Riforma legge elettorale, il Governo pone la fiducia

Di Maria Enrica Rubino

È arrivata nel pomeriggio la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale, il Rosatellum bis, che prende il nome dal capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ‘padre’ della legge. A comunicarlo in Aula alla Camera dei deputati, tra non poche proteste dei deputati di Mdp e M5S,  la Ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

Per l’esattezza, le fiducie saranno tre, ovvero sui primi tre articoli dei cinque di cui si compone la legge elettorale e saranno votate da domani nell'Aula della Camera.
I capigruppo di Montecitorio hanno deciso che domani si voteranno le prime due e la terza sarà votata giovedì.
 La prima fiducia, sull'articolo uno si voterà dunque dalle 15:45; le dichiarazioni di voto avranno inizio dalle 13:45. La seconda fiducia, sull'articolo 2 sarà votata dalle 19:30, mentre la terza fiducia, sull'articolo 3 si voterà giovedì dalle 11. Nella giornata di giovedì saranno esaminati dall'Assemblea di Montecitorio gli altri due articoli del testo, su cui insistono una ventina di emendamenti, tutti da esaminare a scrutinio palese. Nella stessa giornata verranno esaminati, poi, gli ordini del giorno e ci saranno le dichiarazioni di voto finali ed il voto finale. Votazione, quest’ultima, che in base al regolamento di Montecitorio è "secretabile". 

E in mattinata, poche ore prima della comunicazione da parte del Governo della questione di fiducia, Ettore Rosato, capogruppo alla Camera, si era espresso:«Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo».


Intanto, M5S e Mdp chiamano a mobilitarsi contro la fiducia con proteste e manifestazioni, come quella preannunciata da Pierluigi Bersani su Twitter, in nome della “democrazia”.