4 settembre 2026

Consip: primo accordo quadro per i Servizi di verifica della progettazione

Consip amplia la propria offerta nel settore dei lavori pubblici con la prima gara dedicata ai Servizi di verifica della progettazione, un nuovo strumento che mette a disposizione delle amministrazioni competenze specialistiche per accertare la qualità dei progetti prima dell’affidamento e dell’esecuzione delle opere.

La verifica della progettazione consente di accertare la qualità e la concreta realizzabilità dei progetti, contribuendo a ridurre il rischio di varianti in corso d’opera. L’Accordo quadro rafforza così il presidio sulla qualità progettualee supporta il Responsabile unico del progetto nella validazione degli interventi in un passaggio essenziale nel ciclo di realizzazione dei lavori pubblici.

«La qualità di un’opera pubblica nasce dalla effettiva qualità di un progetto. Con questa gara, mettiamo a disposizione delle amministrazioni un nuovo strumento che presidia la qualità progettuale contribuendo a ridurre rischi, ritardi e costi imprevisti, rafforzando la tutela dell’interesse pubblico», dichiara Marco Reggiani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Consip.

L’iniziativa è rivolta a tutte le amministrazioni centrali e territoriali e riguarda la verifica dei progetti di fattibilità tecnico-economicae dei progetti esecutivi, relativi sia alla realizzazione di nuove opere sia alla manutenzione di edifici esistenti, compresi gli immobili sottoposti a tutela. Gli interventi potranno interessare, tra gli altri, edifici amministrativi e giudiziari, scuole e università, strutture sanitarie, caserme, impianti sportivi e beni culturali.

La gara, del valore di 51 milioni di euro, prevede un Accordo quadro della durata di 24 mesi, con più operatori economici e sei lotti organizzati in base al valore e alla destinazione funzionale delle opere. Le amministrazioni potranno affidare i servizi attraverso ordini diretti.
Il modello di gara è stato progettato per coniugare qualità del servizio, concorrenza e accesso al mercato. La suddivisione della gara in lotti e quote, insieme alla previsione di più aggiudicatari, è finalizzata a valorizzare le competenze specialistiche richieste nei diversi ambiti dell’edilizia e a favorire la partecipazione di operatori con differenti dimensioni e modelli organizzativi.

Il nuovo Accordo quadro arricchisce e completa l’offerta Consip già disponibile per i servizi di ingegneria e architettura, affiancandosi alle soluzioni presenti sul Mercato elettronico della PA (Mepa) e sul Sistema dinamico di acquisto (Sdapa). L’iniziativa rientra negli indirizzi del Piano Industriale 2026-2029, che individua nuovi ambiti di presidio della spesa pubblica e punta su modelli innovativi, qualità e ampliamento dell’offerta a disposizione delle amministrazioni.

Il termine per la ricezione delle offerte è fissato il 6 ottobre 2026.

Fonte: Consip

3 settembre 2026

Corte dei Conti, debiti fuori bilancio 2025: il questionario per gli enti entro il 15 settembre

È stato pubblicato dalla Corte dei Conti il questionario sui debiti fuori bilancio relativi all’esercizio 2025, destinato agli enti territoriali nell’ambito delle attività di controllo sulla gestione finanziaria.
Il questionario è accessibile attraverso il portale QFIT – Questionari finanza territoriale e dovrà essere compilato e trasmesso entro il 15 settembre 2026.
L’adempimento è collegato al sistema di acquisizione delle informazioni utilizzate dalla magistratura contabile per le proprie verifiche sulla situazione finanziaria degli enti e sulla presenza e sulla gestione dei debiti fuori bilancio.
Gli enti sono tenuti a procedere alla compilazione e all’invio del questionario entro la scadenza indicata.

2 settembre 2026

Mare Monstrum 2026: nel report di Legambiente i numeri della pressione dell'illegalità sulle coste del Paese

Nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 gli illeciti amministrativi (-10,3%): una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste

L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. Nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi, la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia: nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste del nostro Paese. Un calo, solo apparente, imputabile ad una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) e all'effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali. A guidare la classifica dell'illegalità, affermandosi come pericolo numero uno per l'ecosistema marino, quest'anno è l’inquinamento - legato alla gestione illegale di rifiuti e alla mala depurazione - con 7.317 reati (pari al 35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati (30,2%); seguono la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%), con un aumento del 52,7% rispetto al 2024 degli attrezzi e reti per la pesca sequestrati (11.243). E le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, anche in aree protette, (2.646 reati, 12,9%) che registrano un aumento di reati del 17,4% rispetto al 2024. 

È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente, elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica (SA), Angelo Vassallo. Anniversario che sarà ricordato sabato prossimo, 5 settembre in un evento pubblico nel porto di Acciaroli (SA), promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente, nel corso del quale verrà assegnato il Premio Angelo Vassallo, riconoscimento annuale per le amministrazioni locali più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità; a cui parteciperanno tra gli altri il Sindaco del comune cilentano Stefano Pisani, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato. 

Tornando alle evidenze del report, le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si concentrano il 53,6% del totale nazionale. In cima alla classifica ancora una volta la Campania (4.002), seguita da Puglia (2.599), Sicilia (2.448) e Calabria (1.929). Un trend negativo che perdura: negli ultimi 26 anni (dal 1999 ad oggi) sono stati 483.195 i reati accertati, di cui il 53,9% (260.399) concentrati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Al quinto posto, con numeri in controtendenza rispetto al dato nazionale, si colloca la Liguria, con 1.581 reati, in crescita del 9%, rispetto all'anno precedente, quando era ottava; seguono Lazio (1.443 reati), Sardegna (1.356) e Toscana (1.162). 

