15 ottobre 2026

Smart Map, bando per i Piccoli Comuni

È online sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio il bando promosso dall’assessorato al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università “Smart Map”, di concerto con l’assessorato all’Urbanistica, che stanzia 450mila euro ai Comuni e agli Enti locali del Lazio nell’ambito del Piano Triennale per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni 2025-2027.

La misura mira a incentivare e supportare la digitalizzazione della strumentazione urbanistica e territoriale dei piccoli Comuni della Regione, garantendo omogeneità nella gestione degli strumenti di pianificazione urbanistica.

L’obiettivo finale della Regione Lazio è la realizzazione del “Mosaico PRG”, un’infrastruttura informativa regionale in grado di restituire un quadro conoscitivo omogeneo, interoperabile e uniforme dello stato di pianificazione del territorio.

Possono accedere ai contributi previsti dalla misura i piccoli Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti.

Gli interventi ammissibili sono divisi in quattro ambiti:
• digitalizzazione georeferenziata degli strumenti di pianificazione,
• trasformazione dei Piani in formato digitale georeferenziato,
• erogazione di corsi di formazione per l’uso dei sistemi GIS,
• acquisto di strumentazione ICT.
La misura del contributo è prevista nel limite massimo di:
• euro 15.000,00 per progetti di digitalizzazione georeferenziata dei propri strumenti di pianificazione (a);
• euro 10.000,00 per trasformazione degli strumenti di pianificazione disponibili in formato digitale georeferenziato (b);
• euro 3.000,00 per erogazione di corsi di formazione per l’uso del GIS (c);
• euro 5.000,00 per acquisto della strumentazione ITC per la realizzazione di strumenti di pianificazione digitale georeferenziati (d)

La richiesta contributo dovrà essere redatta secondo il modello di cui all’Allegato A in lingua italiana e presentata per via telematica al seguente indirizzo pec: territorio@pec.regione.lazio.it. La richiesta deve essere compilata dal sindaco/rappresentante legale del soggetto richiedente o suo delegato e sottoscritta dal sindaco/rappresentante legale del richiedente.

A pena di inammissibilità, le domande dovranno essere presentate entro le ore 16:00 del 9 novembre 2026.

Contatti
Qualsiasi informazione relativa agli adempimenti ad esso connessi può essere richiesta ai seguenti indirizzi di posta elettronica a partire dal giorno di apertura del bando:
• segreteriatumr@regione.lazio.it
• bpianese@regione.lazio.it

14 ottobre 2026

MIT, approvato il nuovo Codice della Strada: le novità principali

Il nuovo Codice della Strada, approvato in Consiglio dei Ministri, introduce novità rilevanti che interessano gli utenti della strada. Tra le principali vi è una razionalizzazione delle sanzioni oltre alla sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione, vede un arrotondamento al ribasso degli importi rispetto alla legislazione vigente: i minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro.

Al tempo stesso, il nuovo Codice inasprisce le misure per chi circola senza assicurazione, prevedendo il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Viene inoltre introdotto l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni ed è prevista la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri.

Novità anche sul fronte delle notifiche dei verbali di contestazione, a tutela dei conducenti e del diritto alla difesa: con il nuovo testo, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata.
Viene inoltre superato l’obbligo di portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione, che potranno essere verificati telematicamente dagli organi di polizia.

Il nuovo testo semplifica anche le procedure relative al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE): tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, per garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano e in caso di inadempienza, non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle Zone a traffico limitato (ZTL).

Per quanto riguarda le due ruote, i motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, mentre per i cosiddetti cicli a propulsione, (ad esempio le bici utilizzate dai rider), scatterà l’obbligo di casco e contrassegno. Per i monopattini elettrici, invece, sarà introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.

Infine, il limite anagrafico per il trasporto professionale con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale.

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

12 ottobre 2026

Anac, attestazioni OIV 2024: rinvio del termine al 31 ottobre 2026 per la compilazione del questionario

In seguito all’avvio da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione di un’attività di monitoraggio in merito all’acquisizione nel 2025 delle attestazioni OIV/ODV riferite all’annualità 2024 di cui alla comunicazione del 3 agosto scorso, sono pervenute numerose richieste di chiarimenti.

