Left Wing, intervista con Matteo Orfini: otto mesi di lavoro uniti e senza coalizioni

Di Maria Enrica Rubino 

"La prossima mossa è vincere le elezioni" dichiara Matteo Orfini a 'Orientamenti Amministrativi' a margine del dibattito di chiusura della tre giorni della 5a festa di Left Wing, a Fiuggi, dal titolo "la sinistra europea tra tradizione e innovazione"  con lo storico ed europeista Donald Sassoon.

"La prossima mossa è prepararsi a questa lunga campagna elettorale e puntare ad arrivare primi. D'altronde, siamo un grande partito e se si pensa lo stesso partito socialista europeo sta in piedi grazie al Pd".

Ci sono i tempi, di qui alle politiche, per raggiungere questo obiettivo?
“Questo dipende solo da noi. Faremo quello che sappiamo fare: non perdere tempo con la discussione interna non farci distrarre da argomenti che nulla c’entrano con i problemi degli italiani. Mentre se ci dedicheremo a continuare a governare il Paese come sta facendo bene il governo Gentiloni, noi gli dobbiamo dare una mano, ovviamente, e mentre dal governo si fanno le cose giuste, dovremo discutere con gli italiani in previsione della prossima legislatura. Quando facciamo così non ce n’è per nessuno, mentre quando ci chiudiamo in una discussione ombelicale tra di noi o con i presunti alleati, inutile dire che gli italiani ci guardano come matti e votano altri"



Ma quali sono, ad oggi, i criteri di  valutazione dei consensi tra i cittadini? 
“Io credo che gli italiani votino innanzitutto sulla base della credibilità dei progetti che gli vengono proposti. Noi dobbiamo cercare appunto di presentare delle proposte credibili cercando di stare attenti soprattutto a correggere gli errori commessi in passato. Nei prossimi otto mesi ci concentreremo principalmente su alcuni obiettivi, prestando maggiore attenzione ad alcune fasce della popolazione, tra cui le generazioni più giovani, e le zone più periferiche delle grandi realtà urbane".

Per quel che riguarda Renzi? 
“Renzi è il segretario del Pd non per un caso, ma perché per due volte consecutive lo hanno scelto gli iscritti al partito. Quindi credo che, a pochi mesi dal voto, tutti gli iscritti al PD debbano stringersi intorno al segretario, lavorare per dargli una mano, se sbaglia dirglielo, magari non sui giornali, ma come si fa in una famiglia seria: tutti uniti insieme per affrontare la sfida elettorale e vincere le elezioni".

Tutti uniti ma senza coalizioni?
“Le coalizioni non sono previste dalla legge elettorale: il sistema proporzionale non prevede coalizioni. Se cambia, ma non mi sembra che ci siano le condizioni per cambiarla, la legge non prevede le coalizioni. Al limite si faranno dopo le elezioni: quando si andrà a costituire un governo e a quel punto cercheremo di farlo con le forze a disposizione".