20 agosto 2026

PNRR, MIT: con la rimodulazione oltre un miliardo per acqua, nuovi treni, stazioni e sicurezza ferroviaria

Nei giorni scorsi il Mit ha comunicato la rimodulazione degli investimenti del PNRR di competenza del MIT: più risorse per la sicurezza idrica, il trasporto regionale e l’affidabilità della rete ferroviaria. La rimodulazione ha un impatto su oltre un miliardo di euro.

La rimodulazione prevede 576 milioni di euro per il potenziamento del Fondo Idrico, con l’obiettivo di accelerare gli interventi contro la siccità, ridurre le perdite e rendere i territori più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.
Al trasporto ferroviario regionale sono destinati 180 milioni di euro per l’acquisto di 25 nuovi treni, per offrire ai pendolari mezzi più moderni, efficienti e confortevoli. 

Ulteriori 180 milioni di euro finanzieranno interventi di adeguamento e riqualificazione in 35 stazioni ferroviarie, migliorandone accessibilità, funzionalità e qualità dei servizi.

Infine, 108 milioni di euro saranno destinati all’acquisto di 7 nuovi treni diagnostici e all’equipaggiamento tecnologico di 2 convogli, dotati di tecnologie avanzate per controllare lo stato della rete, individuare tempestivamente eventuali criticità, prevenire guasti e rafforzare la sicurezza e la regolarità della circolazione.

Tutti gli interventi sono pienamente coerenti con gli obiettivi e le condizionalità del PNRR, compresi il principio DNSH e i target climatici previsti dal Piano.
Con questa decisione il MIT imprime un’ulteriore accelerazione agli investimenti, trasformando le risorse europee in infrastrutture, servizi e sicurezza. Meno fondi fermi, più acqua nei territori, più treni per i pendolari, stazioni migliori e una rete ferroviaria più affidabile.

Fonte: MIT

19 agosto 2026

Promuovere l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti. Iniziativa congiunta Anac-Cnel

Promuovere l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, allo scopo di consentire loro di ricollocarsi all’interno della società civile. È questo l’obiettivo dell'accordo Anac-Cnel, approvato nei giorni scorsi, che prevede le clausole sociali da inserire negli atti di gara, così da favorire attraverso il lavoro la rieducazione e il reinserimento sociale.
"Abbiamo voluto mostrare concretamente come gli appalti non servano solo a costruire opere o a offrire servizi, ma anche a creare inclusione, aumentare il benessere collettivo e accrescere la sicurezza”, ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busìa. “Introducendo negli atti di gara clausole che favoriscono l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti – ha spiegato Busìa – consentiamo alle imprese di trovare la manodopera di cui hanno bisogno e insieme offriamo a detenuti ed ex detenuti possibilità di acquisire nuove competenze, mettendole al servizio della collettività. Si creano in tal modo i presupposti per un loro reinserimento pieno nella società, secondo quanto puntualmente prescrive la nostra Costituzione. È un vantaggio per tutti, per i diretti interessati, le imprese e la società intera, che si rafforza e diventa più coesa e sicura, valorizzando risorse altrimenti inutilizzate. Il tasso di recidiva dei detenuti, cioè la probabilità che commettano nuovi reati – ha aggiunto Busìa – crolla fino al 2% per i detenuti che lavorano, mentre sale fino al 70% per chi non ha tali opportunità. Per questo è doppiamente importante l’inserimento dei detenuti negli appalti. Sia per il suo valore economico e sociale, di rieducazione e di reinserimento, sia perché rafforza la sicurezza nel Paese, evitando che i detenuti possano delinquere nuovamente”.
Grazie a recenti direttive europee e al nuovo Codice degli appalti, è cresciuta la consapevolezza della dimensione sociale che l’appalto può rivestire, valorizzando contratti pubblici strategici, capaci di generare utilità non solo di natura economica, ma anche ambientale e sociale. 
Attraverso il progetto “Recidiva Zero”, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro si è fatto promotore di una serie di iniziative, legislative ed istituzionali, aventi l’obiettivo di investire nella formazione e nell’inclusione lavorativa dei detenuti ed ex detenuti.
Nell’ambito di tale progetto, Anac e Cnel hanno sottoscritto un accordo per la predisposizione di atti tipo e provvedimenti a carattere generale rivolti alle stazioni appaltanti per favorire l’utilizzo di clausole contrattuali volte a garantire l’inclusione lavorativa a favore dei soggetti che stanno scontando una pena detentiva all’interno di una struttura carceraria o all’esterno. L’intento è quello di prevedere nelle procedure di gara, una riserva di partecipazione o di esecuzione nei confronti di operatori economici e cooperative sociali (e loro consorzi) il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone svantaggiate e, quindi, anche di detenuti ed ex detenuti.
Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono riservare l’esecuzione ai medesimi operatori economici, nel contesto di programmi di lavoro protetti che prevedano l’impiego, per lo svolgimento delle relative prestazioni, di almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Nel caso di ricorso ai contratti riservati, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono inserire nei bandi di gara o negli avvisi apposite clausole che esplicitamente contengano detta riserva di partecipazione o di esecuzione. Le clausole sociali volte all’inserimento lavorativo dei detenuti ed ex detenuti possano essere previste come requisiti necessari dell’offerta. La stazione appaltante o l’ente concedente potrà decidere di attribuire un punteggio all’offerta tecnica di un determinato operatore economico in misura proporzionale al numero di detenuti/ex detenuti che impiegherà nell’esecuzione dell’appalto.

