30 luglio 2026

Attività educative non formali, la legge che riconosce il ruolo di Comuni e Terzo Settore

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n.135 del 23 luglio 2026, recante “Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali”. Obiettivo principale di questa legge è il sostegno delle attività educative e ricreative non formali finalizzate a:
• contrastare la povertà educativa;
• promuovere l’inclusione sociale;
• sviluppare la personalità dei minori;
• sostenere la genitorialità;
• rafforzare la coesione delle comunità locali;
• ampliare le opportunità educative oltre il tempo scuola.
Nello specifico, la legge conferisce al Governo una delega legislativa per l'adozione di uno o più decreti legislativi entro 9 mesi, volti a disciplinare organicamente il sistema nazionale delle attività educative non formali.
Tra gli obiettivi della delega rientrano:
• la definizione di criteri uniformi di qualità delle attività educative;
• la promozione della collaborazione istituzionale tra Stato, Regioni ed enti locali;
• l’organizzazione di reti territoriali educative;
• l’individuazione di strumenti di sostegno economico e organizzativo;
• la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nell’ambito delle attività educative non formali.
Tra gli aspetti più innovativi della riforma vi è il riconoscimento normativo della comunità educante. L'educazione viene menzionata come responsabilità condivisa tra soggetti pubblici e privati che operano nell'interesse dei minori. 
Insieme alla famiglia e alla scuola vengono, quindi, valorizzati gli enti territoriali, le associazioni, il Terzo Settore, le organizzazioni sportive, culturali e ricreative e tutte le realtà che svolgono attività educative continuative. Viene così introdotto un modello di corresponsabilità educativa.

29 luglio 2026

Autorità di bacino distrettuale, nuovi fondi per potenziare gli organici

È stato firmato il decreto interministeriale che ripartisce 5,7 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, destinati al potenziamento degli organici degli enti responsabili della pianificazione e della gestione delle risorse idriche e della tutela del territorio.

Tali risorse potranno essere investite per l’assunzione di personale stabile e qualificato, con l’obiettivo di rafforzare la capacità operativa delle Autorità di bacino nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Il provvedimento dà attuazione alla norma introdotta con il Decreto Ambiente, evidenziando che il rafforzamento delle strutture rappresenta un intervento concreto a sostegno della prevenzione del rischio e della tutela del territorio.

28 luglio 2026

Viminale: rigenerazione urbana, gli interventi fuori dal Target UE

Il Ministero dell’Interno, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha approvato il decreto del 24 luglio 2026 che individua gli interventi di rigenerazione urbana finanziati ai sensi dell’articolo 1, comma 42 e seguenti, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che non concorrono al conseguimento del Target europeo previsto dal PNRR.

In base ai dati aggiornati nel sistema di monitoraggio ReGiS, questi interventi non risultavano in grado di concludere i lavori entro il termine del 30 giugno 2026, fissato per il raggiungimento dell’obiettivo europeo relativo alla misura M5C2 Investimento 2.1. 
Nel decreto si chiarisce che tali opere non vengono escluse dal finanziamento: dovranno rispettare tutte le condizionalità previste dal PNRR e completare i lavori entro il 31 dicembre 2027.
La misura riguarda i contributi destinati ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana finalizzati alla riduzione delle situazioni di marginalizzazione e degrado sociale, al miglioramento del decoro urbano e alla valorizzazione del tessuto sociale e ambientale. 

Il decreto individua, attraverso specifici allegati, gli interventi non concorrenti al Target UE, quelli oggetto di rinuncia al contributo e quelli per i quali vengono disposte revoche o avviati procedimenti di revoca.
Per gli interventi già esclusi dal raggiungimento dell’obiettivo europeo e privi del contratto di affidamento dei lavori entro il 30 giugno 2025, viene disposta la revoca delle risorse assegnate. Le eventuali somme già erogate saranno recuperate dal Ministero dell’Interno secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Per altri interventi, invece, viene avviato il procedimento di revoca qualora non risultino rispettati sia il requisito dell’affidamento dei lavori entro il 30 giugno 2025 sia la previsione di conclusione delle opere entro il 30 giugno 2026.

