La digitalizzazione della dichiarazione IMU: primi esperimenti di semplificazione

di Paola Pellegrino. 


Si discute da tempo della necessità di semplificare l’attività amministrativa, cercando di ridurre l’utilizzo di carta e minimizzando gli oneri legati agli adempimenti burocratici che i cittadini sono chiamati ad osservare. Diversi passi in avanti sono stati compiuti in tal senso e da ultimo si segnala la possibilità, messa a disposizione dal Dipartimento delle finanze, di utilizzare per la dichiarazione IMU la compilazione del modulo interattivo “editabile” disponibile sul sito web


Il modello rilasciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in formato «Pdf» consente di compilare la dichiarazione dal proprio computer o dal proprio tablet, senza dover in questo modo inserire a penna le cifre e le indicazioni anagrafiche richieste.
Questo già a partire dalla scrittura dell'anno a cui si riferisce la denuncia e dal Comune a cui è indirizzato. Per quanto riguarda il sesso del dichiarante e degli eventuali contitolari bisognerà puntare il mouse sulla casella prescelta. Per scegliere sia il codice che contraddistingue le «caratteristiche» dell'immobile - per esempio «1» per terreno, «2» per area fabbricabile e così via - sia la percentuale di possesso (in caso di più proprietari) si potrà scorrere nelle rispettive caselle fino ad arrivare alla cifra da indicare. È previsto un campo ad hoc anche per le eventuali annotazioni. Poiché il modello è composto da due esemplari (uno per il Comune e uno per il contribuente), la compilazione di una parte viene automaticamente riportata anche nella seconda, senza quindi dover ripetere l'operazione.

È un primo passo verso una maggiore digitalizzazione del l'adempimento. Anche perché la presentazione della denuncia potrà avvenire lungo tre differenti canali: consegna diretta al Comune, che rilascia la ricevuta; spedizione postale, con raccomandata senza avviso di ricevimento; invio telematico tramite posta elettronica certificata.

Attenzione alle scadenze previste dal legislatore. Lunedì 4 febbraio rappresenta il "primo" termine per presentare la dichiarazione Imu. Entro questa data, infatti, dovranno rispondere all'appello tutti i proprietari di immobili per i quali l'obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio al 5 novembre 2012 (data di pubblicazione del decreto 30 ottobre 2012). Per quelli in relazione ai quali l'evento rilevante ai fini Imu si è verificato in un momento successivo, invece, resta il termine "mobile" e ordinario di 90 giorni: ad esempio, in caso di acquisto di un'area edificabile avvenuto il 15 dicembre 2012, la dichiarazione dovrà essere presentata entro il 15 marzo 2013.

Secondo alcune stime recenti, segnalate da “Il Sole 24Ore”, l'adempimento chiamerà all'appello meno contribuenti di quelli che sono passati alla cassa tra l'acconto di giugno e il saldo di dicembre. In linea di massima, infatti, chi ha solo l'abitazione principale può essere esonerato dall'obbligo dichiarativo. Quest'ultima non va quasi mai dichiarata, neppure se si ha diritto alla detrazione di 50 euro (oltre a quella base di 200 euro) per figli conviventi di età non superiore a 26 anni. La regola ha naturalmente delle eccezioni. Primo fra tutti, il caso dei coniugi non separati che hanno residenze distinte nello stesso Comune. Solo a una di esse possono essere applicate le agevolazioni riservate all'abitazione principale. Di conseguenza, solo l'unità che beneficia del bonus andrà indicata nella denuncia dall'effettivo proprietario. Ma non solo. Nel caso in cui il Comune abbia deciso l'assimilazione all'abitazione principale, la dichiarazione diventa obbligatoria per l'immobile dei cittadini italiani residenti all'estero.