Fonte: Anac

SIISL: al via l'iscrizione automatica per stranieri formati all'estero

È entrato in vigore nei giorni scorsi il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Interno e con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale del 22 giugno 2026, attuativo dell’articolo 14, comma 6, del Decreto-legge n. 159/2025Apre in una nuova scheda, che disciplina le modalità di iscrizione alSistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL)deicittadini stranieriche hannocompletato percorsi di istruzione e formazioneprofessionale e civico-linguisticanei Paesi di origineai sensi dell’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione (TUI).
Il provvedimento definisce il ruolo dei soggetti proponenti e gli adempimenti necessari al perfezionamento dell’iscrizione sulla piattaforma, favorendo la valorizzazione dei profili professionali dei partecipanti e l'inserimento in percorsi di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Il testo del decreto e il relativo Allegato tecnico illustrano le modalità operative previste per l’attuazione della misura.
Di seguito le indicazioni operative per i soggetti proponenti dei programmi di formazione.

INFORMATIVA PER I SOGGETTI PROPONENTI
L’art. 14, comma 6, del decreto-legge n. 159/2025, convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198, recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, ha stabilito che i cittadini stranieri che hanno completato percorsi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine ai sensi dell'articolo 23 del Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico Immigrazione) siano iscritti al Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL).
Il SIISL, piattaforma istituita dall'articolo 5 del Decreto legge 4 maggio 2023, n. 48, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, gestito dall'INPS, è finalizzato a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Con la pubblicazione del decreto attuativo dell’articolo 14, comma 6, del Decreto legge n. 159/2025 citato, sono definite le modalità di iscrizione al SIISL dei lavoratori stranieri che hanno completato i programmi di cui all’articolo 23 TUI.
Nell'ambito della nuova disciplina introdotta, l'iscrizione dei cittadini stranieri formati all'estero avviene per il tramite dei soggetti proponenti, individuati dalle "Linee Guida dedicate alle modalità di predisposizione e valutazione dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica rivolti a cittadini di paesi terzi residenti all’estero(file pdf)", che hanno proposto, singolarmente o in forma di partenariato, i programmi formativi approvati ai sensi dell'articolo 23 del TUI.
In particolare, i soggetti proponenti sono tenuti a curare gli adempimenti necessari
al perfezionamento dell'iscrizione al SIISL dei cittadini stranieri che hanno completato i programmi di formazione all'estero.

