6 maggio 2026

Sicurezza degli edifici scolastici: al via la prima gara Consip per l'adeguamento antincendio

Consip ha pubblicato la prima gara dedicata ai servizi di progettazione per l’adeguamento antincendio degli istituti scolastici, per un valore complessivo di 98 milioni di euro. L’iniziativa punta a rafforzare la sicurezza nelle scuole pubbliche e a sostenere gli enti locali, responsabili dell’edilizia scolastica, nel percorso di messa a norma.

L’obiettivo è accompagnare Comuni e Province nell’adeguamento antincendio degli oltre 60mila edifici scolastici presenti sul territorio, caratterizzati da diversi livelli di conformità, con scadenza fissata al 31 dicembre 2027. Gli interventi riguardano, tra gli altri, compartimentazione, scale antincendio e adeguamenti strutturali.

«La sicurezza degli edifici scolastici è un investimento imprescindibile» ha dichiarato Marco Reggiani, amministratore delegato e direttore generale di Consip. «Con questa gara mettiamo a disposizione uno strumento semplice e rapido per prevenire e gestire i rischi, accelerando l’adeguamento con standard elevati e piena conformità normativa».

La procedura consentirà alle pubbliche amministrazioni di affidare attività tecniche e amministrative necessarie al conseguimento della conformità antincendio, tra cui rilievi, progettazione, coordinamento della sicurezza, gestione delle pratiche presso i Vigili del fuoco e direzione lavori.

Lo strumento scelto è un accordo quadro con più aggiudicatari, articolato in 15 lotti geografici, di cui tre riservati a edifici vincolati. La gara prevede inoltre meccanismi pensati per favorire la partecipazione delle imprese, comprese le PMI, come il limite di partecipazione a cinque lotti e la suddivisione dei contratti in quote.

Le amministrazioni potranno così affidare i servizi tramite un unico ordine di acquisto superiore alla soglia dei 140.000 euro, evitando gare autonome e ottenendo una semplificazione delle procedure e una riduzione dei tempi.

Il nuovo accordo amplia l’offerta Consip in materia di progettazione antincendio, integrandosi con gli strumenti già disponibili sul MEPA e sullo SDAPA per importi inferiori o per servizi di ingegneria e architettura. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 26 maggio 2026.

Fonte: Consip

 

5 maggio 2026

TAR Lazio, autenticazione delle firme nelle liste elettorali: la candidatura è illegittima per violazione delle formalità

Il TAR Lazio, sezione staccata di Latina, con sentenza n. 00491/2026 (R.G. n. 00374/2026), pubblicata il 29 aprile 2026, ha ribadito alcuni chiarimenti in tema di presentazione delle liste elettorali.
 
L’autenticazione delle sottoscrizioni costituisce elemento essenziale e indefettibile della candidatura, la cui mancanza o irregolarità determina l’invalidità dell’intero procedimento di ammissione.
L’art. 21 del d.P.R. n. 445/2000 stabilisce il rispetto rigoroso di tutte le formalità previste per l’autenticazione, che non hanno natura meramente formale, ma sostanziale. Il Collegio ha chiarito che ogni difformità dallo schema legale tipico incide sulla validità dell’atto.
Il TAR ha chiarito, inoltre, che costituiscono elementi essenziali dell’autenticazione, tra gli altri, l’attestazione della presenza del sottoscrittore, l’identificazione del dichiarante e la corretta redazione dell’atto da parte del pubblico ufficiale. Non sono ammessi quindi errori nella compilazione dell’autentica, come l’indicazione dei dati del pubblico ufficiale al posto di quelli del candidato o l’apposizione della firma in un momento anteriore rispetto all’autenticazione, determinano l’invalidità dell’atto.

La decisione del TAR ribadisce un orientamento consolidato: nelle procedure elettorali l’autenticazione delle firme non è un adempimento formale sanabile, ma un requisito sostanziale la cui violazione comporta la nullità della candidatura e l’esclusione della lista dal procedimento elettorale.

4 maggio 2026

Amministrative 2026: nel dossier del Viminale le istruzioni con le operazioni di voto

Il Ministero dell’Interno ha rilasciato il dossier tecnico n. 2, documento che definisce in modo dettagliato ogni passaggio delle operazioni di voto e scrutinio. 
La novità principale della direttiva riguarda la durata delle operazioni. In deroga alle norme ordinarie, il decreto-legge n. 196 del 2025 ha stabilito che si voterà domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Una scelta strategica per spalmare l’affluenza e garantire a tutti i cittadini la possibilità di recarsi ai seggi. Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura del lunedì, senza soluzione di continuità.

Ampio spazio nel dossier è dedicato alla tutela del diritto di voto per le categorie fragili. Oltre ai seggi ospedalieri, è prevista una rete di “seggi speciali” e “volanti” che si recheranno presso i luoghi di cura con meno di 100 posti letto e nelle abitazioni degli elettori affetti da gravissime infermità. Per i cittadini con disabilità fisica permanente, il voto assistito sarà garantito dalla presenza di un accompagnatore di fiducia, previa annotazione sulla tessera elettorale.

30 aprile 2026

Lavori pubblici: il Ministero inserisce gli indici Istat per la trasparenza nella revisione dei prezzi

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato gli indici ISTAT collegati alle Tipologie Omogenee delle Lavorazioni (TOL), dando attuazione a quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici. Il lavoro è stato realizzato con la partecipazione dell’ISTAT.

Il decreto stabilisce che gli indici, elaborati dall’ISTAT, siano disponibili nella banca dati ufficiale e si applichino alle nuove procedure di affidamento. Le stazioni appaltanti potranno ance utilizzare i nuovi parametri, entro i limiti del quadro economico, anche per contratti non ancora stipulati o già in corso di esecuzione, intervenendo sugli stati di avanzamento dei lavori.

I nuovi indici consentono di applicare in modo più chiaro e oggettivo le clausole di revisione prezzi, seguendo criteri precisi per calcolare le variazioni relative alle singole lavorazioni. Questo dovrebbe garantire maggiore stabilità ai cantieri e una più solida sostenibilità economica dei contratti, offrendo al tempo stesso strumenti certi alle stazioni appaltanti

Leggi il Decreto Dirigenziale n. 730/2026 clicca qui

 

29 aprile 2026

Consiglio di Stato, la sentenza: sulla revoca degli assessori ampia discrezionalità del sindaco

Il Consiglio di Stato ha chiarito, con la sentenza n. 3109/2026, i principi che stabiliscono la revoca degli assessori comunali. Da parte del Collegio è stata introdotta la qualifica di 'atto di alta amministrazione caratterizzato da ampia discrezionalità'  ed è stato chiarito che il sindaco può revocare uno o più assessori basandosi su "valutazioni di opportunità politico-amministrativa", stando all'art. 46 del dlgs n. 267/2000. Tali valutazioni sono collegate al rapporto fiduciario che deve sussistere tra il sindaco e i componenti della giunta.

Il Consiglio di Stato sottolinea anche che, sempre in virtù della natura fiduciaria dell'incarico, anche eventuali dichiarazioni pubbliche del sindaco non assumono rilievo decisivo in termini di legittimità della deroga, non potendo queste sostituirsi a valutazioni interne all'amministrazione.