Senato: Sì al Rosatellum bis, ora è legge

Di Maria Enrica Rubino

Nella tarda mattinata di oggi il Senato ha definitivamente approvato il 'Rosatellum bis' che diventa, quindi, la nuova legge elettorale. A votare Sì, nell’ultima votazione senza fiducia, sono stati 214 senatori, appartenenti ai partiti di maggioranza PD e Alternativa-Popolare, con Forza Italia, Lega Nord e ALA-Scelta Civica, il gruppo del Senatore Denis Verdini. 61 i senatori che hanno votato No, ovvero Movimento 5 Stelle, Mdp e Sinistra Italiana – Possibile.
Nella giornata di ieri il Senato aveva approvato 5 articoli della legge con voto di fiducia. Votazione che ha consentito di rendere più rapide le procedure di approvazione, ma a cui non hanno preso parte i senatori di Forza Italia e Lega Nord, i quali, pur essendo favorevoli alla legge, sono usciti dall’Aula al momento della votazione, in quanto esponenti dell’opposizione.
Qualche ora dopo la votazione, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha rassegnato le proprie dimissioni dal gruppo Pd e, come specificato in una nota di Palazzo Madama, "ai sensi del Regolamento sarà iscritto d'ufficio al Gruppo misto del Senato". A quanto si apprende, Grasso non si riconoscerebbe più nel partito, né sul merito né con i metodi operati dallo stesso.

Intanto, la legge elettorale sarà operativa a metà dicembre, quando verrà completata la delega dei collegi.

Come funziona il nuovo sistema elettorale

Il Rosatellum bis delinea un sistema elettorale misto. 231 seggi alla Camera (a cui si aggiunge un collegio in Valle D’Aosta) e 109 seggi al Senato (a cui si aggiunge un collegio in Valle D’Aosta e sei collegi in Trentino-Alto Adige) saranno assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui viene proclamato eletto il candidato più votato, 12 deputati e 6 senatori saranno eletti nei collegi esteri. Se più liste sono collegate in una coalizione a un medesimo candidato uninominale e l’elettore vota solo il candidato nel collegio, i voti così espressi saranno attribuiti pro quota tra le liste proporzionali secondo le opzioni già espresse dagli altri elettori. Le coalizioni dovranno essere omogenee sul piano nazionale.      
I restanti 386 seggi alla Camera saranno attribuiti in collegi plurinominali con formula proporzionale, utilizzando il metodo del quoziente: gli sbarramenti sono del 10% per le coalizioni e del 3% per le liste, nonché del 20% regionale (o 2 collegi vinti) per le liste delle minoranze linguistiche. Stessa formula al Senato: i restanti 193 senatori saranno eletti con la proporzionale.

Per fare un esempio: se 9 elettori votano solo il candidato e ci sono 2 liste collegate, di cui la prima con il doppio dei voti della seconda, 6 voti si spalmano sulla prima e 3 sulla seconda.

Alla Camera il territorio nazionale è ripartito in 28 circoscrizioni, per alcune delle quali il territorio coincide con quello dell’intera regione, mentre per altre il territorio regionale è ripartito in più circoscrizioni. Ciascuna circoscrizione è suddivisa in collegi uninominali e in uno o più collegi plurinominali. I 231 collegi uninominali del territorio nazionale sono ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione. Sia i collegi uninominali sia quelli plurinominali verranno designati entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, previo parere parlamentare, con delega legislativa.

Per l'assegnazione dei restanti seggi, con metodo proporzionale, ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinomiali. Per il rinnovo del Senato ci saranno 20 circoscrizioni corrispondenti al territorio di ciascuna regione. Ciascuna circoscrizione regionale è suddivisa in collegi uninominali e in uno o più collegi plurinominali. Per l'esattezza, i 109 collegi uninominali del territorio nazionale sono ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione. Anche per la determinazione dei collegi uninominali e di quelli plurinominali, bisognerà attendere la delega legislativa da attuare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge.