28 luglio 2026

Viminale: rigenerazione urbana, gli interventi fuori dal Target UE

Il Ministero dell’Interno, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha approvato il decreto del 24 luglio 2026 che individua gli interventi di rigenerazione urbana finanziati ai sensi dell’articolo 1, comma 42 e seguenti, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che non concorrono al conseguimento del Target europeo previsto dal PNRR.

In base ai dati aggiornati nel sistema di monitoraggio ReGiS, questi interventi non risultavano in grado di concludere i lavori entro il termine del 30 giugno 2026, fissato per il raggiungimento dell’obiettivo europeo relativo alla misura M5C2 Investimento 2.1. 
Nel decreto si chiarisce che tali opere non vengono escluse dal finanziamento: dovranno rispettare tutte le condizionalità previste dal PNRR e completare i lavori entro il 31 dicembre 2027.
La misura riguarda i contributi destinati ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana finalizzati alla riduzione delle situazioni di marginalizzazione e degrado sociale, al miglioramento del decoro urbano e alla valorizzazione del tessuto sociale e ambientale. 

Il decreto individua, attraverso specifici allegati, gli interventi non concorrenti al Target UE, quelli oggetto di rinuncia al contributo e quelli per i quali vengono disposte revoche o avviati procedimenti di revoca.
Per gli interventi già esclusi dal raggiungimento dell’obiettivo europeo e privi del contratto di affidamento dei lavori entro il 30 giugno 2025, viene disposta la revoca delle risorse assegnate. Le eventuali somme già erogate saranno recuperate dal Ministero dell’Interno secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Per altri interventi, invece, viene avviato il procedimento di revoca qualora non risultino rispettati sia il requisito dell’affidamento dei lavori entro il 30 giugno 2025 sia la previsione di conclusione delle opere entro il 30 giugno 2026.

Per approfondire, leggi i provvedimenti pubblicati dal Viminale

27 luglio 2026

Carta d’identità elettronica, Dait: dal 30 luglio la validità è illimitata per gli over 70

Con la circolare n. 60 del 24 luglio 2026, il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ha diffuso una serie di istruzioni operative per l’applicazione della nuova disciplina sulla Carta d’identità elettronica (CIE) introdotta dall’articolo 6 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla legge 20 aprile 2026, n. 50.
Una delle novità introdotte riguarda i cittadini che abbiano compiuto 70 anni. Nello specifico, per le CIE richieste a partire dal 30 luglio 2026 il documento avrà validità illimitata, viene eliminato quindi l’obbligo del rinnovo periodico. La misura, prevista nell’ambito degli interventi di semplificazione collegati al PNRR, punta a ridurre gli adempimenti amministrativi per i cittadini più anziani e a razionalizzare l’attività degli uffici comunali.
Riguardo la procedura di rilascio, sarà il sistema CIEOnline a verificare automaticamente l’età del richiedente e a generare il documento con la dicitura “ILLIMITATA” nel campo della scadenza, senza richiedere ulteriori operazioni da parte degli operatori comunali o consolari.
Nella circolare viene precisato anche che la validità illimitata del documento non coincide con quella del certificato di autenticazione utilizzato per l’accesso ai servizi digitali tramite “Entra con CIE”, che continua ad avere una durata massima di dieci anni. Scaduto tale termine, gli ultrasettantenni che intendano continuare a utilizzare la CIE come strumento di identità digitale dovranno richiedere una nuova carta, previa revoca della precedente.
Restano inoltre escluse dalla nuova disciplina alcune categorie di cittadini, tra cui i richiedenti protezione internazionale e coloro per i quali non sia temporaneamente possibile acquisire le impronte digitali, per i quali continuano ad applicarsi le specifiche durate di validità previste dalla normativa vigente.
Leggi la Circolare del DAIT

24 luglio 2026

Conferenza Stato-Città, al Viminale la Sessione europea dedicata alle politiche dell’Unione

