21 luglio 2026

Piccoli Comuni, al via il bando da 1,4 milioni del Ministero della Cultura

Il Ministero della Cultura ha pubblicato il bando “Cultura nei piccoli comuni”.
L'iniziativa si inserisce nelle politiche nazionali di rigenerazione culturale e sviluppo territoriale e per la prima edizione sono rese disponibili risorse pari a 1.445.100 euro, destinate a sostenere progetti capaci di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, rafforzare la coesione sociale e promuovere modelli di sviluppo sostenibile.
L’avviso ha l'obiettivo di incentivare la crescita delle imprese culturali e creative, favorire la nascita di partenariati tra enti pubblici, soggetti privati, istituzioni formative e realtà del terzo settore, oltre a migliorare l’offerta culturale locale anche attraverso l’impiego delle tecnologie digitali. Tra gli obiettivi rientrano anche la valorizzazione delle identità territoriali e la creazione di nuove opportunità occupazionali nel medio e lungo periodo.
La partecipazione è riservata a Comuni italiani con una popolazione inferiore a 25.000 abitanti, secondo i dati ISTAT al 1° gennaio 2025. 

Le candidature devono essere presentate esclusivamente tramite il Portale Bandi della Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Il termine per l’invio delle domande è fissato alle ore 12 del 31 agosto 2026. 

17 luglio 2026

Anac, Collegi consultivi tecnici: verificare conflitti di interesse e limite al numero di incarichi

Acquisire prima del conferimento dell'incarico le dichiarazioni relative al conflitto di interesse dei componenti dei Collegi consultivi tecnici (CCT) e svolgere le opportune verifiche, accertando anche il rispetto dei limiti al numero degli incarichi previsti dal Codice dei contratti pubblici. È quanto evidenzia Anac nella delibera n. 258, approvata dal Consiglio del 7 luglio 2026, con cui l’Autorità ha inteso fornire ulteriori indicazioni in merito al conferimento degli incarichi di componenti dei CCT. 
La delibera a carattere generale richiama l'attenzione delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti sulla necessità di assicurare che gli incarichi di componente dei Collegi consultivi tecnici siano svolti in assenza di situazioni di conflitto di interesse e nel rispetto dei limiti fissati dal Codice degli Appalti, anche in considerazione della rilevanza economica dei contratti per i quali i Collegi sono chiamati a svolgere la funzione di prevenzione e composizione stragiudiziale delle controversie e dispute tecniche.
L'Autorità nazionale anticorruzione ricorda che il Codice dei contratti pubblici attribuisce particolare rilievo all'indipendenza di giudizio e di valutazione dei CCT, anche in ragione dei rilevanti compiti che questi svolgono e per i quali hanno la possibilità “di incidere sulle vicende del contratto”, si legge nella delibera, dato che, esprimendosi “su questioni giuridiche o amministrative”, possono influenzare “il risultato, gli esiti e la gestione dell’appalto o della concessione. Le loro decisioni, peraltro, qualora le parti gli attribuiscano natura di lodo contrattuale, ai sensi dell'art. 808-ter del Codice di procedura civile, diventerebbero vincolanti e il loro mancato rispetto esporrebbe i funzionari pubblici al rischio di danno erariale”. 
Il legislatore ha ritenuto infatti necessario assicurare il rispetto della disciplina in materia di conflitto di interesse nel settore dei contratti pubblici anche per gli incarichi dei componenti di tali Collegi, la cui costituzione è obbligatoria in casi di lavori (compresi quelli realizzati tramite concessione e Partenariato Pubblico-Privato) di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza europea. 
Prima della nomina quindi – specifica la delibera – i componenti devono rendere le dichiarazioni previste dall'articolo 16 del Codice degli Appalti in materia di conflitto di interessi, che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono tenuti a verificare, accertando l'assenza di precedenti attività funzionali svolte con riferimento all'appalto per il quale il Collegio è istituito. Si tratta di uno strumento di gestione del conflitto in linea con il Piano Nazionale Anticorruzione 2025, che raccomanda specifici controlli interni sulle dichiarazioni rese dai componenti dei CCT in ordine all'assenza di conflitti di interesse e di situazioni di incompatibilità.
La delibera richiama inoltre il limite previsto (dall'Allegato V.2 del Codice) sul numero di incarichi, secondo cui ciascun componente non può ricoprirne più di cinque contemporaneamente e comunque non più di dieci nell'arco di due anni. Le dichiarazioni rese dai componenti dovrebbero pertanto attestare anche il rispetto di tale limite, spiega la delibera, che entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione del relativo avviso in Gazzetta Ufficiale.
Nelle conclusioni, l'Anac invita le stazioni appaltanti e gli enti concedenti a prevedere l'acquisizione e la verifica delle dichiarazioni e a inserire nei provvedimenti di conferimento degli incarichi apposite clausole che attestino l'avvenuto accertamento dell'assenza di situazioni di conflitto di interesse, delle ulteriori cause di incompatibilità previste dall’Allegato V.2 del Codice e del rispetto dei limiti sul numero di incarichi.