Per tale ragione e, in particolare, per consentire all’Autorità di riscontrare quanto più compiutamente possibile le richieste pervenute, nonché per assegnare agli Enti che – in una fase iniziale, per problematiche tecniche – non hanno ricevuto tempestivamente la comunicazione, un congruo termine per lo svolgimento delle necessarie verifiche e per la compilazione del questionario, si ritiene opportuno prorogare il termine al 31 ottobre 2026 per la compilazione dell’apposito questionario, accessibile dal link presente nella comunicazione trasmessa dall’Autorità tramite messaggio PEC.
Gli Enti/Amministrazioni che hanno già provveduto alla compilazione del questionario non devono svolgere ulteriori attività.
L'Anac ha precisato anche che l’estrazione dei soggetti destinatari delle richieste di regolarizzazione è stata effettuata in modo automatizzato e ha riguardato le seguenti tre casistiche: 
1. Soggetti inadempienti in fase di monitoraggio, ossia i soggetti che non hanno superato le criticità o non hanno completato le procedure di adeguamento a seguito di un monitoraggio nel quale persistevano inadempienze. Le inadempienze possono riguardare sia problematiche relative al formato di pubblicazione dei documenti, sia criticità sulla completezza dei dati pubblicati per totale o parziale omissione delle informazioni; 
2. Soggetti inadempienti in fase di rilevazione non andati a monitoraggio; si tratta degli enti che, pur avendo presentato una rilevazione iniziale carente che avrebbe richiesto un intervento correttivo, non hanno attivato o concluso il percorso di monitoraggio; 
3. Soggetti presenti in anagrafica che non hanno presentato alcuna attestazione per l’anno 2025.
Le richieste più numerose sono pervenute dagli enti appartenenti al primo gruppo, che spesso hanno ritenuto di essere stati erroneamente destinatari della comunicazione, rilevando una assenza di criticità in sede di monitoraggio. Sul punto, si chiarisce che l’estrazione ha riguardato tutte le anomalie segnate dall’OIV, comprese quelle contenute nella colonna “PUBBLICAZIONE”. Pertanto, anche qualora la completezza dei dati all’esito del monitoraggio sia stata attestata al 100%, una eventuale pubblicazione in sezione diversa da Amministrazione Trasparente rilevata dall’OIV ha comportato l’inserimento dell’ente tra i soggetti destinatari della comunicazione. 
Sono risultati inadempienti i soggetti che hanno inserito, per quegli obblighi che non sono di competenza, valori non congrui, tipicamente “Non pubblicato” o “0%” piuttosto che il valore corretto di “Non Applicabilità (N/A)”. In tali situazioni, il soggetto può segnalare il caso utilizzando l’opzione “altro” sul questionario ed inserendo contestualmente una nuova scheda di monitoraggio con i valori corretti.
Relativamente alla compilazione del questionario, si comunica che non è richiesto alcun codice di accesso, essendo lo stesso già incluso nel link inviato via PEC. Un eventuale non corretto funzionamento di tale link potrebbe essere stato causato dal sistema di ricezione della PEC che potrebbe aver accidentalmente troncato la URL producendo un link malformato. In tali casi, è possibile copiare il link completo (da “https://...” fino a “...&lang=it” incluso) nell’apposita casella del web browser.
Si precisa che la presente news non riguarda le tempistiche stabilite dalla delibera Anac n. 168 del 15 aprile 2026 recante “Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione riferiti all’annualità 2025” (c.d. Delibera OIV 2026).

Fonte: Anac

24 settembre 2026

ARAN, contributi 2026: gli Enti locali non beneficiari di trasferimenti statali dovranno pagare su PagoPA

Con un comunicato stampa congiunto, l’ARAN e il Ministero dell’Interno comunicano che per l’anno 2026, il contributo dovuto dagli Enti locali non beneficiari di trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno sarà richiesto direttamente dall’ARAN, tramite avviso di pagamento PagoPA, inviato dall’indirizzo PEC incassi.enti.bper@pec.gruppobper.it alla PEC istituzionale di ogni singola Amministrazione, come già preannunciato con nota prot. n. 0007620 del 21/09/2026.

Nel comunicato è precisato anche che l’importo del contributo è pari a € 3,10 per dipendente, moltiplicato per il numero complessivo dei dipendenti in servizio al 31 dicembre 2024, come risultante dall’ultimo Conto Annuale pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Per eventuali chiarimenti sulla quantificazione dell’importo dovuto, è possibile contattare direttamente l’Agenzia al seguente indirizzo e-mail: riscossionecontributi@aranagenzia.it

Consulta la Tabella Enti locali 2026

Fonte: ARAN

23 settembre 2026

Anac, stazioni appaltanti: 3.967 qualificate a metà 2026

Al 30 giugno 2026 il totale delle amministrazioni qualificate è pari a 3.967, con il 20,5% per “Lavori”, il 21,8% per “Servizi e forniture” e il 57,7% per entrambi i settori. In termini assoluti, per il settore dei “Lavori” il numero di amministrazioni qualificate si attesta a 3.104 unità (di cui 813 solo per “Lavori” e 2.291 per entrambi i settori) mentre il totale per il settore “Servizi e forniture” si attesta a 3.154 unità (di cui 863 solo per “Servizi e forniture” oltre alle 2.291 per entrambi i settori).
È quanto emerge dall’ultimo Report trimestrale di Anac sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, con dati aggiornati al secondo trimestre dell’anno in corso: analisi, in cui non sono inclusi i soggetti qualificati di diritto, elaborata in base alle istanze pervenute al 30 giugno 2026 e con scadenza successiva a tale data. L’analisi fotografa quindi lo stato dell’arte al primo anno del nuovo biennio di qualificazione per la fase di progettazione e affidamento, dopo la chiusura del primo biennio “fisso” scaduto infatti il 30 giugno 2025. 

