Nella seduta della Conferenza Stato-città e autonomie locali del 21 gennaio 2026, sono stati approvati all’unanimità i criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale (FSC) per l’anno 2026. La decisione segue la nota metodologica approvata dalla Commissione Tecnica per i Fabbisogni Standard il 15 gennaio, dopo le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2026.
I criteri di riparto vengono determinati a partire
dalle somme attribuite ai sensi del DPCM del 16 aprile 2025 aggiornando la
popolazione dei comuni sulla base del dato ISTAT della popolazione residente al
19 settembre 2025 e l’anagrafica dei 7.325 enti esistenti alla medesima data.
La dotazione finale del FSC per l’anno 2026 è stata determinata per un importo
pari ad euro 7.190.984.384, di cui euro 6.111.605.604 destinati ai comuni delle
regioni a statuto ordinario ed i restanti euro 774.472.988 ai comuni della
Regione Siciliana e della Sardegna.
È stata prevista l’ipotesi di uscita di Roma Capitale
dalla parte perequativa del Fondo di solidarietà comunale, dando seguito a
quanto previsto all’articolo 1 della legge n. 199 del 30 dicembre 2025. Il
versamento complessivo a titolo di risorse storiche e perequazione a carico del
comune di Roma Capitale è stato determinato in euro 79.622.195 nell'anno 2026 a
titolo di risorse storiche e perequazione a carico del comune di Roma Capitale
sulla base della differenza tra capacità e fabbisogni standard.
«L’approvazione dei criteri di riparto del Fondo di
solidarietà comunale 2026 – ha sottolineato il sottosegretario Ferro -
rappresenta un passaggio importante che assicura certezze e stabilità ai
bilanci dei comuni. La scelta, prevista dalla nuova legge, di escludere Roma
Capitale dal meccanismo perequativo rende il Fondo più equo e funzionale, con
effetti positivi sia per la Capitale - destinataria di poteri e risorse
adeguate con il nuovo Ddl costituzionale - sia per tutti gli altri enti locali.
Il Governo Meloni così come tutte le strutture del ministero dell’interno, a
partire dall’impegno del ministro Matteo Piantedosi, confermano così la massima
attenzione e vicinanza alle esigenze dei comuni, nel segno di un confronto
costante e di un sostegno concreto alle autonomie locali e ai territori».