15 luglio 2026

Pnrr, Pubblicata la graduatoria per l’assegnazione delle risorse per esigenze urgenti

È stato pubblicato l’Avviso pubblico n. 135383 per la presentazione di richieste di finanziamento per far fronte a esigenze indifferibili e urgenti per completare gli interventi e garantire il conseguimento dei target PNRR.
L’Avviso è rivolto agli Enti Locali che già si trovino in qualità di soggetti attuatori degli interventi del PNRR finanziati nell’ambito delle misure a titolarità del Ministero dell’Istruzione e del Merito.


Aree interne, i 10 obiettivi di ALI al governo


di Maria Enrica Rubino

Le aree interne, con le loro criticità e potenzialità, sono state al centro del secondo Meeting nazionale organizzato da ALI Autonomie Locali Italiane nei giorni scorsi, a San Donato Val di Comino. 

La giornata, ricca di dibattiti e confronti, ha visto la partecipazione di più di 160 amministratori, politici, rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, che si sono interrogati sul futuro di tale aree che sono tra le più fragili del nostro Paese, ma che, al tempo stesso, racchiudono potenzialità e risorse strategiche. 

Dopo i saluti istituzionali da parte del sindaco di San Donato Val di Comino e direttore di ALI Lazio, Enrico Pittiglio, del presidente del ALI Lazio, Luca Abbruzzetti, e del segretario generale di ALI, Valerio Lucciarini De Vincenzi, il dibattito è entrato nel vivo con una serie di testimonianze riportate da sindaci di comuni appartenenti alle aree interne del nostro Paese, da rappresentanti di associazioni territoriali, GAL, docenti universitari ed esponenti della politica nazionale.

Significativo l'intervento del presidente di ALI e sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha ribadito la necessità di una politica nazionale stabile per le aree interne, che preveda risorse certe, servizi di qualità e opportunità di sviluppo. Sulla stessa linea anche il discorso di Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del PD, che ha fatto leva sull'impegno da mettere in campo come partito, per dare risposte concrete e immediate su scuola, trasporti, sanità, tpl in queste aree. La Bonafoni ha illustrato anche le tre proposte di legge a firma PD, in cui cruciale è il tema del diritto a restare e il diritto a tornare, puntando, quindi, sulle nuove generazioni contro il rischio di spopolamento.

Nel corso dell'iniziativa, ALI ha presentato i 10 impegni concreti per trasformare la Strategia Nazionale delle Aree interne in una politica stabile, che sia in grado di garantire diritti, servizi, sviluppo e nuove opportunità. La proposta dell'Associazione si rivolge al Governo con l'obiettivo di rafforzare la coesione territoriale e costruire le basi per il futuro dei territori più fragili del Paese.

Il primo impegno consiste nell'obiettivo di trasformare la SNAI in una politica permanente della Repubblica, ovvero una politica ordinaria che sia in grado di garantire continuità agli interventi. A tal fine, occorre una programmazione pluriennale, risorse certe e una governance stabile per superare la frammentazione delle politiche territoriali. Per ALI, soltanto una strategia permanente può assicurare ai Comuni strumenti adeguati per programmare lo sviluppo e affrontare le sfide demografiche, economiche e sociali.

Recuperare in tempi brevi il ritardo nell'attuazione della Strategia.
E' questo il secondo impegno da portare a termine. Nell'ambito della Programmazione 2021-2027 sono state approvate soltanto 22 Strategie d'Area rispetto alle 124 previste. La richiesta, da parte di ALI, è di accelerare l'attuazione mediante un cronoprogramma pubblico, in tempi certi e strumenti di monitoraggio trasparenti.

Costruire una politica unitaria per i territori fragili.
Il terzo punto riguarda la necessità di superare la frammentazione normativa che, ad oggi, causa sovrapposizioni e contraddizioni, ne è un esempio la revisione e la riclassificazione dei Comuni montani. Pertanto, aree interne, montagna, Piccoli comuni e territori rurali, per ALI, devono essere parte di un'unica politica nazionale di riequilibrio territoriale.

