8 giugno 2026

Legambiente: Marcetelli (RI) è il borgo più piccolo del Lazio e comune più boscoso d'Italia

Torna Voler Bene all’Italia, la storica campagna nazionale di Legambiente dedicata ai piccoli comuni. 

A Marcetelli, in provincia di Rieti, è stato presentato il rapporto “Foreste in Comune”: la prima indagine nazionale che analizza la presenza del patrimonio forestale nei comuni italiani e il suo rapporto con popolazione, economia e dinamiche territoriali. La ricerca è promossa da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM e Legambiente.

La scelta di Marcetelli come luogo di presentazione non è casuale: quello che, per popolazione è il più piccolo comune del Lazio, è infatti risultato dall’analisi, il comune più boscoso d’Italia, con il 98,49% del territorio coperto da foreste, primato che racconta valore ambientale, specificità, esigenze ed evidenze dei piccoli Comuni nel Lazio.

Tra i dati più significativi per il Lazio emerge inoltre la presenza di altri due comuni nella classifica nazionale dei territori con la maggiore presenza forestale: Percile e Rocca Canterano, entrambi in Città Metropolitana di Roma, rispettivamente terzo in Italia con il 96,99% del territorio coperto da boschi, e decimo con oltre il 95%. Tutti e 3 sono piccoli comuni; particolarmente significativo il caso di Marcetelli, dove il patrimonio boschivo genera un valore stimato di quasi 8 milioni di euro all’anno attraverso i servizi ecosistemici forniti dal bosco, dalla cattura della CO₂ alla tutela delle risorse idriche, dalla protezione del suolo alla conservazione della biodiversità.

Lo studio mostra un’Italia con sempre più foreste che hanno superato i 100.000 kmq di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale. Nel Lazio i boschi coprono il 35,6% del territorio, con un'estensione totale di oltre 614.256 ettari. I primi 3 comuni della regione per ettari assoluti di foresta sono Roma con 16.152 ha, Leonessa con 12.491 e Tolfa con 11.366.

“Il Lazio ha nel proprio patrimonio forestale e nei suoi Piccoli Comuni una sconfinata ricchezza ambientale e territoriale – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – è per questo che per la tappa nazionale di Voler Bene all’Italia si è scelto Marcetelli, il comune più piccolo del Lazio per popolazione e quello con maggior percentuale di territorio boscoso del Paese. Qui emerge chiaramente il ruolo strategico di piccoli comuni e aree interne per tutela della biodiversità, contrasto alla crisi climatica e produzione di servizi ecosistemici essenziali per tutti, ma anche l’evidenza di un’avanzata delle foreste che arrivano con la diminuzione della popolazione. Per valorizzare seriamente questo patrimonio serve una politica di sostegno ai piccoli comuni generativa di investimenti nella sana gestione forestale, così come strumenti capaci di riconoscere il valore socio-economico che i boschi che custodiscono: è così che si fanno rifiorire piccole grandi economie, anche grazie alle quali contrastare quel flusso inarrestabile che fa rigonfiare sempre di più di popolazione le aree urbane, puntando a far rinascere i piccoli borghi, capaci invece di garantire altissima qualità ambientale e di vita.”

La ricerca infatti evidenzia come il patrimonio forestale non rappresenti soltanto una risorsa ambientale, ma anche una leva per costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile, attrattività territoriale e qualità della vita nelle aree interne e montane, obiettivi che da oltre vent’anni sono al centro della campagna Voler Bene all’Italia promossa da Legambiente.

Leggi il Rapporto completo al link:

Fonte: Legambiente Lazio

5 giugno 2026

Unioni di comuni e comunità montane, novità dal Viminale sui contributi statali 2026

Il Ministero dell’Interno ha approvato le modalità di certificazione per l’assegnazione nel 2026 del contributo erariale destinato alle unioni di comuni e alle comunità montane che gestiscono servizi in forma associata. 

Nella Gazzetta Ufficiale del 4 giugno è stato pubblicato il provvedimento che stabilisce procedure, criteri e termini per l’accesso ai fondi statali.
Il contributo potrà essere richiesto dalle unioni di comuni e dalle comunità montane mediante una certificazione telematica disponibile sul Sistema certificazioni enti locali (Tbel).

Il contributo sarà determinato in base alle risorse disponibili e al numero delle richieste presentate. 
La certificazione dovrà essere compilata in formato informatico e firmata digitalmente sia dal rappresentante legale dell’ente sia dal responsabile del servizio finanziario e la trasmissione dovrà avvenire esclusivamente online entro le ore 24 del 30 settembre 2026: il termine è perentorio e il mancato rispetto comporterà la decadenza dal beneficio.

Leggi il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

3 giugno 2026

Anac, manodopera e ritocchi legittimi: ammessi purché non si alteri l'offerta iniziale

Con parere di precontenzioso n.161, approvato dal Consiglio dell’Autorità del 6 maggio 2026, Anac ha chiarito che è legittimo variare o modificare le giustificazioni rese in sede di offerte sui costi della manodopera a condizione che non si determini una modifica dell’offerta originariamente formulata.

“E’ accoglibile – scrive Anac nel parere approvato – una modifica delle giustificazioni delle singole voci di costo finalizzate a rimediare originari e comprovati errori di calcolo, sempre che resti ferma l’entità iniziale dell’offerta economica nel rispetto del principio dell’immodificabilità. E’ possibile, pertanto, apportare modifiche alle giustificazioni relative all’offerta economica, inclusi aggiustamenti e compensazioni tra voci di costo, purché l’offerta rimanga affidabile per l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto e che le modifiche, non portino a un’offerta completamente diversa da quella presentata inizialmente”.

