9 settembre 2026

Energia: il MASE firma il decreto contro la saturazione virtuale della rete

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto ha firmato il decreto che rende operativo il nuovo sistema per la gestione della capacità della rete elettrica nazionale. Il provvedimento stabilisce i criteri con cui Terna dovrà pubblicare e aggiornare ogni tre mesi, per ciascuna porzione della rete di trasmissione, la capacità massima addizionale disponibile per connettere nuovi impianti a fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, con esclusione degli impianti off-shore.

Adottato dopo aver acquisito il parere dell’ARERA, il decreto dà attuazione alla norma prevista nel decreto Bollette (n.21/2026), volta a intervenire sul fenomeno della cosiddetta “saturazione virtuale” della rete, determinato da un numero elevato di richieste di connessione per progetti di produzione di energia da fonte rinnovabile che non sempre ottengono l’autorizzazione ma che impegnano “sulla carta” la rete.

Il provvedimento consentirà dunque di liberare capacità oggi bloccata da richieste di connessione non più coerenti con progetti realmente cantierabili, favorendo l'ingresso di iniziative concrete.

“Il decreto – spiega il ministro Gilberto Pichetto - si inserisce nel più ampio percorso di semplificazione e rafforzamento del sistema autorizzativo”. “Superiamo – spiega Pichetto - un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili e introduciamo un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile. La capacità di rete sarà pubblica, aggiornata trimestralmente e gestita secondo criteri oggettivi e non discriminatori”. “È una riforma strutturale – conclude il Ministro - che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia”.

Scarica il Decreto

Fonte: MASE

PNRR: online il Quadro sinottico per la rendicontazione delle spese per i Comuni

È stato pubblicato sul portale Italia Domani, nella sezione dedicata ai Comuni, il Quadro sinottico contenente le principali indicazioni operative per supportare i Soggetti attuatori nelle attività di rendicontazione delle spese PNRR.

Nel dettaglio, il Quadro sinottico fornisce una sintesi delle tempistiche e degli adempimenti connessi alla rendicontazione delle spese a carico dei Soggetti attuatori, con riferimento alle diverse fasi del processo.

Per agevolare la corretta gestione degli adempimenti, il documento riporta inoltre, ove disponibili, i riferimenti alla documentazione operativa predisposta dalle Amministrazioni titolari, così da offrire ai Comuni un quadro di orientamento unitario e di immediata consultazione.

Consulta la pagina dedicata al Quadro sinottico per la rendicontazione delle spese PNRR

 

4 settembre 2026

Consip: primo accordo quadro per i Servizi di verifica della progettazione

Consip amplia la propria offerta nel settore dei lavori pubblici con la prima gara dedicata ai Servizi di verifica della progettazione, un nuovo strumento che mette a disposizione delle amministrazioni competenze specialistiche per accertare la qualità dei progetti prima dell’affidamento e dell’esecuzione delle opere.

La verifica della progettazione consente di accertare la qualità e la concreta realizzabilità dei progetti, contribuendo a ridurre il rischio di varianti in corso d’opera. L’Accordo quadro rafforza così il presidio sulla qualità progettualee supporta il Responsabile unico del progetto nella validazione degli interventi in un passaggio essenziale nel ciclo di realizzazione dei lavori pubblici.

«La qualità di un’opera pubblica nasce dalla effettiva qualità di un progetto. Con questa gara, mettiamo a disposizione delle amministrazioni un nuovo strumento che presidia la qualità progettuale contribuendo a ridurre rischi, ritardi e costi imprevisti, rafforzando la tutela dell’interesse pubblico», dichiara Marco Reggiani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Consip.

L’iniziativa è rivolta a tutte le amministrazioni centrali e territoriali e riguarda la verifica dei progetti di fattibilità tecnico-economicae dei progetti esecutivi, relativi sia alla realizzazione di nuove opere sia alla manutenzione di edifici esistenti, compresi gli immobili sottoposti a tutela. Gli interventi potranno interessare, tra gli altri, edifici amministrativi e giudiziari, scuole e università, strutture sanitarie, caserme, impianti sportivi e beni culturali.

La gara, del valore di 51 milioni di euro, prevede un Accordo quadro della durata di 24 mesi, con più operatori economici e sei lotti organizzati in base al valore e alla destinazione funzionale delle opere. Le amministrazioni potranno affidare i servizi attraverso ordini diretti.
Il modello di gara è stato progettato per coniugare qualità del servizio, concorrenza e accesso al mercato. La suddivisione della gara in lotti e quote, insieme alla previsione di più aggiudicatari, è finalizzata a valorizzare le competenze specialistiche richieste nei diversi ambiti dell’edilizia e a favorire la partecipazione di operatori con differenti dimensioni e modelli organizzativi.

Il nuovo Accordo quadro arricchisce e completa l’offerta Consip già disponibile per i servizi di ingegneria e architettura, affiancandosi alle soluzioni presenti sul Mercato elettronico della PA (Mepa) e sul Sistema dinamico di acquisto (Sdapa). L’iniziativa rientra negli indirizzi del Piano Industriale 2026-2029, che individua nuovi ambiti di presidio della spesa pubblica e punta su modelli innovativi, qualità e ampliamento dell’offerta a disposizione delle amministrazioni.

Il termine per la ricezione delle offerte è fissato il 6 ottobre 2026.

