"Roma dice Basta": il sit-in dal Campidoglio


Di Maria Enrica Rubino

“Dimissioni! Dimissioni!” e “Dimmi quando te ne vai!”. Sono i cori che questa mattina hanno riecheggiato sotto il Marco Aurelio in una Piazza del Campidoglio gremita. Dagli slogan più ironici, come recita una filastrocca su uno striscione “Virginia Virginella, quanti passi ce fai fa’ pe levatte dal Castello…” e “Roma sembra l’Emmental”, a veri e propri cori di protesta sono stati rivolti dai cittadini romani nei confronti della sindaca Virginia Raggi.

La manifestazione, organizzata da un gruppo di sei cittadine romane, ha fatto il giro dei social e dei quartieri della Capitale arrivando a coinvolgere migliaia di romani. Non ci sono bandiere di partiti politici, ma cittadini che si dicono “stanchi del degrado”. “Siamo scesi in piazza perché amiamo la nostra città e siamo stanchi di vivere in una città piena di sporcizia e degrado. Andiamo a pulire il Gianicolo, ma paghiamo e vogliamo una città pulita” affermano un gruppo di manifestanti. E in sottofondo la canzone “ricominciamo”, accennata dallo stesso Pappalardo sul palco allestito nella piazza.

“Io sono anziano e me la ricordo Roma pulita” dice Franco, un esponente del comitato di cittadini “Roma dice Basta”. “Roma dice basta perché è la città più bella al mondo e i cittadini romani sono, secondo me, tra i più civili e in grado di sopportare tutto. Ma siamo in una situazione di grande difficoltà, ci aspettiamo di più dal nostro sindaco!”.
Una mobilitazione, quella di questa mattina, messa a punto a pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Roma, che il 10 novembre si esprimerà sul processo alla sindaca Virginia Raggi. E, qualora dovesse essere condannata per falso, la Raggi ha già annunciato che sarebbe pronta a dimettersi. Tra i manifestanti, anche ex elettori dell’attuale amministrazione capitolina: “li abbiamo votati, ma non hanno fatto nulla”.

E, intanto, il partito democratico di Roma lancia un sit in per il 9 novembre. Obiettivo: “chiedere le dimissioni di Virginia Raggi, a prescindere dalla sentenza del Tribunale di Roma e per il suo fallimento politico” fanno sapere alcuni esponenti presenti alla manifestazione.     

Periferie, Decaro: 'è stata una battaglia per i diritti dei cittadini'


Di Maria Enrica Rubino

Rimini - Si torna a parlare di periferie nella tre giorni della XXXV assemblea Anci, a Rimini. Il Presidente dell’Associazione dei Comuni italiani e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo dal palco della sala plenaria della Fiera di Rimini, torna a parlare ai sindaci della «battaglia» sulle periferie. «Non era una battaglia dei sindaci, ma è stata una battaglia per i diritti dei nostri concittadini – ha detto Decaro -  Perché quando si parla di periferie, di progetti, di emendamenti, noi non possiamo mai dimenticare che parliamo della vita delle persone. Un cantiere non è solo una procedura d’appalto».

Periferie, presentata mozione in Senato. Marini:"Noi sindaci espulsi dall'aula"



Di Maria Enrica Rubino

E' stata presentata oggi dal gruppo Pd in Senato la mozione n. 41 per chiedere che vengano ripristinati i fondi del 'bando periferie', che, con il dl 25 luglio 2018, n. 91, convertito dalla l. 108/2018, posticipa al 2020 le convenzioni sottoscritte per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

Oltre un miliardo i fondi tagliati, destinati dal precedente esecutivo ai Comuni per il Programma straordinario di intervento di riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, il cosiddetto “Bando periferie”.
A presentare la mozione nell'aula di Palazzo Madama, il Sen. Ferrazzi: "un miliardo e 600 milioni di euro cancellati con un tratto di penna da questo Governo" ha esordito il senatore dem. "Gli avanzi di amministrazione sono già nella disponibilità dei comuni. Il Governo non sta provvedendo per nulla per risolvere questa questione. Vi conviene creare disagio, avete tolto più di un miliardo di euro per poter disporre del reddito di cittadinanza" - dice rivolgendosi ai senatori della maggioranza. "I sindaci rappresentano i cittadini, al di là del colore politico". In tribuna, un gruppo di sindaci, una ventina, esprime il proprio consenso applaudendo al termine dell'intervento del senatore dem per poi  urlare "vergogna" ed essere, poco dopo, espulsi dall'aula per disposizione del presidente.   

A prendere la parola poco dopo il Senatore Zanda (pd): "l'espulsione dalla tribuna di sindaci che avevano indossato la fascia tricolore mi ha molto sorpreso, il regolamento del Senato non stabilisce di espellere dei visitatori per aver indossato la fascia tricolore, è sorprendente". 

Interviene, quindi, il Sen. De Poli, Questore del Senato, spiegando che la prassi prevede il divieto per tutti i visitatori di alzarsi in piedi in tribuna.

Tra i sindaci presenti in tribuna, il sindaco di Albano Laziale e presidente di Anci Lazio, Nicola Marini, il quale ha spiegato alla stampa: "Siamo stati invitati ad uscire dall'aula perché abbiamo ritenuto di indossare la fascia tricolore. Eravamo lì come sindaci, in rappresentanza delle nostre comunità e abbiamo espresso il nostro dissenso".  

E' di pochi giorni fa l’assenza di Anci dalla Conferenza unificata, sulla questione Decaro aveva spiegato: “la nostra posizione sarà questa fino a quando il Governo non darà un segnale attraverso una nuova norma che ripristini i fondi ai 327 comuni che avevano fatto un investimento nelle periferie del nostro Paese. I comuni stanno procedendo con il ricorso al Tar e, contemporaneamente, sollecitiamo le regioni (gli enti attraverso i quali i comuni possono avanzare ricordi alla Corte e, ad oggi, sono Toscana, Puglia ed Emilia Romagna) a fare ricorso alla Corte Costituzionale.  E’ quello che stiamo facendo in queste ore dopo aver interrotto i rapporti istituzionali con il Governo in Conferenza Unificata e in Conferenza Stato-Città”. 

Iniziative sono state presentate anche in Regione Lazio. E' del 3 ottobre la proposta del Consiglio regionale del Lazio, di iniziativa della consigliera Eleonora Mattia, di impegnare la Giunta del Lazio a sollevare di fronte alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale del provvedimento con cui il Governo ha congelato fino al 2020 i finanziamenti previsti dal programma di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. "Nel Lazio, si sono visti sospesi i finanziamenti, in totale circa 40 milioni di euro, la città di Roma, il territorio della Città metropolitana, tra cui Fiumicino, Pomezia, Fonte Nuova, Guidonia, Tivoli, ma anche Viterbo e Frosinone" ha spiegato la consigliera dem in una nota.