Il principio di immodificabilità dell’offerta economica non riguarda infatti le giustificazioni economiche dell’offerta le quali possono essere variate: in altre parole, un concorrente può apportare modifiche alle spiegazioni relative alla composizione delle voci di costo dell’offerta, ma l’importo complessivo dell’offerta non può essere alterato. Le modifiche non possono essere, pertanto, considerate ammissibili se intaccano il principio dell’intangibilità sostanziale dell’offerta (economica, ma anche tecnica).

Nel caso concreto, riguardante un appalto integrato per lavori di manutenzione straordinaria di un immobile dell’Università degli Studi di Napoli, il costo complessivo della manodopera non risulta essere stato alterato, rimanendo sempre il medesimo. La rimodulazione del monte ore è apparsa coerente con la durata dell’appalto di 360 giorni. Anche dal punto di vista operativo, la composizione delle squadre di lavoro (coordinate dal capocantiere e composte dalle varie figure di operaio) è risultata coerente con l’offerta originaria anche nella nuova relazione giustificativa.

Pertanto, afferma Anac, non vi è stata illegittima alterazione del costo della manodopera, sia dal punto di vista economico, che tecnico. L’intangibilità dell’offerta, infatti, era stata posta come la principale condizione per il rinnovo procedimentale effettuato dalla stazione appaltante sulla base della delibera de qua, la cui attuazione, pertanto, anche da questo punto di vista risulta priva di criticità, quanto meno alla luce dei rilievi formulati dall’istante.

 Leggi il Parere di precontenzioso n. 161 del 6 maggio 2026

29 maggio 2026

Il Whistleblowing negli Enti di diritto privato. Prime esperienze a confronto

Si tiene giovedì 11 giugno 2026 il Convegno “Il Whistleblowing negli Enti di diritto privato. Prime esperienze a confronto”, organizzato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nella Sala Serianni di Palazzo Firenze a Roma (Piazza Firenze).

L’evento, in programma dalle ore 10 alle ore 16, rappresenta un’occasione di approfondimento e condivisione sulle modalità di gestione delle segnalazioni, sull’adeguamento dei canali interni e sull’applicazione uniforme ed efficace della normativa in materia di whistleblowing in relazione ai soggetti del settore privato nonché alle società pur rientranti nel settore pubblico a cui la stessa normativa si applica.  

Il programma del convegno

Avviata con i saluti istituzionali del Presidente dell'Autorità, Giuseppe Busia, la giornata di lavori è articolata in diverse sessioni coordinate dai Consiglieri Anac Laura Valli e Paolo Giacomazzo:
10:00
Saluti istituzionali
Giuseppe Busia, Presidente ANAC

10:15
Apertura dei lavori
Laura Valli, Consigliera ANAC

10:20
Il whistleblowing nelle società in controllo pubblico:
presentazione dei risultati della ricerca PRIN 2022
Intervengono:
Alberto de Chiara, Professore di Diritto amministrativo – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Federica Lombardi, Professoressa di Diritto amministrativo – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Michela Grani, Dottoressa di ricerca – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Marta Maurino, Assegnista di ricerca – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Gaetano Zarrillo, Componente unità di ricerca PRIN IntegraPA

11:00
La comunità di pratica come modello collaborativo
Valentina Lostorto, Coordinatrice del Dipartimento Regole e funzionamento delle pubbliche amministrazioni – SNA

11:20
Le Linee guida ANAC sui canali interni di segnalazione
Alessia Ferrara, Funzionaria ANAC
Samuele Zagagnoni, Funzionario ANAC

12:00
L’attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937 da parte degli Stati membri: la review della Commissione europea
Paul Hafellner, Legal Officer – Commissione europea

12:20
Q&A
12:40
Lunch break

14:00
Il Whistleblowing negli enti di diritto privato: criticità ed esperienze applicative
Modera:
Paolo Giacomazzo, Consigliere ANAC
Partecipano:
Antonio Matonti, Direttore Area Affari Legislativi e Regionali, Diritto d’Impresa – Confindustria
Valentina Miscischia, Assonime
Luca Antonetto, Consigliere AODV231
Enrico Carloni, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche – Università degli Studi di Perugia

15:45 
Q&A

16:00
Conclusione dei lavori
Laura Valli, Consigliera ANAC




27 maggio 2026

Viminale, contributi ai servizi associati: il decreto con le regole per la certificazione 2026

Il Ministero dell’Interno ha definito le modalità di certificazione per le unioni di comuni e le comunità montane che nel 2026 gestiscono servizi in forma associata e intendono accedere ai contributi erariali previsti.

Con il decreto del 26 maggio 2026, vengono stabilite procedure, termini e criteri per la trasmissione dei dati necessari all’assegnazione delle risorse statali.

L’invio delle certificazioni dovrà avvenire esclusivamente in modalità telematica attraverso il Sistema Certificazioni Enti Locali (area certificati TBEL) del portale della finanza locale, in linea con le norme sulla digitalizzazione e semplificazione amministrativa.

Per ottenere il contributo, gli enti interessati dovranno trasmettere la documentazione entro le ore 24 del 30 settembre 2026, termine fissato a pena di decadenza.

Per il 2026, saranno interessate dalle risorse statali regioni come Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Campania e Sicilia, secondo quanto stabilito dalle intese raggiunte in Conferenza unificata.

Leggi il Decreto 26 maggio 2026 pubblicato sul sito del Viminale