Imu e Tasi: le scadenze al 16 dicembre

di Maria Enrica Rubino.

Mancano tre giorni alla scadenza del versamento del modello F24 e del bollettino postale per il saldo dell'Imu e della Tasi. Sia per l'Imu sia per la Tasi, è necessario calcolare il valore  dell'immobile partendo dalla rendita catastale rivalutata del 5% che andrà, poi, rivalutata per un coefficiente variabile in base alla tipologia dell'immobile. Per entrambe le tasse va determinata l'imposta complessiva per il 2015 e scomputare l'acconto versato a giugno calcolato con le aliquote comunali dello scorso anno.
Per verificare le delibere 2015 del proprio comune , clicca quiAl versamento dell'Imu sono obbligati i proprietari di immobili situati in Italia e i titolari su di essi di diritti reali di godimento (usufrutto, diritto di abitazione). A non pagare l'Imu è, invece, l'inquilino o il comodatario. A differenza della Tasi, l'Imu non va pagata sull'abitazione principale e relative pertinenze (box o posto auto, cantina o solaio), intendendosi per 'abitazione principale' quella in cui il contribuente dimora e dove ha la residenza anagrafica. L'Imu si paga anche sugli immobili dati in uso gratuito a figli o parenti di primo grado e sugli immobili abitativi a disposizione, come le seconde case e quelli affittati o sfitti. Anche per uffici, negozi, capannoni, altri immobili commerciali e industriali e per le aree fabbricabili va versata l'Imu. A dover pagare la Tasi sono i proprietari - sia persone fisiche sia società - di immobili situati sul  territorio italiano, nonché tutti coloro che su di essi sono titolari di un diritto reale di godimento: come l'usufruttuario o chi ha un diritto d'abitazione come quello che spetta al coniuge superstite sulla casa coniugale, di uso, di enfiteusi e di superficie. Per gli immobili in leasing, la Tasi è dovuta dall'utilizzatore. Per quelli in multiproprietà, la paga direttamente l'amministratore. La Tasi si paga su tutti i fabbricati, compresa l'abitazione principale e relative pertinenze - escluse, invece, dall'Imu - e sulle aree edificabili. Sono invece esenti dalla tassa sui servizi i terreni agricoli. Il valore dell'immobile per la Tasi si calcola con gli stessi moltiplicatori Imu. A differenza dell'Imu, però, in caso di immobile locato o dato in comodato per oltre 6 mesi nell'anno, l'occupante (locatario o comodatario) deve versare una parte della Tasi, nella misura stabilita dal Comune tra il 10% (minimo di legge) e il 30% del totale. Le aliquote per le singole tipologie di immobili sono stabilite dal comune e possono arrivare al 2,5 per mille o al 3,3 per mille. Molti enti locali hanno attuato un'opportuna semplificazione, applicando la Tasi solo su abitazione principale e pertinenze ed azzerandola per gli altri immobili già soggetti ad Imu. In questo modo, il singolo immobile o paga l'Imu o paga la Tasi.