Con il decreto del 30 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 maggio, vengono modificati i criteri di ripartizione del Fondo per le mense scolastiche biologiche.
Il provvedimento, adottato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste insieme al Ministero dell’Istruzione e del Merito, entrerà in vigore a partire dalla distribuzione delle risorse relative all’anno 2026.
Il Fondo continuerà a essere ripartito tra Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, con quote determinate annualmente. Per le Province autonome, le somme assegnate saranno accantonate e acquisite all’erario, come previsto dalla normativa vigente, senza essere trasferite ai rispettivi bilanci.
La quota principale delle risorse, pari ad almeno l’86% del Fondo, sarà distribuita in base al numero dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica rilevati al 31 marzo di ogni anno.
Le Regioni beneficiarie dovranno trasmettere entro il 31 luglio di ogni anno una relazione al Ministero dell’Agricoltura per documentare le iniziative realizzate nell’anno precedente e i risultati ottenuti, in particolare rispetto alla riduzione dei costi sostenuti dalle famiglie per il servizio di mensa biologica.
Una quota aggiuntiva, fino al 14% del Fondo, sarà invece assegnata sulla base della popolazione scolastica certificata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le risorse serviranno a finanziare attività di informazione, promozione e accompagnamento al servizio di refezione scolastica.