9 febbraio 2014

Legge di Stabilità: la parola ai sindaci

A cura di Legautonomie Lazio. 

Quali ricadute avrà la Legge di Stabilità 2014 sugli enti locali? Quale, soprattutto, l’impatto sui piccoli Comuni, sempre più strozzati dall’introduzione di nuove norme a cui adeguarsi e la carenza di risorse e personale?
La parola, e la testimonianza diretta, attraverso le interviste realizzate al sindaco di Sezze, Andrea Campoli, e a quello di San Donato Val di Comino, Antonello Antonellis.


“Dalla Legge di stabilità una risposta insoddisfacente per gli enti locali” Intervista realizzata al Sindaco di Sezze Andrea Campoli.

 Sindaco Campoli, che giudizio esprime complessivamente sulla Legge di Stabilità 2014 per ciò che attiene il sistema delle autonomie locali?
“Dalla legge di stabilità 2014 attendevamo una risposta chiara da parte del Governo riguardo una serie di criticità affrontate in questi anni, soprattutto per ciò che riguarda il fronte della fiscalità locale e della certezza dei trasferimenti erariali. Purtroppo le nostre aspettative sono state nuovamente disattese. La continua altalena normativa riguardo il prelievo patrimoniale sulla casa e del prelievo sui rifiuti crea ancora problemi di natura regolamentare, amministrativa e di gestione del tributo, mentre le casse comunali sono in sofferenza vista l’impossibilità di stabilire rate di scadenza in prossimità dell’inizio dell’esercizio finanziario. Risulta inoltre sempre più difficile costruire bilanci veritieri al 31/12 dell’anno precedente, costringendo gli enti alla gestione provvisoria, che mina la possibilità di creare linee di indirizzo e di mandato alla dirigenza locale tutta. Questa incertezza incrina, inoltre, il rapporto tra l’amministrazione locale ed il cittadino, anche a seguito dell’utilizzo dei tributi locali trasformati in prelievi erariali mascherati, vedasi l’Imu sulle categorie D ed i 30 centesimi al metro quadro bollettati in sede di saldo Tarsu/Tares a fine anno. Aspettiamo ora di capire se l’alleggerimento del Patto di Stabilità dichiarato si trasformi effettivamente in un miglioramento dell’obiettivo e in maggiore possibilità di finanziamento per le necessarie spese di investimento. Attendiamo con ansia i decreti attuativi. Una nota positiva, invece, è rappresentata dalle nuove scadenze del patto regionalizzato incentivato ed orizzontale, che permette di avere maggiori certezze in corso d’anno riguardo le spese da sostenere ai fini del patto, andando a migliorare il già buon funzionamento del patto regionalizzato della Regione Lazio”.

Iuc, Tasi, Tari ... Quanto è complesso dal punto di vista burocratico per i Comuni adeguarsi a tutte queste novità imposte in rapida successione dal Governo?
“L’applicazione dei nuovi tributi sul cittadino, siano essi di natura patrimoniale o per servizi, è sempre più difficoltosa a causa di una legge lacunosa e in continua evoluzione ben lontana dal comprendere quale sia l’obiettivo finale. Da quando è partito il federalismo fiscale si pensava di poter stabilire con il cittadino–contribuente-elettore un rapporto di trasparenza nelle scelte di bilancio oltre che di prelievo, vale a dire la possibilità di scegliere l’imposizione fiscale più equa nel modo più corretto possibile. La continua evoluzione normativa non ci ha consentito, dunque, di mantenere questo rapporto. La carenza di organico degli uffici, considerato il blocco delle assunzioni, va ad aggiungersi alle numerose difficoltà degli enti locali di adeguarsi alla nuova legislazione”.

Nel Comune di Sezze, con l’introduzione della Iuc, che cosa cambierà in termini economici per i cittadini? Aumenterà il carico fiscale?
“Purtroppo a causa degli effetti della crisi il nostro Comune ha applicato un’imposizione fiscale spinta; tale situazione scaturisce dalla volontà di mantenere il livello dei servizi inalterato per non far ricadere gli effetti della crisi sulle fasce più deboli. Servizi come il trasporto scolastico, la refezione nelle scuole ed i costi per i centri socio educativi e per anziani, sono le spese che in tanti bilanci comunali vengono stralciate per prime in sede di previsione; noi crediamo fortemente nell’importanza e nella necessità di questi servizi, anche se ci rendiamo conto del loro peso sull’imposizione tributaria locale”.

I cittadini possono attendersi da questi nuovi tributi un miglioramento della qualità dei servizi?
“E’ difficile esprimere un giudizio in merito nel breve termine. Il nostro obiettivo è quello di continuare a garantire lo stesso standard di qualità dei servizi ai cittadini, dal momento che la persona è al centro della nostra azione di governo”.


“Si rischia di vivere alla giornata, nella più assoluta incertezza” Intervista al Sindaco di San Donato Val di Comino, Antonello Antonellis.

Sindaco Antonellis che giudizio esprime complessivamente sulla Legge di Stabilità 2014 per ciò che attiene il sistema delle autonomie locali?
“La Legge di Stabilità 2014 è strutturata sulla filosofia delle politiche di bilancio degli ultimi anni, nel mantenimento dei conti dello Stato in ordine l’obiettivo principale. E molto spesso ciò si è ottenuto penalizzando gli Enti Locali, tagliando i trasferimenti con il rischio dell’impossibilità di assicurare un adeguato livello dei servizi. Detto ciò, occorre anche dire che le autonomie locali si sono chiuse in una posizione difensiva rispetto alle proposte di riorganizzazione in discussione, che potrebbero dare nuova linfa al governo del territorio, ai servizi ai cittadini”.

Iuc, Tasi, Tari ... Quanto è complesso dal punto di vista burocratico per i Comuni adeguarsi a tutte queste novità imposte in rapida successione dal Governo?
“In realtà ancora non siamo certi che cosa succederà per queste nuove imposte. In questi giorni la Conferenza Stato-Comuni ha individuato delle modifiche che dovranno essere apportate per quanto concerne la flessibilità di applicazione delle stesse, oltre alla definizione dell’ammontare delle risorse che dovranno essere trasferite in compensazione agli Enti Locali. Queste incertezze creano disagio in ordine al funzionamento della macchina amministrativa locale, tanto più per i piccoli comuni dove, spesso, non hanno specifici uffici per i tributi. Si rischia di vivere alla giornata, nella più assoluta incertezza”.

Nel suo Comune, con l’introduzione della Iuc, che cosa cambierà in termini economici per i cittadini? Aumenterà il carico fiscale?
“Dobbiamo aspettare la definizione certa dell’imposta per avere un quadro più vicino alla realtà. Non credo che ci saranno grandi variazioni per i cittadini diversamente, invece, per il settore produttivo e commerciale che rischiano di pagare i tagli. Ad una pressione fiscale già pesante rischiano di sommare lo spostamento del carico fiscale locale. Un rischio esiziale per il tessuto produttivo”.

I cittadini possono attendersi da questi nuovi tributi un miglioramento della qualità dei servizi?
“No. Quasi sempre il livello fiscale locale è utilizzato per mantenere in equilibrio la parte di competenza del Bilancio. Una vera riforma, nel campo della parte relativa all’imposta sui rifiuti, ci sarebbe nell’obbligare i comuni nel fare la raccolta differenziata spinta ed imputare solo i costi realmente determinatisi nel servizio. Chi fa questo servizio ha già i costi storicizzati, chi non la fa continuerà a non farla per non aumentare i costi per i cittadini. Per la parte concernente l’imposta sull’abitazione, continuiamo a mantenere un livello di iniquità fino a quando non sarà applicato il valore catastale reale. Un miglioramento dei servizi per i cittadini, ed una migliore equità, si avrà solo quando questi nuovi tributi saranno nella totale disponibilità applicativa delle autonomie locali”.