Come gli illeciti e i reati, in lieve calo rispetto al 2024 anche le persone denunciate (21.726, -19,2%) e quelle arrestate (93, -31,1%); mentre i sequestri effettuati sono stati 3.267 (-19,9%). Sul fronte amministrativo si registrano 37.680 sanzioni irrogate (-6,6%), per un valore complessivo di oltre 191 milioni di euro, -58,1% rispetto al 2024, a conferma di un ridimensionamento complessivo delle attività sanzionatorie rilevate. 

Di fronte a questo quadro Legambiente torna a chiedere un impegno corale che veda in prima linea Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, rafforzando il proprio ruolo nella lotta all’aggressione criminale, mettendo al centro una serie di priorità. Queste vanno dal rafforzamento del sistema dei controlli repressivi e dell'SNPA (Sistema Nazionale di Protezione Ambientale) al completamento della rete di depurazione e al rilancio dell'economia circolare delle acque reflue, mediante l'adeguamento delle reti fognarie e l'approvazione dei decreti su riuso delle acque depurate in agricoltura ed end of waste, dalla tolleranza zero contro l'abusivismo edilizio e le occupazioni illegali del demanio (attraverso il ripristino del ruolo operativo dei Prefetti per le demolizioni, uno stanziamento di 150 milioni l'anno per gli abbattimenti e sanzioni penali per i funzionari omissivi) fino alla tutela della biodiversità, garantendo il pieno recepimento delle norme sui rifiuti navali nei porti, lo stop agli scarichi oltre le 12 miglia, l'inasprimento delle sanzioni contro la pesca illegale. 

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, dichiara: “I numeri di Mare Monstrum 2026 fotografano solo la punta dell’iceberg: la quota d’illegalità sommersa continua a minacciare gravemente gli ecosistemi marini. Se nel 2025 si è registrato un calo dei reati, ciò è dovuto sia all’efficacia preventiva delle nuove pene ambientali sia a una contrazione dei controlli sul territorio. Da 28 anni Legambiente porta avanti con coraggio un impegno costante di denuncia attraverso campagne come Goletta Verde, accendendo i riflettori su piaghe quali la mala depurazione, il cemento abusivo e la pesca di frodo. Tuttavia, oltre all'azione delle nostre denunce e al prezioso lavoro quotidiano delle Capitanerie di porto e delle forze dell’ordine, serve un deciso cambio di passo da parte delle istituzioni per reprimere ulteriormente questi fenomeni. Governo, Parlamento ed enti locali devono fare fino in fondo la propria parte con interventi non più rinviabili per rafforzare il sistema dei controlli repressivi e preventivi, per proteggere il patrimonio ambientale e l'economia turistica del mare". 

Fonte: Legambiente 

1 settembre 2026

Anac: indicazioni sull’applicazione dei criteri ambientali minimi, avviata la consultazione pubblica

Al via la consultazione pubblica online sul comunicato congiunto dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, con indicazioni utili ad una corretta e uniforme applicazione della normativa in materia di criteri ambientali minimi.

Nello svolgimento delle rispettive attività istituzionali, Anac e Mase hanno riscontrato diffuse criticità nell’applicazione della disciplina dei CAM. Considerato inoltre che dal IX rapporto dell'Osservatorio appalti verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, presentato il 28 maggio 2026, è emerso che, rispetto alle stazioni appaltanti monitorate, l'indice di performance del Green public procurement (Gpp) in Italia è pari al 65%, l’Autorità e il Ministero hanno ritenuto opportuno predisporre il comunicato congiunto, che viene adesso posto in consultazione allo scopo di garantire la massima trasparenza e partecipazione ai procedimenti di regolazione. 

I soggetti interessati sono invitati far pervenire le proprie osservazioni ed i propri contributi entro le ore 12.00 del 30 settembre 2026, esclusivamente mediante il questionario online accessibile dallapagina dedicata alla consultazione, dove è consultabile la bozza di comunicato congiunto. I contributi che dovessero pervenire con modalità diverse non potranno essere tenuti in considerazione.

Fonte: Anac


28 agosto 2026

“Crescere nei piccoli comuni 2026”: stanziati 50 milioni di euro per le famiglie

Il Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato l’Avviso non competitivo “Crescere nei piccoli comuni”, finalizzato a sostenere i comuni italiani con popolazione fino a 5.000 abitanti nel rafforzamento dei servizi di prossimità e delle opportunità educative, sociali e relazionali rivolte alle famiglie. I comuni possono partecipare singolarmente o in forma associata, mediante convenzione.

L’intervento dispone di risorse pari a 50 milioni di euro, a valere sul Fondo per le politiche della famiglia 2026, e mira a promuovere attività dedicate a bambini e adolescenti, nonché iniziative volte a favorire le relazioni intergenerazionali e la coesione delle comunità locali.

I comuni interessati devono manifestare il proprio interesse utilizzando esclusivamente questo link, seguendone le istruzioni e inviando la copia sottoscritta digitalmente, via posta elettronica certificata, all’indirizzo crescereneipiccolicomuni@pec.governo.it,entro e non oltre il 29 settembre 2026, inserendo nell’oggetto della pec la dicitura“CPC2026”.
Per eventuali informazioni o richieste di chiarimento è possibile scrivere a supportoavvisocpc@governo.it.

Fonte: Dipartimento per le politiche della famiglia