Si è svolta al Viminale la Sessione europea della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, presieduta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, presenti i rappresentanti di ANCI, UPI e delle autonomie locali.
Nel corso dell’incontro, i ministri hanno illustrato, per le parti di competenza, lo stato di avanzamento delle principali iniziative europee in materia di accordi commerciali e di sviluppo delle politiche di coesione. 
In particolare, si è discusso delle nuove politiche europee su migrazione e sicurezza, evidenziando il contributo dell’Italia alla definizione del nuovo quadro normativo dell’Unione, in particolare in materia di immigrazione. 
Al centro dell’intervento del ministro Piantedosi, l’avvio della fase attuativa del Nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo e il lavoro svolto per l’approvazione dei regolamenti sui rimpatri, sul concetto di Paese Terzo Sicuro e sulla lista europea dei Paesi di origine sicuri, strumenti destinati a rendere più efficaci le procedure di gestione delle domande di protezione internazionale e dei rimpatri.
Piantedosi ha inoltre sottolineato l’impegno del Viminale nell’adeguamento delle procedure di frontiera e nel rafforzamento dell’interoperabilità delle banche dati di sicurezza, richiamando l’importanza di preservare le risorse europee destinate a migrazione e sicurezza nel prossimo Quadro finanziario pluriennale.
Sul prossimo bilancio europeo si è soffermato anche il ministro Tommaso Foti, sottolineando come l’attenzione dell’Italia sia rivolta, in particolare, alla Politica agricola comune e alla politica di coesione. Proprio per quest’ultima, la riduzione delle risorse rappresenta un tema di particolare rilievo. 
In materia di migrazione e sicurezza, il ministro Foti ha evidenziato come il tema della tutela delle frontiere esterne sia stato portato dall’Italia al centro dell’agenda dell’Unione europea. Nel Consiglio europeo del 2024, ha ricordato Foti, il tema della migrazione non figurava all’ordine del giorno; l’ultimo Consiglio europeo, invece, si è concluso con decisioni significative confluite successivamente nel decreto-legge attualmente all’esame del Parlamento per l'attuazione del nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l'Asilo.
Nel concludere i lavori, i ministri hanno ribadito l’impegno a proseguire il confronto con ANCI, UPI e gli enti territoriali per accompagnare l’attuazione delle nuove politiche europee e rafforzare la collaborazione tra tutti i livelli di governo.
Fonte: Viminale

23 luglio 2026

Sport e Periferie 2026: pubblicati gli elenchi dei Comuni ammessi a valutazione e dei Comuni esclusi

Come previsto dall'art. 7 dell'Avviso "Sport e Periferie 2026", sono stati pubblicati, a poco più di 3 settimane dal termine ultimo fissato per la presentazione delle relative domande, gli elenchi integrali di tutti i Comuni (Allegato 1 e Allegato 2), 
In particolare, l'Allegato 1 riguarda gli interventi di cui alla tipologia della lettera a) dell’art. 2, comma 3, dell’Avviso (realizzazione di nuovi impianti), mentre l'Allegato 2 riguarda gli interventi di cui alle tipologie declinate alle lettere b), c) e d) dell’art. 2, comma 3, dell’Avviso (ricostruzione-manutenzione straordinaria-efficientamento).
Gli elenchi in argomento devono intendersi al momento “provvisori”, essendo stati elaborati sulla base dei punteggi autodichiarati dai Comuni in sede di candidatura. Pertanto, i progetti che perverranno da parte dei Comuni indicati in grassetto saranno sottoposti alla successiva fase di valutazione da parte della Commissione dipartimentale, la quale provvederà a redigere l'elenco dei soggetti ammessi al contributo con l’attribuzione dei punteggi definitivi.
In proposito, per tutti i Comuni in grassetto presenti negli elenchi in questione decorrono, a far data dal 22 luglio 2026, i termini previsti dall'art. 8, comma 2, dell'Avviso per il caricamento della documentazione progettuale dichiarata nell'area riservata della piattaforma https://avvisibandi.sport.governo.it/.
A tutti gli altri Comuni collocati oltre la capienza della dotazione finanziaria è data facoltà, in via cautelativa e istruttoria, di presentare la documentazione progettuale ai sensi dall’art.8, comma 3, dell’Avviso, senza che dalla relativa trasmissione possa derivare in alcun modo il riconoscimento di una posizione utile ai fini del finanziamento né essere generata alcuna aspettativa in ordine alla valutazione del progetto da parte della Commissione o, tanto meno, al contributo.
Infine, ai sensi dell'art. 7, comma 4, dell'Avviso, si rappresenta che la presente pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti di legge e costituisce, in particolare, il dies a quo per la decorrenza dei termini perentori previsti ai fini della presentazione dei livelli progettuali da parte dei Comuni evidenziati in grassetto



Fonte: Dipartimento per lo Sport

22 luglio 2026

Dissesto finanziario: liquidità ai comuni fino a 20 mila abitanti

Il Ministero dell’Interno, con il decreto del 19 luglio 2026, ha disposto il riparto delle anticipazioni di liquidità destinate ai Comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti che si trovano in stato di dissesto finanziario e hanno presentato apposita istanza.

Con l’intervento vengono applicate le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2026, che ha ampliato la platea dei beneficiari rispetto al precedente limite dei Comuni sotto i 1.000 abitanti, portando a 20.000 la soglia demografica e prevedendo per il 2026 un plafond massimo di 50 milioni di euro.

L’importo spettante a ciascun ente è determinato in base alla massa passiva censita e a una quota pro capite calcolata sulla popolazione residente, tenendo conto del fabbisogno effettivo di liquidità e di eventuali anticipazioni o contributi già ricevuti. Le somme sono erogate in un’unica soluzione e devono essere trasferite dall’ente all’Organo straordinario di liquidazione entro 30 giorni, mentre quest’ultimo è tenuto a provvedere al pagamento dei debiti ammessi entro i successivi 90 giorni.

L’obiettivo del provvedimento è favorire una chiusura in tempi brevi delle procedure di dissesto e sostenere il riequilibrio finanziario dei Comuni piccoli e medi.