Left Wing, le politiche internazionali e la visione francescana

Di Maria Enrica Rubino 


Storia del presente e orizzonti della sinistra europea. Questo il leitmotiv della tre giorni dedicata alla Festa di Left Wing, nella bucolica cornice delle Terme di Bonifacio VIII a Fiuggi. Ma anche politica estera, immigrazione, religione, economia. L’evento non vuole tralasciare alcun aspetto dei temi di attualità più dibattuti. 

Dopo i saluti introduttivi degli organizzatori, con il Presidente dell’associazione Left Wing, Maurizio Roi, che ha sottolineato l’importanza dell’evento quale momento di riflessione sui temi di attualità e di politica interna ed europea, e del direttore della rivista, Francesco Cundari, il dibattito è entrato nel vivo con gli interventi di Padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del convento di Assisi, Lorenzo Guerini, coordinatore del Partito Democratico, Vincenzo Amendola, Sottosegretario agli Affari Esteri, moderato dal giornalista Massimo Adinolfi. 
“Vorrei citare due logiche francescane che ritengo siano molto attuali” ha esordito Padre Fortunato “in primis la logica dell’inclusione verso ogni cosa e, quindi, verso chiunque, e, secondo, l’esemplarità di vita”. Con queste parole, il frate minore francescano ha aperto l’incontro dal titolo “Un mondo giusto è ancora possibile? “. Un mondo giusto sarebbe possibile, stando alle parole di Padre Fortunato, se si applicasse la parola di Francesco nella quotidianità, diventando “protagonisti del cambiamento” come fu il Santo di Assisi: “la sua esperienza di ricostruzione dal mondo feudale ai comuni segna il passaggio da protagonista del cambiamento”. 
Non è mancato un accenno alla polemica scaturita negli ultimi giorni sul tema dell’immigrazione,  in seguito alla proposta di Matteo Renzi di aiutare gli immigrati ‘a casa loro’. “Sarebbe necessario valutare il tipo di gestione di governo da  mettere in atto: aiutarli a casa loro solo se le questioni politiche non creano disuguaglianze”. 
Sul tema dell’immigrazione si è ampiamente soffermato il Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri, Vincenzo Amendola, che, con un intervento articolato, ha spostato il dibattito sugli scenari internazionali. “Oggi la politica estera dipende esattamente dal modo in cui guardiamo alle nostre imprese” ha aperto Amendola.  “Lo scenario della politica internazionale cambierà i nostri destini” ha proseguito il sottosegretario, citando, poi, il caso della Libia: “tra Europa e Africa è in atto un vero e proprio ossimoro, quello di costruire un destino diverso. La Libia è la piattaforma da cui partono popolazioni che attraversano una lunga traiettoria in quanto provengono da diversi Paesi tra cui, ad esempio, la Nigeria, zona difficile da controllare”. La proposta, stando alle parole di Amendola, sarebbe quella di “stabilizzare lo stato della Libia affinché si doti innanzitutto di capacità di accoglienza per costruire un efficace modello di sviluppo. Aiutarli a casa loro” ha concluso  “non è buonismo, ma un primo passo che porti a capire dove nascono le emergenze e, quindi, come aiutare queste popolazioni in termini di sviluppo comune”. 
Per il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini, tutto ciò è possibile solo se si parla “il linguaggio della verità con i cittadini: un’azione non facile che necessita di coraggio e responsabilità. Spesso si lascia agli altri la fatica della spiegazione” ha detto Guerini “la forza del Pd dovrebbe essere uno sguardo reale sul problema”. E poi sul tema Libia: “Al di là delle polemiche, il tema richiede necessità di intervento. Dobbiamo lavorare sulle risorse che l’Europa mette in campo per l’Africa, ma anche sulle politiche. Fare il sindaco oggi, su questo campo, è molto difficile. I sindaci” ha concluso Guerini “non devono essere lasciati soli difronte a questo fenomeno perché ci sono responsabilità europee su questo tema”.