Per approfondire, leggi i provvedimenti pubblicati dal Viminale

27 luglio 2026

Carta d’identità elettronica, Dait: dal 30 luglio la validità è illimitata per gli over 70

Con la circolare n. 60 del 24 luglio 2026, il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ha diffuso una serie di istruzioni operative per l’applicazione della nuova disciplina sulla Carta d’identità elettronica (CIE) introdotta dall’articolo 6 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla legge 20 aprile 2026, n. 50.
Una delle novità introdotte riguarda i cittadini che abbiano compiuto 70 anni. Nello specifico, per le CIE richieste a partire dal 30 luglio 2026 il documento avrà validità illimitata, viene eliminato quindi l’obbligo del rinnovo periodico. La misura, prevista nell’ambito degli interventi di semplificazione collegati al PNRR, punta a ridurre gli adempimenti amministrativi per i cittadini più anziani e a razionalizzare l’attività degli uffici comunali.
Riguardo la procedura di rilascio, sarà il sistema CIEOnline a verificare automaticamente l’età del richiedente e a generare il documento con la dicitura “ILLIMITATA” nel campo della scadenza, senza richiedere ulteriori operazioni da parte degli operatori comunali o consolari.
Nella circolare viene precisato anche che la validità illimitata del documento non coincide con quella del certificato di autenticazione utilizzato per l’accesso ai servizi digitali tramite “Entra con CIE”, che continua ad avere una durata massima di dieci anni. Scaduto tale termine, gli ultrasettantenni che intendano continuare a utilizzare la CIE come strumento di identità digitale dovranno richiedere una nuova carta, previa revoca della precedente.
Restano inoltre escluse dalla nuova disciplina alcune categorie di cittadini, tra cui i richiedenti protezione internazionale e coloro per i quali non sia temporaneamente possibile acquisire le impronte digitali, per i quali continuano ad applicarsi le specifiche durate di validità previste dalla normativa vigente.
Leggi la Circolare del DAIT

24 luglio 2026

Conferenza Stato-Città, al Viminale la Sessione europea dedicata alle politiche dell’Unione

Si è svolta al Viminale la Sessione europea della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, presieduta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, presenti i rappresentanti di ANCI, UPI e delle autonomie locali.
Nel corso dell’incontro, i ministri hanno illustrato, per le parti di competenza, lo stato di avanzamento delle principali iniziative europee in materia di accordi commerciali e di sviluppo delle politiche di coesione. 
In particolare, si è discusso delle nuove politiche europee su migrazione e sicurezza, evidenziando il contributo dell’Italia alla definizione del nuovo quadro normativo dell’Unione, in particolare in materia di immigrazione. 
Al centro dell’intervento del ministro Piantedosi, l’avvio della fase attuativa del Nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo e il lavoro svolto per l’approvazione dei regolamenti sui rimpatri, sul concetto di Paese Terzo Sicuro e sulla lista europea dei Paesi di origine sicuri, strumenti destinati a rendere più efficaci le procedure di gestione delle domande di protezione internazionale e dei rimpatri.
Piantedosi ha inoltre sottolineato l’impegno del Viminale nell’adeguamento delle procedure di frontiera e nel rafforzamento dell’interoperabilità delle banche dati di sicurezza, richiamando l’importanza di preservare le risorse europee destinate a migrazione e sicurezza nel prossimo Quadro finanziario pluriennale.
Sul prossimo bilancio europeo si è soffermato anche il ministro Tommaso Foti, sottolineando come l’attenzione dell’Italia sia rivolta, in particolare, alla Politica agricola comune e alla politica di coesione. Proprio per quest’ultima, la riduzione delle risorse rappresenta un tema di particolare rilievo. 
In materia di migrazione e sicurezza, il ministro Foti ha evidenziato come il tema della tutela delle frontiere esterne sia stato portato dall’Italia al centro dell’agenda dell’Unione europea. Nel Consiglio europeo del 2024, ha ricordato Foti, il tema della migrazione non figurava all’ordine del giorno; l’ultimo Consiglio europeo, invece, si è concluso con decisioni significative confluite successivamente nel decreto-legge attualmente all’esame del Parlamento per l'attuazione del nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l'Asilo.
Nel concludere i lavori, i ministri hanno ribadito l’impegno a proseguire il confronto con ANCI, UPI e gli enti territoriali per accompagnare l’attuazione delle nuove politiche europee e rafforzare la collaborazione tra tutti i livelli di governo.
Fonte: Viminale