Alla metà del 2026, le istanze sono state 4.471 per “Lavori” e 4.725 per “Servizi e forniture”, testimoniando che il numero di domande di qualificazione è più alto per questo secondo settore. Le istanze che appartengono ad amministrazioni qualificate “con riserva” sono 59 (25 per “Lavori” e 34 per “Servizi e forniture”), comprendendo 45 enti distinti. La percentuale delle domande che ricevono come esito “non qualificata” è tra il 9,7 % (“Lavori”) e il 13,7% (“Servizi e forniture”) del totale: dato sostanzialmente in linea con quanto registrato al 30 giugno 2024, cioè un dopo l’entrata in vigore del primo biennio. 

Analizzando i livelli di qualificazione, il Report permette di osservare risultati simili tra i due settori anche in questo periodo di riferimento: per quanto riguarda il settore “Lavori”, il 58,3% delle amministrazioni (1.810 sul totale di 3.104 enti qualificati) ha il livello massimo, che è ottenuto nel 54,8% dei casi per il settore “Servizi e forniture” (1.728 amministrazioni sul totale di 3.154 qualificate); il livello intermedio è raggiunto rispettivamente nel 27,5% e 25,3% dei casi, e quello minimo nel 14,2% e 19,9%. La percentuale relativa al livello massimo di qualificazione sale rispettivamente all’80,1% e al 75,3% nel caso dei soggetti che svolgono funzioni di centralizzazione delle committenze, che sono il 13,8% (428 su 3.104) delle amministrazioni qualificate nel settore “Lavori” e il 12,3% (388 su 3.154) di quelle nel settore “Servizi e forniture”. Risultati simili tra i due settori si registrano anche per quanto riguarda i soggetti qualificati per i contratti di partenariato (44% nel caso dei “Lavori” e 42% in quello dei “Servizi e forniture”). 

L’analisi sugli enti che hanno presentato domanda sia nel primo sia nel nuovo biennio, mostra che, di 3.271 stazioni appaltanti e centrali di committenza nel settore “Lavori”, circa 2.619 hanno lo stesso risultato di “qualificata”, ma 92 precedentemente qualificate nel vecchio biennio sono ora non qualificate. Risulta anche in questo periodo di analisi un alto numero di enti (204) che precedentemente non erano qualificati ma ora lo sono. 
Nel settore “Servizi e forniture”, di 3.668 stazioni appaltanti e centrali di committenza, 3.049 hanno il risultato di “qualificata” in entrambi i bienni ma, rispetto al settore “Lavori”, un numero maggiore di qualificate nel precedente biennio è ora non qualificato (275). Dato che può essere spiegato con il fatto che non c’è stato un allargamento del perimetro delle gare, ai fini dell’ottenimento di punteggi per l’esperienza, come invece avvenuto in quello dei “Lavori” per il quale vengono ora considerati i Cig sopra 150mila euro, mentre nel precedente biennio si consideravano solo quelli sopra 500mila euro. Analizzando le due aree di valutazione che sono rimaste uguali - in termini di punteggi massimi attribuibili - tra i due bienni, il Report osserva come sia l’esperienza nelle gare, rispetto a formazione e competenze del personale, la leva su cui le stazioni appaltanti fanno più affidamento in sede di attribuzione dei punteggi. 
Quanto alla qualificazione per l’esecuzione, introdotta dal Correttivo al Codice dal 1° gennaio 2025, al 30 giugno 2026 sono 6.510 le stazioni qualificate, con il 14,3% per “Lavori”, il 17,2% per “Servizi e forniture” e il 68,5% per entrambi i settori. Poche amministrazioni chiedono un livello più elevato di qualificazione per la fase di esecuzione rispetto a quello ottenuto per progettazione e affidamento. La Lombardia è la regione nella quale si presentano più domande di qualificazione per l’esecuzione (circa il 23% del totale) seguita da Veneto, Piemonte e Emilia-Romagna.

Ulteriori dati su centrali di committenza ed amministrazioni convenzionate, distribuzione delle amministrazioni qualificate per regione, punteggi riguardanti “competenze” e “formazione” del personale, nonché comparazione tra Comuni sotto e sopra i 15mila abitanti sono consultabili nel Report di Anac.

Fonte: Anac