Rafforzare la capacità amministrativa dei Comuni.
Per ALI, è necessario un Piano nazionale straordinario per il personale dei Comuni, che comprenda nuove assunzioni, formazione continua e valorizzazione delle competenze tecniche e digitali. Occorre rafforzare la progettazione, sostenere le gestioni associate e introdurre incentivi per investire su personale qualificato.

Riformare il sistema delle autonomie locali.
Il quinto impegno presentato da ALI riguarda una revisione organica del sistema delle autonomie locali. Nello specifico, le Province dovrebbero tornare a svolgere una funzione strategica di coordinamento, diventando hub di servizi a supporto dei Comuni. E' necessario anche incentivare e rafforzare le fusioni e le forme associative tra enti locali.

Garantire servizi essenziali come diritti di cittadinanza.    
Di fondamentale importanza, per ALI, è garantire scuola, mobilità, connettività digitale e servizi sociali quali diritti fondamentali, che non siano valutati soltanto in base ai costi. Puntare al contrasto alla spopolamento investendo su medici, insegnanti e personale sanitario, che scelgano le aree interne come luoghi di lavoro. La telemedicina, l'assistenza territoriale, nuovi modelli di scuola sono fattori da rafforzare.

Valorizzare il contributo delle aree interne allo sviluppo sostenibile. 
Le aree interne producono beni pubblici di valore nazionale: tutela del paesaggio, risorse idriche, biodiversità, agricoltura di qualità e patrimonio culturale. Un contributo che, per ALI, deve essere riconosciuto anche nella distribuzione delle risorse nazionali. Secondo l'Associazione, servono strumenti permanenti per sostenere i servizi ecosistemici, la gestione forestale e le filiere agroalimentari di qualità.

Rendere le aree interne un laboratorio nazionale dell'innovazione. 
Per ALI, le piattaforme condivise, la gestione intelligente dei dati e servizi digitali possono rafforzare la capacità dei Comuni. Inoltre, il digitale e l'intelligenza artificiale possono contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare la qualità della vita.

Integrare la Strategia con l'Agenda 2030 e la politica europea di coesione.
Le aree interne sono una risorsa strategica per costruire un modello europeo basato sulla coesione territoriale. possono essere il principale laboratorio italiano del principio europeo del Right to Stay, il diritto di restare.

Una politica di coesione efficace significa ridurre le disuguaglianze e promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile.

Fare del diritto di rimanere una politica della Repubblica

Nessuno deve essere costretto ad abbandonare il proprio territorio per mancanza di servizi, lavoro o opportunità.

Per rendere effettivo il diritto di rimanere servono, secondo la proposta di ALI, incentivi alle imprese, sostegno ai giovani, politiche per l'abitare e nuove opportunità occupazionali.

Garantire la libertà di restare significa dare piena attuazione ai principi di uguaglianza, solidarietà e coesione sanciti dalla Costituzione, si legge nell'ultimo punto della proposta di ALI Autonomie Locali Italiane.


 
 




30 giugno 2026

Enti locali e rottamazione dei crediti: slitta al 31 luglio il termine per aderire

La Commissione Finanze del Senato ha approvato una proroga di un mese per consentire a Comuni, Province, Città metropolitane e altri enti di decidere se aderire alla definizione agevolata dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il termine per adottare la delibera non sarà più il 30 giugno ma il 31 luglio 2026.
La novità è contenuta nel disegno di legge di conversione del decreto fiscale (Dl n. 63/2026) e si basa sulle richieste avanzate dalle autonomie locali, che avevano segnalato la necessità di più tempo per valutare gli effetti della misura sui bilanci e sull’attività di riscossione.
Lo slittamento comporta anche il rinvio delle fasi operative successive. I contribuenti potranno consultare, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, i carichi definibili a partire dal 15 ottobre 2026, anziché dal 15 settembre.
Viene posticipato anche il periodo per presentare la domanda di adesione alla definizione agevolata: sarà possibile inviare o integrare la richiesta dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
Infine, è stato rinviato anche il calendario dei pagamenti. Le somme dovute potranno essere versate in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con interessi del 3% annuo sulle somme rateizzate a partire dal 1° aprile 2027. Entro il 28 febbraio 2027, inoltre, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà comunicare ai contribuenti l’importo dovuto, il piano di rateizzazione e le relative scadenze.

Fonte: Senato