Tributi locali, il condono a tempo

di Sergio Trovato
Avvocato Patrocinante in Cassazione

Il condono delle violazioni commesse in materia di tributi locali è un evento del tutto eccezionale.

I comuni, infatti, non possono istituire con regolamento la sanatoria dei tributi locali senza un limite temporale. La definizione agevolata prevista dalla legge 289/2002 riguardava solo le violazioni commesse negli anni antecedenti alla sua entrata in vigore. In questi termini si è espressa la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Campania, con il parere 143/2016.
Secondo i giudici contabili non si possono introdurre fattispecie di condono per un periodo indefinito, anche se la legge non ha stabilito espressamente l’ambito di operatività della sanatoria. L’articolo 13 della legge 289/2002 “deve essere oggetto di stretta interpretazione considerato che l’istituzione di meccanismi di “definizione agevolata” relativamente ad obblighi rimasti totalmente o parzialmente inadempiuti da parte di contribuenti ha (o dovrebbe avere) indubbiamente natura di evento eccezionale nell’ambito dell’ordinamento giuridico”. 

Articolo 49 della Costituzione, una proposta in cammino

di Alessandra De Santis

“Onorevoli Senatori – (…)Se si parla di moralizzare la vita pubblica(…) A questo scopo con il disegno di legge, che ho l’onore di presentare, viene fatto obbligo ai rappresentanti dei partiti di depositare nella cancelleria del tribunale competente lo statuto e le successive variazioni, firmato dal presidente e dal segretario generale. Questo atto basta per potere attribuire al partito la personalità giuridica e in tale veste potere anche possedere beni stabili e mobili senza alcuna autorizzazione preventiva(…)Non ho previsto il caso che lo statuto contenga disposizioni non consoni al metodo democratico prescritto dalla Costituzione(…) una volta stabilito l’obbligo del deposito dello statuto con l’effetto dell’acquisto della personalità giuridica, la discussione sul metodo democratico dei partiti prenderà aspetto concreto in base ad una elaborazione teorica e pratica che non mancherà da parte di giuristi e di interessati(…)Occorre ridare fiducia al Paese che la legge dovrà essere osservata e che la moralizzazione della vita pubblica non ammette condiscendenze riguardo la formazione del principale e fondamentale organo statale, il Parlamento, sul quale poggia tutta la struttura politico-giuridica della Repubblica italiana”. Estratto dal Comunicato alla presidenza il 16 settembre 1958, DL d’iniziativa del senatore Luigi Sturzo: Disposizioni riguardanti i partiti politici e i candidati alle elezioni politiche e amministrative

Dalle Province agli Enti di governo di area vasta

di Gaetano Palombelli, UPI

La legge 56/2014 ha avviato il superamento dell’ordinamento provinciale uniforme ereditato dagli albori dello Stato unitario, attraverso l’istituzione delle Città metropolitane (ad oltre 20 anni dal loro annuncio) e la trasformazione delle Province in enti di secondo grado.

Il Governo politico di secondo grado delle Province è stato introdotto ormai in tutte le regioni a statuto ordinario e si completerà tra qualche settimana con il rinnovo degli organi delle 7 Province in scadenza nel 2016. Parallelamente è stato avviato il riordino degli enti di area vasta anche nelle regioni a statuto speciale, con soluzioni differenziate che comunque configurano gli enti di area vasta come enti di derivazione comunale.