In particolare:
• l'elenco dei cittadini stranieri formati all'estero è inviato in interoperabilità alla piattaforma SIISL mediante cooperazione applicativa con la Piattaforma Ingressi Formati all'Estero (PIF) del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
• i soggetti proponenti accedono al SIISL tramite SPID o CIE e visualizzano l’elenco dei cittadini stranieri che hanno completato con esito positivo i percorsi formativi di propria competenza;
• per ciascun partecipante, il soggetto proponente deve integrare il profilo con i dati del cittadino straniero formato all'estero richiesti;
• il SIISL invia automaticamente una comunicazione al cittadino straniero per il perfezionamento dell’iscrizione alla piattaforma e l'attivazione del profilo;
• in caso di mancata attivazione del profilo, il soggetto proponente è tenuto a verificare l’esattezza dei dati di contatto e, se necessario, ad aggiornarli sulla piattaforma;
• trascorsi 15 giorni dalla notifica, dovrà inoltre sollecitare il cittadino a completare la procedura di iscrizione.
Una volta attivato il profilo, il SIISL genera un curriculum precompilato con le informazioni relative alla formazione svolta, che sarà reso visibile ai datori di lavoro operanti nei settori coerenti con il percorso formativo completato, favorendo così l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Si ricorda inoltre che il soggetto proponente deve informare il cittadino straniero della registrazione del suo profilo sul SIISL e del trattamento dei relativi dati personali per le finalità previste dalla normativa vigente.
Per gli aspetti operativi e tecnici di dettaglio si rinvia alle ulteriori previsioni del Decreto e al relativo Allegato tecnico.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 



18 agosto 2026

Riforma fiscale, approvato il Testo unico su adempimenti e accertamento

È entrato in vigore nei giorni scorsi il provvedimento che dà attuazione al percorso di riordino e razionalizzazione della normativa tributaria avviato dal Governo, con l’obiettivo di concentrare in un unico testo le disposizioni relative agli adempimenti fiscali dei contribuenti e alle procedure di accertamento dell’Amministrazione finanziaria.

Il decreto legislativo 5 agosto 2026, n. 141, con cui viene approvato il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento, contiene inoltre disposizioni di coordinamento e correttive rispetto ai testi unici già adottati ai sensi dell’articolo 21, comma 1, della legge n. 111/2023, con l’obiettivo di assicurare maggiore coerenza sistematica tra le diverse parti della riforma.
Il provvedimento è stato emanato con la firma del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia.

Riforma Disabilità: INPS attiva i nuovi servizi digitali per il Progetto di vita

Nell’ambito della Riforma della Disabilità, l’INPS mette a disposizione due nuovi servizi online dedicati al Progetto di vita, il percorso personalizzato che parte dai bisogni, dalle aspettative e dagli obiettivi della persona con disabilità.

I servizi fanno parte del Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani (SISDA) e favoriscono lo scambio delle informazioni tra INPS, Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e altri Stakeholder, al fine di ridurre gli adempimenti e rendere il percorso più integrato, rapido e vicino alle esigenze della persona.
I nuovi servizi semplificano l’accesso al Progetto di vita, consentendo alle persone con disabilità di presentare l’istanza di avvio e mettendo a disposizione degli ATS e degli enti regionali gli strumenti necessari per la consultazione e la gestione delle richieste.

Con il servizio “Invalidità Civile – trasmissione istanze per il progetto di vita”, la persona con disabilità, residente nelle province interessate dalla sperimentazione della Riforma, può chiedere all’INPS di trasmettere la documentazione all’ATS competente per il comune di residenza. La trasmissione consente di avviare il procedimento per l’elaborazione del Progetto di vita.

Le istanze presentate vengono quindi rese disponibili, attraverso il servizio "Invalidità Civile – consultazione istanze per il progetto di vita", agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e agli altri enti eventualmente individuati dalle Regioni, che possono così avviare e gestire il procedimento di competenza secondo quanto previsto dalla normativa.

Dove è attiva la sperimentazione
• Dal 1° gennaio 2025: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia,
Salerno, Sassari e Trieste.
• Dal 30 settembre 2025: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera,
Palermo, Teramo e Vicenza.
• Dal 1° marzo 2026: Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brindisi,
Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza,
Crotone, Cuneo, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Pavia,
Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Savona,
Sondrio, Terni, Torino, Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vibo Valentia.

Come accedere
Entrambi i servizi sono disponibili sul portale istituzionale dell’INPS. Le modalità di accesso,
i requisiti, le funzionalità e le istruzioni operative per l’utilizzo dei servizi da parte dei cittadini
e degli operatori degli ambiti territoriali sociali sono illustrate nel Messaggio numero 2550
del 4 agosto 2026 e nel Messaggio numero 2551 del 4 agosto 2026.
L’INPS prosegue il percorso di attuazione della Riforma della disabilità, ponendo il cittadino al centro dell’azione istituzionale e semplificando l’accesso alle misure di sostegno previste dalla normativa.