“Una Regione in grado di delegare compiti di gestione e risorse”

Intervista a Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. A cura di Marco Galice.

Nicola Zingaretti, neo Presidente della Regione Lazio, definisci gli obiettivi dei primi 100 giorni di Governo dopo gli scandali della precedente giunta regionale e la chiara richiesta di trasparenza e legalità lanciata dalle urne elettorali. 

Presidente Zingaretti, quali sono gli obiettivi che si pone nei primi 100 giorni di Governo?
“Ridare dignità ed un governo credibile alla Regione, è questo l’obiettivo da perseguire. Trasparenza e partecipazione saranno le parole d’ordine che segneranno un cambiamento importante con una legge dedicata per avviare un profondo processo di rinnovamento. Confermo l’obiettivo di procedere a una razionalizzazione e riorganizzazione delle società, delle agenzie e degli enti regionali, con un netto taglio dei Cda, perché tornino ad essere strumenti di innovazione e non semplici centri di spesa esterni all’amministrazione. La Regione deve diventare una casa di vetro. I primi 100 giorni saranno molto importante per impostare un lavoro che deve andare in profondità.  Ci sono temi delicati che non possono più aspettare come la sanità, un nuovo piano regionale sui rifiuti, i testi unici sulla sicurezza, sull’urbanistica, sul commercio. E c’è l’emergenza della crisi economica, su cui vogliamo dare segnali immediati”.

Dopo gli scandali della Giunta Polverini dalle urne regionali è uscita una chiara richiesta di trasparenza e legalità, come dimostra il consenso ottenuto anche dal Movimento Cinque Stelle. Con quali atti concreti intende rispondere a queste istanze di lotta agli sprechi e di tagli ai privilegi?
“La sfida del buon governo sarà raccolta a partire da una profonda revisione della spesa della Regione, del suo corpo amministrativo e delle regole di funzionamento degli uffici. Siamo in un momento molto difficile per tutto il Paese. È necessario avere coscienza di questo e misurarsi anche con una richiesta di sobrietà e responsabilità che investe la politica. Per prima cosa basta con il cumulo delle indennità, poi ci sarà un’applicazione rigorosa della legge con una riduzione per gli stipendi dei consiglieri, degli assessori anche per il mio. Il tema chiave è aprire le porte della Regione al controllo dei cittadini. Open Data, Open Sanità, Open Bilancio: su questo abbiamo assunto un impegno chiaro, e vogliamo andare fino in fondo. Così come sulla definizione di nuove modalità di consultazione pubblica sulle principali leggi e sugli indirizzi di governo. Daremo pubblicità a tutti gli atti, le prestazioni, i risultati, i profili professionali e le relative retribuzioni. Pubblicheremo on line i verbali dei Consigli di amministrazione delle società. Attiveremo il Portale OpenLazio, potenziando gli attuali strumenti, per distribuire e rendere pienamente utilizzabili i dati digitali ‘liberati’ dalla Regione. Sosterremo in ogni ambito l’utilizzo di software libero e open source”.

Lotta agli sprechi e ai privilegi,riduzione delle indennità, trasparenza, gestione dei rifiuti, spending review, Consiglio delle autonomie locali, processi partecipativi, deleghe di gestione ai Comuni: il neo Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti affronta a viso aperto i temi più caldi e dirimenti della sua agenda politica in questa incalzante intervista concessa ad “Orientamenti amministrativi” all’indomani della sua elezione.

Tra le questioni più dirimenti che la sua Giunta si troverà ad affrontare c'è sicuramente quella dei rifiuti, con la patata bollente di Malagrotta, e non solo, che incombe. Come intende operare in quest'ambito? Il 70% di raccolta differenziata è un obiettivo veramente realizzabile nel Lazio?
“Io sono convinto che possiamo fare molto. Dare vita anche nel Lazio a una nuova gestione del rifiuti. Vogliamo che questa terra non sia più additata a caso europeo e sottoposta a procedure sanzionatorie, ma diventi un modello al quale guardare per la diffusione della raccolta differenziata, per la qualità e la sicurezza degli impianti, e per l’avvio di quella filiera industriale del riuso e del riciclo capace di trasformare i rifiuti in risorsa. Una migliore cooperazione tra tutti gli operatori del mercato, processi di raccolta perfezionati, un quadro normativo adeguato, incentivi per la prevenzione e il riciclo dei rifiuti, sono interventi necessari per cominciare a risolvere il problema. Noi faremo per intero la nostra parte, nell’ambito delle nostre competenze, poi spetterà alle Province e ai Comuni, in particolare il Comune di Roma, fare la propria.

Capitolo spending review. L'abolizione delle Province è stata per ora accantonata, ma qual è l'assetto istituzionale che la Regione Lazio deve a suo avviso perseguire?
“Siamo dentro un processo di innovazione della governance pubblica che, forse, è proceduto troppo a strappi, ma, di sicuro, quello che non possiamo permetterci è la confusione, l’immobilismo, la difesa di rendite di posizione o l’assenza di indirizzi che sembra regnare dopo la crisi di governo che si è determinata nel nostro Paese. Anche per questo, mi incontrerò al più presto con il Sindaco di Roma Capitale, così come i presidenti e i commissari di tutte le Province, per verificare la possibilità di rilanciare e chiarificare il processo riformatore che si è arenato negli ultimi mesi e affrontare i molti temi di governo comuni. Per provare a costruire, insieme al Consiglio, una proposta organica di riforma degli assetti istituzionali, sapendo che su questo pesa l’incertezza del governo nazionale, che ha iniziato un processo di riforma e lo ha lasciato a metà”.

Il rapporto tra Regione e rappresentanza delle autonomie locali ha subito durante la Giunta Polverini una fase di stallo. Ritiene che vada recuperato il ruolo del CAL? Quale invece il ruolo che l’associazionismo deve svolgere nei processi decisionali sul sistema delle autonomie locali?
“Procederemo ad una riorganizzazione complessiva di tutta la macchina amministrativa regionale, anche dei meccanismi di partecipazione dei cittadini, delle rappresentanze e degli enti territoriali. L’amministrazione precedente è stata caratterizzata da un’assoluta chiusura come dimostra il mancato coinvolgimento dei territori da tutte le scelte che contano. Questo atteggiamento va ribaltato facendo sempre attenzione a valorizzare le best practice, cancellando gli sprechi e ridistribuendo i modo corretto le risorse”.

Il sistema delle autonomie locali, in particolare i piccoli Comuni, sembra ormai al collasso, obbligato quasi ad un compito di ordinaria amministrazione per l'assoluta scarsità di risorse. Attraverso quali politiche pensa sia possibile restituire potere di programmazione e opportunità di sviluppo ai Comuni del Lazio?
“È indubbio che non può sopravvivere un modello lento e farraginoso di gestione dei Comuni che è la realtà per molte zone, questo può derivare certo dalla mancanza di risorse, ma anche da una macchina amministrativa che va riformata. Vogliamo cambiare il rapporto della Regione con gli altri enti locali su un principio fondamentale: più collaborazione e meno conflittualità. Una Regione che non ha paura di delegare ad altri compiti di gestione e risorse, perché garantita dal rafforzamento della sua capacità di guida, pianificazione, programmazione e indirizzo legislativo”.