi in diversi ambiti: sviluppo economico, politiche sociali e socio-sanitarie, infrastrutture, sport, cultura, recupero e conservazione del patrimonio storico, artistico e architettonico, oltre a investimenti per infrastrutture stradali, scolastiche, ospedaliere, di mobilità e riqualificazione ambientale.

Questo provvedimento stanzia risorse per gli interventi nei quali il Ministero dell’Interno è amministrazione centrale competente sulla base dei decreti interministeriali del 10 e del 23 aprile 2026, che hanno definito beneficiari, finalità e importi secondo gli atti di indirizzo parlamentari accolti dal Governo.

30 luglio 2026

Attività educative non formali, la legge che riconosce il ruolo di Comuni e Terzo Settore

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n.135 del 23 luglio 2026, recante “Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali”. Obiettivo principale di questa legge è il sostegno delle attività educative e ricreative non formali finalizzate a:
• contrastare la povertà educativa;
• promuovere l’inclusione sociale;
• sviluppare la personalità dei minori;
• sostenere la genitorialità;
• rafforzare la coesione delle comunità locali;
• ampliare le opportunità educative oltre il tempo scuola.
Nello specifico, la legge conferisce al Governo una delega legislativa per l'adozione di uno o più decreti legislativi entro 9 mesi, volti a disciplinare organicamente il sistema nazionale delle attività educative non formali.
Tra gli obiettivi della delega rientrano:
• la definizione di criteri uniformi di qualità delle attività educative;
• la promozione della collaborazione istituzionale tra Stato, Regioni ed enti locali;
• l’organizzazione di reti territoriali educative;
• l’individuazione di strumenti di sostegno economico e organizzativo;
• la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito delle attività educative non formali.
Tra gli aspetti più innovativi della riforma vi è il riconoscimento normativo della comunità educante. L'educazione viene menzionata come responsabilità condivisa tra soggetti pubblici e privati che operano nell'interesse dei minori. 
Insieme alla famiglia e alla scuola vengono, quindi, valorizzati gli enti territoriali, le associazioni, il Terzo Settore, le organizzazioni sportive, culturali e ricreative e tutte le realtà che svolgono attività educative continuative. Viene così introdotto un modello di corresponsabilità educativa.

29 luglio 2026

Autorità di bacino distrettuale, nuovi fondi per potenziare gli organici

È stato firmato il decreto interministeriale che ripartisce 5,7 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, destinati al potenziamento degli organici degli enti responsabili della pianificazione e della gestione delle risorse idriche e della tutela del territorio.

Tali risorse potranno essere investite per l’assunzione di personale stabile e qualificato, con l’obiettivo di rafforzare la capacità operativa delle Autorità di bacino nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Il provvedimento dà attuazione alla norma introdotta con il Decreto Ambiente, evidenziando che il rafforzamento delle strutture rappresenta un intervento concreto a sostegno della prevenzione del rischio e della tutela del territorio.