• contrastare la povertà educativa;
• promuovere l’inclusione sociale;
• sviluppare la personalità dei minori;
• sostenere la genitorialità;
• rafforzare la coesione delle comunità locali;
• ampliare le opportunità educative oltre il tempo scuola.
Nello specifico, la legge conferisce al Governo una delega legislativa per l'adozione di uno o più decreti legislativi entro 9 mesi, volti a disciplinare organicamente il sistema nazionale delle attività educative non formali.
Tra gli obiettivi della delega rientrano:
• la definizione di criteri uniformi di qualità delle attività educative;
• la promozione della collaborazione istituzionale tra Stato, Regioni ed enti locali;
• l’organizzazione di reti territoriali educative;
• l’individuazione di strumenti di sostegno economico e organizzativo;
• la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito delle attività educative non formali.
Tra gli aspetti più innovativi della riforma vi è il riconoscimento normativo della comunità educante. L'educazione viene menzionata come responsabilità condivisa tra soggetti pubblici e privati che operano nell'interesse dei minori.
Insieme alla famiglia e alla scuola vengono, quindi, valorizzati gli enti territoriali, le associazioni, il Terzo Settore, le organizzazioni sportive, culturali e ricreative e tutte le realtà che svolgono attività educative continuative. Viene così introdotto un modello di corresponsabilità educativa.