Fonte: Consip

3 settembre 2026

Corte dei Conti, debiti fuori bilancio 2025: il questionario per gli enti entro il 15 settembre

È stato pubblicato dalla Corte dei Conti il questionario sui debiti fuori bilancio relativi all’esercizio 2025, destinato agli enti territoriali nell’ambito delle attività di controllo sulla gestione finanziaria.
Il questionario è accessibile attraverso il portale QFIT – Questionari finanza territoriale e dovrà essere compilato e trasmesso entro il 15 settembre 2026.
L’adempimento è collegato al sistema di acquisizione delle informazioni utilizzate dalla magistratura contabile per le proprie verifiche sulla situazione finanziaria degli enti e sulla presenza e sulla gestione dei debiti fuori bilancio.
Gli enti sono tenuti a procedere alla compilazione e all’invio del questionario entro la scadenza indicata.

2 settembre 2026

Mare Monstrum 2026: nel report di Legambiente i numeri della pressione dell'illegalità sulle coste del Paese

Nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 gli illeciti amministrativi (-10,3%): una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste

L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. Nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi, la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia: nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste del nostro Paese. Un calo, solo apparente, imputabile ad una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) e all'effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali. A guidare la classifica dell'illegalità, affermandosi come pericolo numero uno per l'ecosistema marino, quest'anno è l’inquinamento - legato alla gestione illegale di rifiuti e alla mala depurazione - con 7.317 reati (pari al 35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati (30,2%); seguono la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%), con un aumento del 52,7% rispetto al 2024 degli attrezzi e reti per la pesca sequestrati (11.243). E le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, anche in aree protette, (2.646 reati, 12,9%) che registrano un aumento di reati del 17,4% rispetto al 2024. 

È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente, elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica (SA), Angelo Vassallo. Anniversario che sarà ricordato sabato prossimo, 5 settembre in un evento pubblico nel porto di Acciaroli (SA), promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente, nel corso del quale verrà assegnato il Premio Angelo Vassallo, riconoscimento annuale per le amministrazioni locali più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità; a cui parteciperanno tra gli altri il Sindaco del comune cilentano Stefano Pisani, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato. 

Tornando alle evidenze del report, le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si concentrano il 53,6% del totale nazionale. In cima alla classifica ancora una volta la Campania (4.002), seguita da Puglia (2.599), Sicilia (2.448) e Calabria (1.929). Un trend negativo che perdura: negli ultimi 26 anni (dal 1999 ad oggi) sono stati 483.195 i reati accertati, di cui il 53,9% (260.399) concentrati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Al quinto posto, con numeri in controtendenza rispetto al dato nazionale, si colloca la Liguria, con 1.581 reati, in crescita del 9%, rispetto all'anno precedente, quando era ottava; seguono Lazio (1.443 reati), Sardegna (1.356) e Toscana (1.162). 

Come gli illeciti e i reati, in lieve calo rispetto al 2024 anche le persone denunciate (21.726, -19,2%) e quelle arrestate (93, -31,1%); mentre i sequestri effettuati sono stati 3.267 (-19,9%). Sul fronte amministrativo si registrano 37.680 sanzioni irrogate (-6,6%), per un valore complessivo di oltre 191 milioni di euro, -58,1% rispetto al 2024, a conferma di un ridimensionamento complessivo delle attività sanzionatorie rilevate. 

Di fronte a questo quadro Legambiente torna a chiedere un impegno corale che veda in prima linea Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, rafforzando il proprio ruolo nella lotta all’aggressione criminale, mettendo al centro una serie di priorità. Queste vanno dal rafforzamento del sistema dei controlli repressivi e dell'SNPA (Sistema Nazionale di Protezione Ambientale) al completamento della rete di depurazione e al rilancio dell'economia circolare delle acque reflue, mediante l'adeguamento delle reti fognarie e l'approvazione dei decreti su riuso delle acque depurate in agricoltura ed end of waste, dalla tolleranza zero contro l'abusivismo edilizio e le occupazioni illegali del demanio (attraverso il ripristino del ruolo operativo dei Prefetti per le demolizioni, uno stanziamento di 150 milioni l'anno per gli abbattimenti e sanzioni penali per i funzionari omissivi) fino alla tutela della biodiversità, garantendo il pieno recepimento delle norme sui rifiuti navali nei porti, lo stop agli scarichi oltre le 12 miglia, l'inasprimento delle sanzioni contro la pesca illegale. 

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, dichiara: “I numeri di Mare Monstrum 2026 fotografano solo la punta dell’iceberg: la quota d’illegalità sommersa continua a minacciare gravemente gli ecosistemi marini. Se nel 2025 si è registrato un calo dei reati, ciò è dovuto sia all’efficacia preventiva delle nuove pene ambientali sia a una contrazione dei controlli sul territorio. Da 28 anni Legambiente porta avanti con coraggio un impegno costante di denuncia attraverso campagne come Goletta Verde, accendendo i riflettori su piaghe quali la mala depurazione, il cemento abusivo e la pesca di frodo. Tuttavia, oltre all'azione delle nostre denunce e al prezioso lavoro quotidiano delle Capitanerie di porto e delle forze dell’ordine, serve un deciso cambio di passo da parte delle istituzioni per reprimere ulteriormente questi fenomeni. Governo, Parlamento ed enti locali devono fare fino in fondo la propria parte con interventi non più rinviabili per rafforzare il sistema dei controlli repressivi e preventivi, per proteggere il patrimonio ambientale e l'economia turistica del mare". 

Fonte: Legambiente