Legge Semplificazione, prosegue l'iter in Consiglio regionale


di Maria Enrica Rubino

Torna, anche nella giornata di oggi, all’esame del Consiglio regionale del Lazio la proposta di legge regionale n. 55 del 19 luglio 2018, concernente ‘Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale’. Proposta sulla quale ha già espresso parere positivo il Consiglio delle Autonomie Locali nella riunione di lunedì 10 settembre, occasione in cui è stata discussa anche la proposta di legge n. 59 del 7 agosto 2018, con votazione finale a maggioranza positiva.

La proposta di legge, d’iniziativa della Giunta, ha ottenuto il via libera lo scorso 6 agosto dalla quinta commissione consiliare  Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta dal consigliere Marco Vincenzi.

Zingaretti e i primi 100 giorni: se l'anatra zoppa diventa opportunità

Di Maria Enrica Rubino

"Viviamo in un Paese attraversato in questi giorni da durissimi conflitti politici e a volte anche istituzionali, divisioni fondate su conflittualità politiche, che oggettivamente pongono a tutte le forze anche istituzionali il rischio di paralisi”. Nicola Zingaretti introduce così la presentazione alla stampa,  un “atto dovuto di trasparenza e lealtà” lo definisce, dei primi 100 giorni del suo governo al secondo mandato. 

Il Presidente della Regione Lazio passa subito a descrivere la sìtuazione politica regionale, ammettendo il grande sforzo nel tentare di “trasformare un problema in una opportunità”. “Nessuno vuole nascondere – ha detto Zingaretti – ‘l’anatra zoppa’che ha fatto coincidere nella nostra regione due fattori: l’elezione di un presidente al secondo mandato e un consiglio regionale senza una maggioranza precostituita”. Una vera e propria ‘ossessione’, l’ha definita il Presidente, nel voler trasformare un problema oggettivo in “un’opportunità per la nostra regione”. Regione divenuta su alcuni fronti leader al livello nazionale: nel Lazio si produce l’11,1% del PIL nazionale, 980 le start up innovative, +17,2% è la crescita dell’export nel 2017, +8,8% del valore aggiunto regionale da cultura e creatività, dati in cui il Lazio è prima in Italia. Prima regione anche per laureati su una popolazione di età compresa tra 25 e 39 anni e il 7,4% (media Italia 2%) di crescita degli occupati.
Dunque un “lavoro di squadra tra la Giunta e il Consiglio regionale, comprese le opposizioni” che a dire del Presidente della Regione Lazio ha portato a raggiungere importanti risultati già in questi primi 100 giorni del suo governo. Zingaretti ha rivolto ringraziamenti anche ai consiglieri di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, questi ultimi per la dura opposizione nella verifica dei dossier, a dimostrazione che “anche nell’Italia dei conflitti è possibile individuare attraverso nuova cultura politica le ragioni per il bene della nostra comunità”.

Chi sono gli eurodeputati italiani contrari alla liberazione dei prigionieri politici in Russia


Di Maria Enrica Rubino

Il 14 giugno in Parlamento europeo è stata votata una proposta di risoluzione sulla Russia e, più nello specifico, sul caso del prigioniero politico ucraino Oleg Sentsov e tutti gli altri cittadini ucraini detenuti illegalmente in Russia e nella penisola di Crimea. 

È passato più di un mese dall’inizio dello sciopero della fame da parte di Sentsov. Uno sciopero senza tregua per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici ucraini, sono più di 70, detenuti in Russia e Crimea.

Provvedimento che invita, pertanto, gli Stati membri dell’Ue a rimanere fermi e uniti nell’attuazione delle sanzioni concordate contro la Russia, a prorogarle e a prendere in considerazione anche misure mirate contro i responsabili della detenzione e del processo dei prigionieri politici. Come il regista ucraino Oleg Sentsov, condannato in Russia a 20 anni di carcere duro per presunta attività terroristica in Crimea.


La risoluzione (2018/2754) votata in Parlamento europeo è passata con i voti favorevoli di 485 europarlamentari, 76 voti contrari e 66 astenuti, sui 627 membri totali (MEP). A votare contro la risoluzione anche nove italiani, quasi tutti appartenenti al partito della Lega Nord: Mara Bizzotto, Mario Borghezio, Angelo Ciocca, Danilo Oscar Lancini, Giancarlo Scotta’. E poi tre appartenenti alla lista Tsipras-L’Altra Europa: Eleonora Forenza, Curzio Maltese, Barbara Spinelli. E Marco Zanni, Movimento 5 Stelle.